Bilanci e progetti

Finarte cambia sede e sviluppa archiviando un anno in forte crescita (+49,3%)

di Silvia Anna Barrilà e Marilena Pirrelli


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6' di lettura

Finarte cambia sede e si presenta in Via Paolo Sarpi 8, in quello che era il Cinema Teatro Aurora (sala rionale da 1.050 posti), su una superficie di quasi 1.000 metri quadrati per un valore complessivo intorno ai 4 milioni di euro. La ristrutturazione degli spazi – progettati dall'architetto Anna Maria Voiello, -–iniziata il 25 maggio è appena stata conclusa. La nuova scintillante sede con impeccabili marmi bianchi nel cuore dell'Innovation Design District, ma anche alle porte della milanese Chinatown, permette a Finarte di riunire in un unico luogo spazi espositivi, uffici, sala d'asta e caveau migliorando i servizi alla clientela. “Se a Roma, nella città eterna, le aste di Finarte si svolgeranno nella fascinosa sede di Palazzo Odescalchi, progettato dal Bernini, nel cuore del centro storico in Piazza SS. Apostoli, a Milano, città proiettata nel futuro, è sembrato più contemporaneo partecipare ai processi di cambiamento della città, sposando l'idea di insediarsi in una zona in evoluzione, come nelle grandi città internazionali” spiega Fabio Massimo Bertolo, amministratore delegato di Finarte. “Ora dobbiamo sviluppare” conferma il presidente e azionista Rosario Bifulco e non nasconde la sua passione per l’arte contemporanea, di cui è un entusiasta collezionista, immaginando in futuro anche un’asta di artisti del presente magari con un occhio di riguardo alle opere italiane. Di certo sarà necessario anche riflettere su un dipartimento di arte cinese, viste le potenzialità del quartiere, per ora si sta sviluppando il dipartimento Design, di cui si cerca un esperto, e si sta lavorando anche su quello sui Vini.

Il programma. La prima asta ad inaugurare la nuova sede si terrà il 21 marzo 2019 con una collezione di borse Hermès, 80 lotti tra cui spiccano gli iconici modelli Birkin e Kelly per poi proseguire con l’incanto di Fotografia giovedì 18 aprile, presentare Automotive, che verrà battuta al Museo Mille Miglia di Brescia il 13 maggio il giorno della partenza della storica gara (sotto il martello un’eccezionale Fiat 8V appartenuta a Emanuele Filiberto Nasi, nipote di Giovanni Agnelli, che corse la Mille Miglia del 1957, più antico esemplare di 8V sopravvissuto, e anche una Cisitalia 202 B Berlinetta (Stabilimenti Farina) del 1950, simile a quella esposta al MoMA di New York), l’asta di Gioielli, orologi e argenti il 20 maggio e l’asta di Arte moderna e contemporanea il 4 giugno.

Il bilancio 2018. È stato anno di consolidamento e crescita per il Gruppo Finarte , nato nel 2017 dall'unione delle case d'asta Finarte e Minerva . Il fatturato totale è stato pari a 15.653.808 €, il 49,3% in più rispetto al 2017. Il più alto aggiudicato è stato registrato dal dipartimento di Arte moderna e contemporanea con 6,3 milioni di €, mentre il top lot, però, è stata un'automobile: la Fiat 8V, telaio n.106.000052, con 37 gare all'attivo, venduta a 2.147.450 € rispetto ad una stima di 2-2,5 milioni. In totale sono stati venduti 4.630 lotti in 18 aste con un prezzo medio tra 2.000 e 5.000 euro. Le percentuali di venduto sono state del 60% per lotto e del 70% per valore. ArtEconomy24 ha intervistato Fabio Massimo Bertolo, numero uno di Finarte e Minerva.

Com’è andato l’anno 2018 rispetto al 2017?
Il 2018 per il Gruppo Finarte ha segnato un decisivo passo in avanti in termini di fatturato e di solidità del gruppo (composto da Finarte e Minerva Auctions). Con circa 15 milioni di € di fatturato, contro i 10,5 dello scorso anno, siamo saliti di un considerevole +43%, la migliore performance italiana in termini di crescita.

Quali segmenti crescono e quali calano?
La sostanziale tenuta di tutti i settori, con una lieve flessione per i Libri, ha consentito al gruppo di raggiungere un ottimo risultato nel 2018. In crescita sono sicuramente l'ambito del Moderno e Contemporaneo e dell'Antico, con ottimi risultati in termini di media di venduto e di valore delle opere

    Qual è la percentuale di acquirenti stranieri? Da quali nazioni? In quali aste partecipano maggiormente gli stranieri? Che cosa comprano?
    Circa il 10% dei nostri clienti è straniero, per la maggior parte gli acquirenti e i mandanti sono italiani. Si registra il maggior numero di acquirenti stranieri nelle aste di Gioielli, Fotografia e Automotive.

