ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùelezioni politiche

Finlandia: exploit populista ma vince la sinistra, governo difficile

di Michele Pignatelli


Salvini: guidare alleanza sovranisti? Se lo chiedono ci penserò

3' di lettura

I populisti del Partito dei finlandesi a un passo dalla vittoria, il ritorno al successo - seppure risicato - della sinistra socialdemocratica e un Parlamento a dir poco frammentato, che complicherà la formazione di un nuovo governo. Questa la sintesi delle elezioni politiche tenute ieri in Finlandia, anticipate dalle proiezioni serali e confermate dai risultati.

Partiti divisi da pochi voti
Da questi, diffusi oggi, conviene partire. Al primo posto si piazza il Partito socialdemocratico (Sdp) dell’ex sindacalista Antti Rinne (finora all’opposizione), con il 17,7% e 40 seggi su 200; secondi, per appena 6.800 voti, i Finlandesi di Jussi Halla-aho, con il 17,5% dei consensi e 39 seggi; terza la Coalizione nazionale, con il 17% e 38 seggi. Il distacco tra i primi tre partiti è il più basso mai registrato della storia del Paese scandinavo, al punto che il riconteggio dei voti necessario in uno dei distretti elettorali potrebbe ancora modificare gli equilibri. Soltanto quarto, con il 13,8% dei voti, il Partito di Centro del premier uscente Juha Sipila.

Socialdemocratici vincono per un soffio elezioni in Finlandia

L’exploit dei populisti
Il primo dato significativo è il risultato oltre le aspettative dei Finlandesi, addirittura cresciuti rispetto al 15% delle scorse elezioni nonostante abbiano attraversato, nella legislatura appena conclusa, una dolorosa frattura interna, con i più moderati, guidati dal fondatore Timo Soini, che sono usciti dal partito, in contrasto con la linea del nuovo e attuale leader, Jussi Halla-aho. La nuova formazione dei “moderati”, per la cronaca, è stata spazzata via dal voto.

Halla-aho, oltre ai cavalli di battaglia tradizionali della destra populista - ordine pubblico e linea dura nei confronti dell’immigrazione - ha scommesso su un tema che nel Paese scandinavo ha avuto parecchio peso: il clima. A differenza degli altri partiti, che hanno di fatto sottoscritto le conclusioni del Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico, i Finlandesi hanno chiesto una politica «più moderata», che non spinga multinazionali e industrie a lasciare il Paese e a trasferirsi altrove.
In ambito europeo, la politica anti-stranieri dei Finlandesi ha visto l’adesione al progetto del leader della Lega Matteo Salvini di costituire un’alleanza sovranista, battezzata nei giorni scorsi con un evento a Milano, a cui ha partecipato Olli Kotro, candidato appunto alle elezioni europee. «Gli amici “populisti” del Partito dei Finlandesi diventano secondo partito in Finlandia!!! Il 26 maggio, insieme alla Lega, finalmente si cambia l'Europa», ha commentato il vice premier e ministro dell’Interno italiano.

Il ritorno della sinistra

A far da contraltare all’avanzata della destra populista c’è il successo (seppure di stretta misura e inferiore alle attese dei sondaggi) del Partito socialdemocratico, primo dopo 20 anni, che ha invece puntato sulla difesa dello Stato sociale: un modello di Welfare messo a dura prova da un’aspettativa di vita tra le più alte in Europa (gli over 65 superano il 21% della popolazione). Per tener fede alle sue promesse, Rinne ha promesso tra le altre cose di alzare le tasse e aumentare le pensioni di 100 euro al mese.

Insieme al Partito socialdemocratico, che segna peraltro una delle rare affermazioni recenti del centrosinistra in Europa, hanno ottenuto buoni risultati anche altri due partiti di sinistra: i Verdi (11,5%) e l’Alleanza di sinistra (8,2%). Saranno loro i primi interlocutori di Rinne nel tentativo di formare un governo, anche se i tre partiti messi insieme non hanno la maggioranza dei seggi.

Governo sconfitto
Dalle elezioni esce male il Partito di Centro del premier uscente Juha Sipila, dimessosi dopo la bocciatura di una riforma sanitaria su cui aveva fortemente scommesso. Proprio il fallimento di questa riforma - insieme a politiche di rigore da lui giudicate necessarie per risollevare il Paese da una profonda recessione ma evidentemente difficili da digerire (taglio dei salari, allungamento dell’orario di lavoro) - è all’origine della sconfitta di Sipila.

Gli scenari
La partita per formare un governo non si annuncia semplice. Se i Finlandesi verranno tenuti fuori dalla stanza dei bottoni, come in campagna elettorale sembravano lasciar intendere gli altri contentendenti, i Socialdemocratici avranno bisogno di appoggiarsi a uno dei partiti di centrodestra, ai quali però sembra difficile da far digerire una politica di aumenti delle tasse. A complicare il quadro, ci sono le imminenti elezioni europee, che difficilmente spingeranno i vari partiti ad ammorbidire i loro capisaldi ideologici alla ricerca di un compromesso. Lo scenario più probabile è dunque che un governo non si possa insediare prima della fine di maggio.

Riproduzione riservata ©
Per saperne di più

loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti