berlino: violata risoluzione onu

Fine del disgelo Usa-Iran: Trump annuncia nuove sanzioni

di Redazione Online

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2' di lettura

Il presidente Trump cancella con un tratto di penna la distensione dal predecessore Obama e l’Iran, raggiunta con l’accordo sul nucleare del luglio 2015 e la fine delle sanzioni. La nuova Casa Bianca ha infatti varato nuove sanzioni economiche contro il regime di Teheran. Il dipartimento al Tesoro ha annunciato che le sanzioni colpiranno 13 persone e 12 entità in risposta al recente test missilistico di Teheran. Le società coinvolte - alcune delle quali hanno come base Emirati Arabi, Libano e Cina - operano nello sviluppo del programma missilistico e sono sospettate dall’amministrazione Trump di favorire il terrorismo.

Berlino: Teheran ha violato risoluzione Onu
Il ministro degli Esteri tedesco Sigmar Gabriel ora a New York dice che il test missilistico iraniano è una chiara violazione della risoluzione Onu, quindi dà la stessa interpretazione della Casa Bianca.

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Dal canto suo la Casa Bianca, con questa mossa, non sconfessa l’accordo sul nucleare firmato da Obama. Il pacchetto di Trump riguarda parti dell’apparato iraniano per cui le sanzioni sono rimaste vigenti nonostante l’accordo del 2015 come il corpo delle guardie della rivoluzione islamica e pogramma di missili balistici. Il segnale politico tuttavia è chiaro, come ha scritto lo stesso Trump oggi su twitter: «L’Iran sta scherzando col fuoco: non si rendono conto di quanto Obama è stato gentile con loro. Non io!».

«L'Iran è indifferente alle minacce provenienti dall'estero perché la sicurezza deriva dal suo stesso popolo» scrive su Twitter il ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, in risposta alle parole di Trump e ora alle nuove sanzioni. «Non inizieremo mai una guerra, ma useremo le nostre armi solo per difenderci - ha continuato Zarif -. Vediamo se qualcuno di quelli che si lamentano può fare la stessa affermazione».

Il 14 luglio 2015 la Repubblica Islamica aveva firmato la storica intesa con Usa, Gran Bretagna, Cina, Russia, Francia e Germania, ottenendo la riduzione delle sanzioni in cambio della rinuncia a sviluppare militarmente il proprio progetto nucleare. Gli Stati Uniti hanno però mantenuto «le sanzioni primarie sui diritti umani e contro i test sui missili balistici», impedendo a Teheran di condurre transazioni in dollari.

La maggior parte delle sanzioni era stata introdotta a partire dal 2007, ma alcune sanzioni Usa risalivano a 37 anni fa. Il disgelo con Teheran aveva portato a una corsa da parte delle aziene europee e americane a rientrare nel mercato iraniano, con grosse commesse nei settore dell’aeronautica e delle infrastrutture. Lo scorso dicembre Boeing ha ottenuto una commesa da 16 miliardi per la consegna di 80 aerei alla compagnia di bandiera iraniana: un affare che secondo l’azienda di Seattle potrebbe creare 100mila posti di lavoro negli Usa.

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