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Fincantieri-Stx, la saga infinita del campione europeo dei mari

Tre anni di stop and go per il tentativo di acquisizione degli storici cantieri bretoni da parte del gruppo guidato da Giuseppe Bono. Una saga infinita che sembra avviata verso un nuovo rinvio.

di Celestina Dominelli


Fincantieri-Stx, trovato l'accordo tra Italia e Francia

4' di lettura

Se, come pare, dall’Antitrust europeo chiamato a giudicare la compatibilità dell’operazione tra Fincantieri e gli Chantiers de l’Atlantique (ex Stx France) con la normativa comunitaria sulla concorrenza, arriverà oggi un rinvio, la telenovela del tentativo di acquisizione da parte del gruppo guidato da Giuseppe Bono subirà un ulteriore allungamento. L’ennesimo in una storia che si trascina da quasi tre anni, da quando, ormai nel lontano gennaio 2017, Fincantieri si aggiudicò la maggioranza degli storici cantieri bretoni allora messi in vendita dal tribunale di Seul. Insomma, tre anni di stop and go, di intese raggiunte e di imprevedibili rimescolamenti di scarte attorno al progetto di un “campione europeo” dei mari. Ecco le tappe principali di una saga che sembra infinita.

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Il tribunale di Seul chiude la vendita dei cantieri
L’inizio della partita risale, come detto, a gennaio 2017, quando il tribunale di Seul che gestisce la procedura concorsuale del colosso coreano Stx Offshore & Shipbuilding, da cui dipendono i cantieri francesi di Saint-Nazaire (Stx France) messi in vendita insieme agli altri asset del gruppo in debito d’ossigeno, giudica congrua l’offerta presentata da Fincantieri (l’unica peraltro pervenuta per le attività transalpine) spianando la strada al negoziato tra Roma e Parigi. Che, di lì a poco, raggiunge un’intesa di massima con il gruppo italiano (head of terms) propedeutica all’accordo di compravendita, sottoscritto a maggio 2017, che sancisce il passaggio a Fincantieri del 66,7% del capitale per un prezzo di 79,5 milioni. Parallelament, sulla base dell’head of terms prosegue la trattativa tra Fincantieri e Parigi - che detiene una minoranza di blocco nell’allora Stx France - per finalizzare gli accordi di governance tra i futuri azionisti.

Lo stop di Macron all’intesa
La partita, insomma, sembra a un passo dalla chiusura. Ma le elezioni presidenziali francesi sono alle porte. E l’avanzata di un gruppo italiano oltralpe diventa subito oggetto della campagna elettorale, con la candidata Marine Le Pen che stigmatizza l’operazione e il futuro presidente Emmanuel Macron che invece sembra favorevole. Ma proprio da quest’ultimo, una volta eletto, arriva la brusca frenata: siamo a giugno 2017, Macron è sbarcato da poco all’Eliseo e, proprio durante una visita ai cantieri francesi, il neo presidente annuncia lo stop alla trattativa e l’intenzione di nazionalizzare temporaneamente Stx France per raggiungere un accordo più vantaggioso con «les italiens».

La trattativa tra le due sponde e la pace siglata a Lione
Improvvisamente l’operazione torna così in alto mare e il 1°, pochi giorni dopo l’annuncio di Macron, il ministro dell’Economia francese, Bruno Le Maire, sbarca a Roma per provare a ricucire, al tavolo con l’omologo italiano Pier Carlo Padoan e il collega dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda. Sono settimane di confronto serrato tra le due sponde nel tentativo di superare lo strappo innescato dalla mossa di Macron. Si arriva quindi a un nuovo incontro a tre, a metà settembre, nella capitale che fa compiere ulteriori passi avanti alla trattativa. Ma è nel vertice bilaterale Italia-Francia, convocato a fine mese a Lione, che i due Paesi annunciano un nuovo compromesso sulla struttura azionaria dell’ex Stx e l’estensione della collaborazione anche al militare, con la creazione di una progressiva alleanza tra Fincantieri e Naval Group, il colosso pubblico della difesa transalpina.

A Fincantieri il 51% di Saint-Nazaire
Le distanze sembrano definitivamente alle spalle. A febbraio, Fincantieri firma finalmente l’accordo di compravendita dei cantieri francesi che gli assegna il 50% del capitale (per 59,7 milioni) e stabilisce, al closing dell’operazione, l’attribuzione di un ulteriore 1% dei cantieri come prestito durevole. Il passo successivo scatta a luglio quando il cantiere di Saint Nazaire annuncia il ritorno alla vecchia denominazione di Chantiers de l’Atlantique a valle della nazionalizzazione, propedeutica al passaggio di quote a Fincantieri, con lo Stato francese che sale temporaneamente all’84,3%, mentre il restante capitale viene suddiviso tra Naval (11,7%), le imprese locali (1,6%9) e i dipendenti (2,4%).

L’alleanza nelle navi militari
Intanto procede anche il confronto nel militare: ad agosto un vertice tra Le Maire e l’allora ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio rimarca la volontà di attuare la road map definita a Lione e prende atto dello stato di avanzamento dell’alleanza nelle navi militari. Che, a ottobre, viene ufficializzata da Fincantieri e Naval, in occasione della principale rassegna del settore, nella periferia di Parigi, con l’annuncio di una joint venture paritetica. I problemi e le divisioni paiono archiviate. Ma, a gennaio, arriva un nuovo colpo di scena sull’ex Stx France.

La nuova frenata: entra in campo la Commissione europea
La Commissione europea accoglie la domanda presentata dai regolatori francese e tedesco che la invitano a esaminare l’operazione Fincantieri-Chantiers de l’Atlantique alla luce del regolamento sulle concentrazioni. Bruxelles chiede così al gruppo di Bono di notificare il dossier e, a fine marzo, l’azienda invia la prenotifica all’Antitrust Ue. Intanto, a giugno, Fincantieri e Naval firmano l’alliance cooperation agreement che definisce i contenuti della jv e incassano, a fine luglio, il via libera di Palazzo Chigi. L’operazione attorno all’ex Stx resta, però, in alto mare. Il 25 settembre, Fincantieri invia la notifica sulla base della quale oggi arriverà un primo responso della Commissione.

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