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Fineco prepara lo sbarco in Gran Bretagna ed esclude M&A

Il 2020 sarà un anno di ulteriore crescita. Il 2019, invece, si è chiuso con un utile netto di 288mln in rialzo del 19,5%. Il titolo, però, ha perso il 5,6% in Borsa

di Eleonora Micheli

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4' di lettura

Finecobank ha chiuso il 2019 con conti in crescita e ha davanti a sè prospettive di ulteriore espansione. Nonostante i numeri in rialzo. in Borsa il titolo ha accusato una pesante flessione del 5,6%, portandosi a 11 euro. D'altra parte le azioni avevano corso molto negli ultimi mesi, avvicinandosi ai massimi storici segnati nella primavera del 2019, prima dell'uscita da capitale da parte di Unicredit. Il numero uno del gruppo, Alessandro Foti, ha comunque tagliato corto, asserendo di non avere mai commentato l'andamento di Borsa delle azioni. «In Fineco cerchiamo di fare il nostro mestiere meglio possibile, poi lasciamo che sia il mercato a giudicare le nostre prospettive».

Nel 2020 avverrà lo sbarco in Gran Bretagna
La novità del 2020è che Finecobank sbarcherà sul mercato britannico.
La società ha infatti notificato alle autorità inglesi l’intenzione di aprire una branch commerciale, per poter così offrire gli ISA (Individual Savings Account), i SIPP (Self-Invested Personal Pension) e pagamenti istantanei. Inoltre, nelle prossime settimane Fineco inizierà la propria campagna marketing nel Regno Unito, concentrandosi all’inizio sulla propria offerta di brokerage. Al momento Fineco già offre il servizio Multicurrency, usato anche per l’attività di trading, e sta aggiornando continuamente la propria piattaforma di investing. «Il Regno Unito è un'area molto grande e importante. Anche se sarà un mercato competitivo, riteniamo che ci darà grandi opportunità», ha spiegato a Radiocor il numero uno della società, Alessandro Foti, sottolineando ad ogni modo di avere la consapevolezza che «non sarà una passeggiata domenicale», considerando il livello di concorrenza agguerrita. L'autorizzazione per aprire la branch è stata richiesta lo scorso 30 gennaio e ci vorranno circa 120 giorni per ottenere il via libera. Già nelle prossime settimane, comunque, la società inizierà la propria campagna di marketing Oltremanica soprattutto sull'offerta di brokerage (al momento la società già offre il servizio multicurrency e sta aggiornando la piattaforma di investing). Foti ha anche detto che l'esperienza della Gran Bretagna potrebbe dare la spinta a Fineco «ad espanderci in altri Paesi nel mondo». Tale prospettiva, però, non sarà immediata, ma avverrà in un secondo momento, mentre l'obiettivo, adesso, è la presenza nel Regno Unito.

Niente M&A all'orizzonte,focus su crescita organica
Il numero uno di Finecobank ha invece escluso operazioni straordinarie, anche se spesso la società è al centro di una serie di rumor che la vedono protagonista del consolidamento del settore del risparmio gestito e dei servizi bancari, soprattutto dopo l'uscita dal capitale da parte di Unicredit. «Non siamo stati contattati o approcciati da nessuno», ha tagliato corto il numero uno, Alessandro Foti. Quanto a possibili acquisizioni da parte della società stessa, il manager ha detto: «siamo concentrati sulla nostra crescita organica, non ci interessa la leva esterna». Foti ha anche detto che dopo l'uscita dal capitale da parte di Unicredit, che ha trasformato Fineco in una public company, per la società tutto sommato è cambiato poco. «Continuiamo a essere concentrati sulla nostra strategia. Al limite è cambiato il fatto che abbiamo una maggiore flessibilità, anche se siamo stati molto bene con il nostro azionista, che è sempre stato estremamente garbato e rispettoso e non ha mai comportato stravolgimenti».

Il 2020 sarà un anno di ulteriore crescita
Foti ha rassicurato che Fineco continuerà a crescere anche nel 2020. «Ci aspettiamo una crescita importante dei ricavi sulla componente del risparmio gestito per cui stimiamo una crescita 'low double digit', ossia tra 10 e 15%. La crescita del brokerage sarà attorno al 15%, mentre il margine di interesse è previsto stabile. I costi dovrebbero aumentare attorno al 5%, ma il cost-income ratio è previsto in calo e il risultato operativo più alto». Anche la cedola sarà probabilmente più elevata, rispetto a quella proposta dal cda di oggi e pari a 32 centesimi, in rialzo del 5,6% rispetto a quella staccata l'anno scorso. «Riteniamo sostenibile una traiettoria crescita del nostro dividendo», ha dichiarato il ceo del gruppo

Utile in volata del 19,5% a 288mln anche grazie al Patent Box
Quanto ai conti del 2019 annunciati oggi, la società ha registrato ricavi pari a 657,8 milioni di euro, in rialzo del 4,7%, trainati dall’area investing (+9,8%), con management fees in crescita dell’11,7% grazie al contributo di Fineco Asset Management, alla maggiore incidenza dei Guided Products and Services e al miglioramento della produttività della rete. L’utile netto è stato di 268,8 milioni, in progresso del 10% su base annua. Il comunicato ricorda che è stato anche concluso l’accordo con l’agenzia delle entrate per il Patent Box, con un beneficio fiscale per il quinquennio 2015-2019 di circa 22 milioni. Pertanto l’utile netto che include il beneficio fiscale è stato di 288,4 milioni (+19,5%).
Nel solo quarto trimestre i ricavi sono pari a 168,8 milioni, in crescita del 2% sul trimestre precedente e del 3,3% su base annua. Il margine di interesse si è attestato a 69,7 milioni, stabile rispetto al trimestre precedente e in lieve flessione rispetto allo stesso trimestre del 2018 principalmente per via del calo dei tassi base. L'utile netto degli ultimi tre mesi dell'anno scorso è stato di 70,7 milioni, in rialzo del 16,3% rispetto ai tre mesi prima e del 7,8% su base annua

Ratios patrimoniali solidi
A fine anno Fineco ha inoltre riportato un patrimonio netto contabile consolidato di 1,3 miliardi, in aumento di 407 milioni rispetto a fine 2018, per effetto, principalmente, dell’emissione nel mese di luglio 2019 di uno strumento Additional Tier 1 (“AT1”) destinato agli investitori qualificati, per un importo complessivo pari a euro 300 milioni con una cedola per i primi 5 anni pari al 5,875%. Nel corso dell’esercizio 2019, inoltre, il patrimonio netto si è ridotto a causa del pagamento dei dividendi relativi all’esercizio 2018, pari complessivamente a 184,5 milioni, ed è incrementato grazie all’utile registrato nel corso del 2019, pari a 288,4 milioni (dato non rettificato per poste non ricorrenti.
La nota sottolinea inoltre che «la banca conferma la sua solidità patrimoniale con un CET1 ratio consolidato al 18,12% (17,37% al 30 settembre 2019). Il Total capital ratio è pari al 33,67% (32,58% al 30 settembre 2019)».

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