    Come cresce il mercato online? Che tipo di lotti si vendono sull’online e in che fascia di prezzo?
    Il mercato online porta sempre buoni risultati. Il prezzo medio dipende dalle aste considerate. Nelle aste di gioielli si vendono molti lotti intorno ai 1.000 euro. Nelle aste di Arte Moderna e contemporanea è capitato di aggiudicare lotti online da 170.000 euro.

    Qual è stato in percentuale il livello del margine commissionale a fine 2018 rispetto a quello della fine del 2017?
    Il margine attuale del gruppo si attesta intorno al 28% con un incremento di un punto rispetto al 2017.

    Per il 2019 avete intenzione di aumentare le aste per i collectible? Intendete dedicare singole aste ad alcune tipologie di collectible?
    Introdurremmo nuove categorie di vendita, Vini e Design in primis, oltre che un numero variabile di aste on line.

    Finarte cambia sede e sviluppa archiviando un anno in forte crescita (+49,3%)

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    L’Italia rimane il bacino di approvvigionamento per le opere e i collectible da portare in asta? Nel futuro su quali mercati vi approvvigionerete per le aste? Estero in Europa?
    Sicuramente l'Italia rappresenta per noi il bacino privilegiato di raccolta, ma stiamo osservando anche altri mercati europei che potrebbero in futuro incrementare la nostra offerta, penso soprattutto a Germania, Svizzera, Austria e Spagna.

    Commissioni su chi acquista: quali sono quelle attuali (per comparto) e in futuro pensate di ridurle, lasciarle invariate o aumentarle?
    Le commissioni applicate sono standard per ogni reparto, pari al 25%. Non ci sono al momento progetti di modifiche.

    Avete effettuato garanzie nel 2018 in proprio o condiviso il rischio con terzi? Quali saranno le strategie nel 2019 in relazione all'uso di garanzie?
    No, ma non escludiamo la possibilità di introdurre strumenti finanziari più dinamici per favorire la crescita del business.

    Quante opere sono state notificate di quelle proposte per le aste? In caso positivo quali le opere per le quali è stata richiesta la notifica da parte della sovrintendenza? Quali sono le Sovrintendenze che si sono mosse in tale direzione?
    Abbiamo avuto una decina di opere notificate lo scorso anno, tutte del settore Libri e Autografi, ma nella maggior parte dei casi hanno poi provveduto all'acquisto. L'unica Sovrintendenza attiva è stata quella Archivistica e dei Beni Librari.

    La nuova legge sulla circolazione quale effetto ha avuto sui compratori esteri e su quelli italiani?
    Al momento siamo in una situazione di stand by, alquanto paradossale visto che la legge è stata approvata più di un anno fa e dalla scorsa estate esistono dei decreti attuativi che, nella pratica, in realtà non sono applicati. Le Sovrintendenze non hanno recepito la soglia di valore dei 13.500 €, mentre per i 70 hanno predisposto moduli di autocertificazione ad hoc. Gli effetti sul mercato estero sono stati perciò minimi, visto che la normativa non è ancora entrata a pieno regime.

    Come fate a monitorare la contraffazione delle opere che vi vengono proposte per le aste? Avete una commissione o vi confrontate con gli archivi e fondazioni? Che garanzie date a chi compra?
    Le contraffazioni, i falsi e le opere dubbie sono un annoso problema, che i vari reparti affrontano in modo diverso. Nel caso dell'arte Moderna, il ricorso ad Archivi e Fondazioni è doveroso: nessuna opera viene messa in asta senza prima l'avallo di un organismo preposto e autorizzato a dare l'avallo. Per i dipinti antichi, in ausilio all'esperto consultiamo studiosi e specialisti dell'autore o del periodo. Per gli altri settori, ci muoviamo basandoci sull'esperienza dei nostri specialisti. Chi acquista da noi ha la garanzia offerta da anni di esperienza e conoscenza dei rispettivi ambiti di mercato.

    Qual è il valore dei ricavi da commissioni del 2018 e del 2017?
    No comment.

    Sono aumentate o diminuite le private sales? Qual è il ricavo da private sales nel 2018 e nel 2017?
    Le trattative private sono un settore in crescita, che stiamo sviluppando ulteriormente. Lo scorso anno abbiamo concluso trattative private col Mibac per oltre 600.000 €, contribuendo da un lato ad arricchire il nostro Patrimonio nazionale con opere uniche di alto profilo culturale, dall'altro abbiamo valorizzato opere che spesso “giacevano” sconosciute in collezioni private. I casi più emblematici sono quello del corpus di manoscritti e carteggi di Giuseppe Ungaretti e quello di tre delle epistole “dolenti” di Giacomo Leopardi, acquistate dal Mibac, 125mila per Ungaretti e 100mila euro per Leopardi.

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