concorrenza

Fincantieri: indagine Ue sull’acquisizione di Chantiers de l’Atlantique

La Commissione teme che l'operazione possa ridurre la concorrenza nel mercato mondiale della costruzione di navi da crociera

dal nostro corrispondente Beda Romano


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L’acquisizione di Stx Le Chantiers de l’Atlantique da parte di Fincantieri è oggetto di un’indagine da parte dell’Antitrust Ue - Reuters

2' di lettura

BRUXELLES - Confermando le voci della vigilia, la Commissione europea ha annunciato mercoledì 30 ottobre di avere aperto una indagine approfondita sulla fusione tra l’italiana Fincantieri e la francese STX nel campo dei cantieri navali. L’operazione è particolarmente delicata da un punto di vista politico perché giunge mentre alcuni Paesi, come la Francia, chiedono una riforma delle regole di concorrenza in Europa per poter creare più facilmente dei nuovi giganti europei.

«Esamineremo in modo scrupoloso se l’operazione annunciata possa avere un impatto negativo sulla concorrenza nel settore della costruzione di navi da crociera, a tutto danno dei milioni di cittadini europei che partono in crociera ogni anno», ha spiegato in un comunicato la commissaria alla concorrenza Margrethe Vestager. Bruxelles ha individuato «ingenti ostacoli all’ingresso nel mercato della costruzione di navi da crociera, dovuti alla natura altamente complessa di questo settore».

Fincantieri aveva notificato l'acquisizione di STX negli ultimi giorni di settembre, sulla scia di un lungo periodo di pre-notifica iniziato nel marzo di quest'anno. Dopo un mese di analisi delle carte, la Commissione europea ha deciso di aprire una indagine approfondita che deve durare un massimo di 90 giorni, prorogabili di altri 35 giorni. Evidentemente, Bruxelles teme che l’operazione possa comportare un aumento dei prezzi sul mercato, viste le dimensioni della nuova azienda. Potrebbe quindi chiedere rimedi.

Come detto, il caso antitrust relativo a STX-Fincantieri è politicamente delicata. Nei mesi scorsi, l’esecutivo comunitario aveva clamorosamente bocciato la fusione tra la tedesca Siemens e la francese Alstom, provocando le vive critiche di Parigi e anche di Berlino. In quella occasione, la commissaria Vestager si era giustificata, spiegando che insieme le due aziende avrebbero avuto una posizione dominante e avrebbero influenzato i prezzi al rialzo sul mercato.

In una nota diffusa martedì 29 ottobre in tarda serata, i dirigenti di Fincantieri avevano espresso «dissenso» per l’attesa decisione comunitaria di avviare un'ulteriore fase di approfondimento dell'operazione Fincantieri-STX. «In Europa – spiegava la società italiana prima ancora che la scelta europea fosse ufficiale - anche a seguito dell'operazione, sarebbero comunque presenti tre costruttori di navi da crociera rispetto ai quattro attuali».

La Commissione von der Leyen, che potrebbe entrare in carica il prossimo 1 dicembre, vuole per così federalizzare l’industria europea, attribuendo a un solo commissario l’industria, il mercato unico, il digitale, lo spazio e la difesa. È da capire se sarà più accomodante che in passato nel gestire le fusioni più importanti. Tra le altre cose, nel dibattito europeo si discute di come l’esecutivo comunitario possa prendere in considerazione le implicazioni delle sue scelte antitrust nel campo della sicurezza.

Intanto, in una intervista pubblicata dal Financial Times la signora Vestager ha annunciato che i grandi gruppi Internet, come per esempio Google, potrebbero essere obbligati a fornire livelli di prova più elevati che in passato nei casi di concorrenza pur di dimostrare che gli utenti possono effettivamente trarre un beneficio dai loro comportamenti ed evitare così misure punitive. Per ora, tocca soprattutto a Bruxelles dimostrare il danno sofferto dai consumatori.

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