Il disegno di legge

Fine vita, sì della Camera al testo. Ora passa al Senato

Con ampio margine l’Aula di Montecitorio ha dato il suo sì con 253 sì, 117 contrari e un astenuto

2' di lettura

Primo via libera alla proposta di legge sul fine vita. L’Aula della Camera ha dato il suo sì con 253 sì, 117 contrari e un astenuto. Il provvedimento passa quindi all’esame del Senato.

Scudo penale per i medici

Nessuna sorpresa nell’esame degli emendamenti, tuttti votati a scrutinio palese. Via libera, tra l’altro, all’articolo 8 che introduce uno “scudo penale” per i medici, escludendone la punibilità in caso di assistenza al suicidio, e a quelle sull’obiezione di coscienza. C’è anche l’ equiparazione del decesso a seguito di morte volontaria medicalmente assistita al decesso per cause naturali a tutti gli effetti di legge.

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Marcucci (Pd): colma incredibile vuoto legislativo

«È un passo in avanti considerevole, che colma un incredibile vuoto legislativo. Probabilmente non è in tutti i suoi aspetti, la legge che avremmo voluto ma il testo si pone per la prima volta il tema della dignità della persona e del suo percorso finale. Mi auguro una rapida approvazione al Senato». Lo afferma il senatore Pd Andrea Marcucci che aveva firmato la richiesta di referendum, non ammesso dalla Corte.

Crippa (M5S): oggi Parlamento scrive pagina importante

«Dopo anni di ritardo, il Parlamento scrive una pagina importante sul fronte dei diritti con l’approvazione alla Camera della legge sul fine vita. Diamo una risposta concreta al comune sentire degli italiani che da anni chiedono una legge sul tema, come ha testimoniato la raccolta firme sul referendum. Si tratta di una legge equilibrata, a cui abbiamo dato un decisivo contributo con il relatore Nicola Provenza, e che prova a fare una sintesi delle diverse sensibilità». Così in una nota Davide Crippa, capogruppo del Movimento 5 stelle alla Camera. «Con questo provvedimento - continua Crippa - lo Stato si assume la chiara e precisa responsabilità di non lasciare da solo nessuno, di tutelare la libertà di scelta a chi una scelta oggi non ce l’ha. Colmiamo finalmente un vuoto normativo che rischia di danneggiare proprio i più deboli e le persone più esposte ad abusi. Il nostro impegno continuerà anche in Senato per dotare il Paese di una legge di civiltà».

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