wall street e le previsioni sbagliate

Finanza, il «mondo perfetto» delle banche d’affari: per loro la Borsa può solo salire

di Andrea Gennai

L’economia Usa ha il vento in poppa, perché Wall Street crolla?


2' di lettura

Le azioni nel lungo termine salgono sempre. Su questo assunto si basa la preferenza per l’investimento più a rischio da parte di chi voglia ottenere un maggior rendimento con un orizzonte di almeno 10 anni.

Questo non impedisce però alle Borse di avere anni in rosso, con performance che possono assumere anche perdite molto pesanti. L’ultimo decennio a Wall Street ha abituato a rialzi praticamente ininterrotti e la chiusura negativa, intorno al 6% per l’S&P 500 lo scorso anno, ha riportato gli investitori con i piedi per terra (si è trattata della peggiore performance dal 2008).

GRANDE OTTIMISMO

Le previsioni di alcune banche d'affari sul rialzo dell'S&P 500 a fine 2019 rispetto ai valori di metà dicembre (2.545 punti) . (Fonte: Theirrelevantinvestor.com su dati Barron's)

GRANDE OTTIMISMO

Previsioni troppo ottimistiche

Chi continua a vivere in un mondo “perfetto”, dove Wall Street può solo salire, sono le banche d’affari. Basta andare a ritroso ad analizzare i target fissati dalle stesse banche di anno in anno sull’S&P 500 per avere la certezza di un intramontabile ottimismo. Il sito “theirrelevantinvestor.com” si è preso la briga di scandagliare, dal 2005 a oggi, 153 previsioni di prezzo per fine anno a Wall Street scoprendo che solo in 6 casi il target era al ribasso. Queste analisi hanno completamente disatteso il crash del 2008, con un calo del 38% per l’S&P 500, e la discesa dello scorso anno.

Anche negli anni in cui le previsioni hanno azzeccato il rialzo di Borsa, lo hanno fatto con obiettivi troppo ambiziosi. Pure nel 2019 gli strategist prevedono una folgorante rialzo per Wall Street con un guadagno medio del 17% rispetto ai valori di metà dicembre: si tratta del target più alto dal 2009. Curiosamente la media dei target price dal 2005 a oggi consegna un ritorno del 9 % annuo che corrisponde all’ incirca alla performance reale. Come dire: nel lungo termine le dinamiche si aggiustano mentre di anno in anno è complicato cogliere gli sviluppi.

Investire secondo le probabilità

Quest’ultima osservazione rassicura tutti coloro, a partire dai consulenti finanziari, che insistono sul concetto di strategie di portafoglio nel lungo termine mettendo in secondo piano il timing di entrata sui mercati. La quasi impossibilità di fare previsioni sposta l’asse sulla composizione del portafoglio e sulla corretta gestione del rischio.  Secondo Fulvio Marchese, consulente finanziario che ha intercettato i dati sopra esposti, «uno degli errori più grandi che gli investitori fanno è usare il passato recente per plasmare la propria posizione di investimento inseguendo le performance passate.Ma questo non significa che scartiamo tutti i risultati storici solo perché non possono essere utilizzati per fare previsioni di mercato perfette. Sebbene il futuro sarà sempre diverso dal passato , puoi comunque usare la cronologia per guidare le tue azioni da un punto di vista probabilistico. La storia dei rendimenti azionari e obbligazionari non ci dice nulla sui rendimenti futuri di entrambe le classi di attività, ma sono utili come misura del rischio. Negli investimenti, in generale ma soprattutto azionari, se sei preoccupato per quello che succederà il mese prossimo o l'anno prossimo, stai rendendoti più povero per i prossimi 20 anni».

MAI UN RIBASSO

Le previsioni di crescita media annua a fine anno dell'S&P 500 dal 2005 a oggi. (Fonte: Theirrelevantinvestor.com )

MAI UN RIBASSO

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