marittima

Fincantieri crea in Cina un polo della cantieristica

di Rita Fatiguso

(Ansa)

3' di lettura

Se l’espansione asiatica di Fincantieri ruota intorno alla Cina, il perno, d’ora in poi, sarà il distretto di Baoshan (Shanghai). La società italiana che è tra i leader al mondo nella cantieristica (in 230 anni ha costruito oltre 7mila navi, puntando sempre sulla diversificazione e sull’innovazione) ha firmato una lettera di intenti con China State Shipbuilding Corporation (CSSC), gigante della cantieristica cinese, e il distretto di Baoshan, per creare un parco della cantieristica navale.

Qui i fornitori italiani del Gruppo potranno trovare nuove opportunità di crescita. In prima linea Fabrizio Ferri, ceo di Fincantieri China, Wu Qiang, General Manager di CSSC,e Fan ShaoJun, sindaco del distretto di Baoshan che nei mesi scorsi hanno lavorato alla realizzazione dell’innovativo progetto.

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«Questo accordo esalta il carattere manifatturiero della nave da crociera, che resta l’oggetto più complesso al mondo – dice al Sole 24 Ore l’amministratore delegato Giuseppe Bono – in Cina non esiste la rete di fornitura necessaria a una simile realizzazione e con questo progetto la nostra filiera italiana avrà l’opportunità di entrare in un mercato in fortissima espansione, garantendo a noi come costruttore l’affidabilità e la qualità del Made in Italy che ci ha resi leader al mondo».

Questa firma segue a ruota quella di Pechino del febbraio scorso quando nella Great Hall of People, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e di quello cinese Xi Jinping, è stato sottoscritto un accordo vincolante tra Fincantieri, presente l’ad Giuseppe Bono, CSSC e Carnival Corporation, per la costruzione nel cantiere Waigaoqiao Shipbuilding (SWS) di Shanghai di due navi da crociera, e di altre quattro in opzione, le prime unità di questo genere mai realizzate in loco per il mercato cinese. Una svolta molto importante i cui effetti si vedranno negli anni a venire.

Fincantieri in Cina inoltre, ha anche diversificato il business firmando un accordo con Huarun Dadong Dockyard (HRDD) nel settore delle riparazioni navali, una sorta di canale parallelo che riempie un’area scoperta del mercato cinese. Non bisogna dimenticare che in Cina l’overcapacity ha fatto vittime eccellenti anche nel settore navale, ragion per cui il Governo ha deciso di cambiare passo, anche in questo settore, incentivando la qualità e nuove lavorazioni.

L’ hub per le attività crocieristiche che nascerà è la logica conseguenza di una serie di scelte fatte da Fincantieri negli ultimi due anni, intercettando le scelte nella cantieristica e nel comparto marittimo fatte dal Governo cinese. Pechino ha avviato un imponente programma di sviluppo qualitativo, realizzandolo anche attraverso il potenziamento e la specializzazione della regione di Baoshan.

Il distretto ospita il più grande porto commerciale e crocieristico della Cina e rappresenta già oggi la regione più sviluppata del Paese nel settore crociere. È l’area in cui si stanno implementando strategie innovative a livello fiscale e nuove tecniche di apertura del mercato, dalla Pilot free trade zone di Shanghai fino alla China Cruise Tourism Development Experimental Zone, con un passaggio cruciale del distretto da porto-crocieristico a città-crocieristica.

Baoshan si trova in un’area strategica, proprio nella parte settentrionale della megalopoi, all’incrocio dello Huangpu e dello Yangtze.

Consistenti finanziamenti, agevolazioni fiscali, commerciali e amministrative, terreni e altre analoghe risorse potranno essere cruciali nel caso di insediamento di aziende straniere introdotte dai partners del progetto.

Fincantieri e CSSC si impegnano infatti a promuovere il parco nel network dei fornitori come campo base per le società che vogliano accedere alle opportunità del progetto. Fincantieri potrà calamitare l’insediamento in Cina della catena italiana di fornitori o delle piccole e medie imprese che vorranno insediarsi a Baoshan per ricavare il massimo vantaggio dal parco della cantieristica che nascerà.

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