ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùrisparmio gestito

FinecoBank contendibile: il 18,3% di Unicredit diviso tra 140 soci

di Carlo Festa


default onloading pic
(Fotogramma)

2' di lettura

Fineco Bank diventa contendibile. Dopo la cessione dell’ultimo 18,3% da parte di Unicredit, il gruppo guidato dall’amministratore delegato Alessandro Foti diventa una vera public company. Un vero gioiello, che l’amministratore delegato Jean Pierre Mustier ha deciso di abbandonare per liberare capitale sulla banca, che ora potrebbe finire nel radar di concorrenti, italiani e stranieri, ma anche fondi di private equity.

Non è tuttavia così facilmente scalabile Fineco. Ha infatti una capitalizzazione di oltre 6 miliardi e il titolo è abbastanza caro: oggi quota 10,11 euro e circa 25 volte gli utili. Inoltre Fineco ruota attorno alla forte personalità di Foti e del resto del management e soprattutto un ruolo centrale è quello della rete di private banker con propri portafogli milionari. Insomma, Fineco è una società con un forte peso dei manager e dei gestori di capitali e un nuovo azionista, se mai dovesse presentarsi, dovrà essere gradito a questi ultimi.

Tra i maggiori azionisti di Fineco oggi ci sono grandi investitori istituzionali come Blackrock, Capital Research con oltre il 5% e Invesco con più del 3 per cento. Dal punto di vista qualitativo l’operazione ha visto circa 140 compratori, dei quali il 50% nel Regno Unito, il 30% negli Stati Uniti, il 10% in Italia e un altro 10% nel resto del mondo. Per il 60% sarebbero hedge fund e per il 40% fondi long only.

La nuova fotografia del gruppo, dopo la vendita dell’ultimo corposo pacchetto azionario da parte dell’istituto di piazza Gae Aulenti, dovrebbe evidenziare come compratori soggetti istituzionali come Capital Group, Vanguard, Norges Gam Holding, Marshall Wace, Assicurazioni Generali, Standard Life Aberdeen, Edmond de Rothschild e Sun Life Financial.

La procedura di accelerated bookbuilding di UniCredit ( che si è avvalsa di Jp Morgan, Ubs e UniCredit Corporate & Investment Banking) ha visto la cessione a investitori istituzionali di circa 111,6 milioni di azioni detenute in Fineco, corrispondenti a circa il 18,3% della società, al prezzo di 9,85 euro per azione. Il prezzo incorpora uno sconto di circa il 4,4 per cento rispetto all'ultimo prezzo di chiusura di Fineco pre annuncio. C’è da dire che il prezzo di collocamento attuale è stato superiore a quello di maggio scorso (quando era stato ceduto un 17%), grazie alle buone condizioni dei mercati: motivo per cui UniCredit ha deciso di rinunciare al lock up.

L’impatto patrimoniale per l’istituto di piazza Gae Aulenti è stimato complessivamente in aumento di circa 30 punti base nel CET1 capital ratio del terzo trimestre 2019. In questo modo UniCredit esce completamente dal gruppo anche se l’accordo sottoscritto a maggio (rescindibile in caso di nuovi compratori) prevede la concessione da parte di UniCredit di una garanzia finanziaria a favore di Fineco; garanzie sono concesse al fine di mantenere sostanzialmente inalterata l'attuale esposizione regolamentare.

Intanto, UniCredit e la Banca europea per gli investimenti hanno firmato un accordo da 50 milioni di euro per sostenere gli imprenditori sociali in Italia, in particolare le donne. Il finanziamento ha il sostegno del programma dell'Ue per l'occupazione e l'innovazione sociale e del Fondo europeo per gli investimenti strategici, cuore del Piano Juncker.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...