Famiglie e studenti

Finestre aperte, sensi unici e (tanta) filosofia: la ricetta per riaprire le scuole in Veneto

di Eugenio Bruno

3' di lettura

Finestre aperte anche d’inverno, sensi unici nei corridoi, moduli orari di 40 minuti, didattica a piccoli gruppi con una maggiore attenzione, alle superiori, per la filosofia. Sono alcune delle proposte che arrivano dal Veneto in vista della riapertura di settembre. A prevederle è un manuale operativo per la ripartenza che è stato presentato ieri dall’assessora regionale all’Istruzione, Elena Donazzan, e dalla direttrice dell’Ufficio scolastico locale, Carmela Palumbo. E che fornisce uno strumento in più per i dirigenti scolastici di tutta Italia.

Una cassetta degli attrezzi
Il manuale operativo una sorta di “cassetta degli attrezzi”, con suggerimenti e soluzioni pratiche, che vanno utilizzate in massima libertà e autonomia da dirigenti scolastici ed enti locali per il riavvio dell'anno scolastico, a settembre, perché tutti i 690 mila studenti veneti, compresi i 103 mila delle scuole paritarie, possano tornare sui banchi, in presenza e in sicurezza.
La parte più ricca del manuale è forse la prima, quella dedicata agli spazi: contiene una funzione matematica, un abaco, che consente di definire la capienza delle aule scolastiche alla luce delle indicazioni sanitarie del Comitato tecnico scientifico e delle norme vigenti in materia di distanziamento fisico e di sicurezza. È l’intero istituto che va ridisegnato, spiega il documento. Ad esempio indicando la capienza massima di ogni locale e prevedendo ingressi non solo differenziati per orario ma anche per percorsi da seguire. L’ideale - si legge ancora - sarebbe che ogni classe utilizzasse la prota d’accesso più vicina per ridurre al minimo il rischio di assembramenti. Così come servirebbero sensi unici nei corridoi e non solo.

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Suggerimenti per gli spazi didattici
Una particolare attenzione viene data al layout futuro di aule, laboratori, palestre, mense eccetera. In classe - è il consiglio buono per tutte le stagioni - la distanza tra i banchi non dovrà essere inferiore ai 60 centimetri, meglio ancora se di 80, mentre tra una fila e l’altra dovrà esserci almeno un metro. Importante è anche il tipo di finestre a disposizione visto che andranno tenute aperte anche d’inverno.
Sulla base di queste regole e delle dimensioni dei banchi il manuale consente di pianificare la capienza massima delle aule, a seconda della loro dimensione. Con i risultati che Palumbo riassume così: «Il 74% delle 30 mila aule ordinarie presenti in Veneto hanno una superficie superiore ai 50 mq e la media degli alunni per classi è di circa 20. Le situazioni più critiche si potranno verificare per le prime classe delle secondarie superiori, in particolare nei licei delle città capoluogo, dove le classi contano anche 27 o 28 alunni».

Più filosofia alle superiori
Ampio spazio viene poi dedicato alla riorganizzazione della didattica. Immaginando che in alcune classi non ci sia spazio per tutti gli alunni e, dunque, che le stesse vadano divise in sottogruppi per tenere i ragazzi a scuola contemporaneamente il suggerimento è quello di sfruttare al massimo l’organico di potenziamento e i prof aggiuntivi.
La scommessa da tentare per i ragazzi delle superiori (che eventualmente potranno contare anche sulla didattica a distanza) passa dalle attività alternative da aggiungere al programma di studio, come la lettura dei quotidiani in classe, l’impresa simulata e, perché no, la cara vecchia filosofia. Con un occhio di riguardo per la disputa socratica e per la scoperta del mondo attraverso domande e risposte. Anche se in vista di settembre sono soprattutto queste ultime a scarseggiare.

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