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Come sarà la nave da crociera del futuro? Svolta green per Fincantieri

Le navi green sono ormai entrate nelle strategie di costruttori e armatori. Ecco come il gruppo guidato da Giuseppe Bono ha avviato la svolta sostenibile nella realizzazione dei nuovi giganti del mare

di Celestina Dominelli

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3' di lettura

La nave “green” si è imposta da tempo nelle strategie di costruttori e armatori e l’Unione Europea, con la recente svolta del Green New Deal, come pure le associazioni di settore, dall’International Maritime Organization (Imo) alla Cruise Line International Association (Clia), hanno indicato dei target puntuali di riduzione delle emissioni inquinanti che anche il comparto delle navi da crociera si è impegnato a raggiungere. Così è partita la corsa, sia nel segmento delle nuove costruzioni che in quello del refitting, a valutare e a introdurre tecnologie sempre più avanzate, a partire dall’alimentazione delle navi, per ridurre al minimo l’impatto ambientale.

La svolta sostenibile di Fincantieri

Anche il colosso della cantieristica italiana Fincantieri sta accelerando su questo fronte e il gruppo guidato da Giuseppe Bono ha abbracciato da tempo questo cambio di passo. Con il risultato di puntare su un continuo miglioramento della performance energetica delle nuove navi in costruzione attraverso il ricorso a combustibili green, come il gas naturale liquefatto o l’idrogeno, a tecnologie per la decarbonizzazione, quali le celle a combustibile (fuel cell), oltre che allo studio di materiali ad alte prestazioni. Un impegno consistente, dunque, che rinvia anche alla joint venture paritetica con il big della difesa francese, Naval Group. Va infatti ricordato che Naviris, a metà del 2020, ha firmato un contratto con Occar (Organizzazione congiunta per la cooperazione in materia di armamenti) un contratto relativo a cinque progetti di ricerca per il potenziamento della tecnologia digitale a bordo delle navi, l’ottimizzazione dei consumi, la realizzazione di celle a combustibile, la logistica e il rafforzamento della sicurezza navale.

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La scelta delle materie prime

La riduzione dell’impatto ambientale è divenuto dunque uno dei driver importanti per la progettazione e innovazione nel campo delle navi da crociera. E un primo intervento, come detto, riguarda l'approvvigionamento delle materie prime. Per questo, nella costruzione delle nuove navi da crociera si sta puntando su quei materiali che, a parità di caratteristiche tecniche, qualitative e di compliance, risultano più performanti dal punto di vista ambientale. Un esempio? Fincantieri sta privilegiando, nella scelta dei prodotti vernicianti, i prodotti alternativi a basso tenore di solvente o all'acqua, mentre nell'uso dell'acciaio, che è riciclabile al 100%, la strategia applicata è stata quella del continuo recupero senza perdere nessuna delle sue proprietà originarie.

La gestione dei rifiuti e la sostituzione dei combustibili tradizionali

L’altra mossa finalizzata a minimizzare le emissioni inquinanti riguarda la gestione dei residui di lavorazione e dello smaltimento dei rifiuti. Tradotto: il gruppo di Bono si è quindi concentrata sul conferimento dei rifiuti prodotti a siti autorizzati, privilegiando, dove possibile, le destinazioni a recupero. L’altro tassello è la sostituzione dei combustibili tradizionali con il gas naturale liquefatto (Lng). A questo proposito, già nel 2014 Fincantieri ha realizzato il primo traghetto con propulsione a gas naturale (il “Gauthier”) destinato al Canada e nel 2019 ha ricevuto degli ordini per navi da crociera prototipali “dual fuel” con propulsione primaria a Lng (2 unità commissionate da TUI Cruises e altre due da Princess Cruises). L’utilizzo di Lng per la generazione presenta infatti indubbi vantaggi ambientali andando a ridurre tutte le emissioni dannose.

Le celle a combustibile

Fincantieri sta poi puntando sulle fuel cell, dispositivi di conversione elettrochimica che generano energia elettrica a calore combinando un combustibile (tipicamente idrogeno, metanolo o metano) e un comburente (ossigeno), in assenza di combustione. Il loro utilizzo non comporta la produzione di sostanze inquinanti e sono in corso studi e ricerche per l’applicazione alla generazione di energia per le navi da crociera. A differenza dei motori a combustione interna, infatti, in cui avviene il processo di combustione, una pila a combustibile genera energia elettrica sfruttando l’ossidazione elettrochimica di un combustibile.

La nuova frontiera dell’idrogeno

L’ultima frontiera, poi, collegata alle celle a combustibile è quella che porta allo sviluppo delle tecnologie dell’idrogeno. Fincantieri sta infatti portando avanti dei progetti di ricerca riguardanti la combinazione tra le fuel cell e l’idrogeno e punta a installarare il primo prototipo a bordo di una nave nei prossimi anni. Inoltre il gruppo sta prendendo parte, come capofila della ricerca TecBia, finanziata dal ministero dello Sviluppo Economico, il cui obiettivo è la costruzione di una barca laboratorio su cui sperimentare un sistema di generazione con celle a combustibile. La ragione di tale sforzo è chiara: l’idrogeno risulta l’unica soluzione che può condurre all’obiettivo della nave “a zero emissioni”, ma è una scommessa ancora tutta da costruire dal momento che le tecnologie hanno bisogno di tempo per raggiungere un pieno sviluppo e mancano altresì le normative applicabili all’idrogeno.

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