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Fini torna in Tv: il fondatore di An ricuce con la Meloni e rompe il silenzio

Lo storico leader della destra, dopo un lungo silenzio e il riavvicinamento alla leader di Fdi e ora premier, torna sulla scena con due interviste

Meloni: "Io 'underdog' stravolgero' ancora i pronostici"

2' di lettura

Dopo una lunga assenza dalla scena politica è riemerso: Gianfranco Fini, uno dei protagonisti della storia del centrodestra, già leader di An e presidente della Camera, alla vigilia del voto del 25 settembre si era fatto vedere per un incontro con la stampa estera per parlare di Giorgia Meloni (qualcuno disse per «garantire» sulla leader di Fdi). Ora che l’ex ragazza che aveva voluto come vicepresidente a Montecitorio e poi indicata al ministero della Gioventù è diventata premier, Fini si rivedrà domenica in Tv (sarà ospite di Lucia Annunziata a Mezz’ora in più su Raitre).

Un piccolo evento, considerando che il politico che traghettò la destra attraverso la svolta di Fiuggi si era inabissato dopo i disastrosi risultati elettorali di Futuro e libertà nel 2013. Ma soprattutto dopo le vicende giudiziarie da cui Fini era stato travolto assieme alla compagna Elisabetta Tulliani e al fratello di quest’ultima, Giancarlo Tulliani (tutti e tre a processo per riciclaggio).

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La distanza

I rapporti tra la neo premier e lo storico leader (che a gennaio ha compiuto 70 anni) si sono riannodati dopo molto tempo. E molti giudizi negativi lanciati da una parte e dall’altra. «Non sono riuscita a darmi una spiegazione. Diciamo che se si fosse rovinato per amore, tra le ipotesi in campo, sarebbe quella più dignitosa», disse la co-fondatrice di Fdi parlando della vicenda dello scandalo della casa di Montecarlo. «La Meloni è una ragazzina che si è montata la testa», la attaccò Fini nel 2016. Ancora: «Presuntuosa» e «sconclusionata». Erano i tempi della candidatura della Meloni a sindaco di Roma, quando l’ex leader di An diceva di «Giorgia» che era «la copia romana della politica di Salvini».

Le congratulazioni dopo la vittoria

Il segnale di riavvicinamento era arrivato la notte del successo elettorale per il centrodestra da parte di Ignazio La Russa: «Gianfranco Fini - aveva detto il co-fondatore di Fdi e ora presidente del Senato - lo considero un padre della destra: soprattutto quello della prima parte della sua esperienza politica. Posso dichiarare che ha votato per noi e che si è congratulato per la nostra vittoria. È stato un bel gesto da parte sua».

La difesa davanti alla stampa estera

Alcuni giorni dopo Fini si era presentato a un incontro informale con la stampa estera e di fronte ai corrispondenti aveva preso le difese di Fdi e dato rassicurazioni sull’atlantismo e l’europeismo dell’allora premier in pectore che, ha assicurato, «non ha mai avuto atteggiamenti estremisti. Ho capito quanto fosse capace e ho sempre creduto in lei» aveva aggiunto Fini ricordando come nel 2004 Meloni divenne presidente di Azione giovani (il movimento giovanile di An, ndr) per poi essere indicata dall’allora leader di An come vicepresidente della Camera e in seguito ministra della Gioventù: «È stata un buon biglietto da visita nel governo Berlusconi», ha sottolineato Fini.

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