corte d'appello di Milano

Finmeccamica, Orsi e Spagnolini assolti da accuse corruzione e false fatturazioni


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Bruno Spagnolini e Giuseppe Orsi. (SintesiVisiva)

2' di lettura

La terza corte d'appello di Milano ha assolto gli ex vertici di Finmeccanica (oggi Leonardo) e di Agusta Westland, Giuseppe Orsi e Bruno Spagnolini, perché «non vi è prova sufficiente che i fatti sussistano» nel processo che li vedeva imputati per corruzione internazionale e false fatturazioni in merito al presunto pagamento di una tangente in India. Si tratta della sentenza di appello bis per i due ex manager del gruppo della difesa.

La procura generale di Milano aveva chiesto la conferma della prima condanna di appello, a 4 anni e 6 mesi per Orsi e a 4 anni per Spagnolini, tenendo conto però che uno degli episodi contestati è caduto in prescrizione. Le difese avevano, invece, chiesto l'assoluzione dei due imputati. La prima condanna in appello era stata annullata con rinvio da parte della Corte di cassazione nel dicembre 2016.

«Questo processo chiude una vicenda che fin dalle prime battute doveva essere chiara anche agli investigatori: non vi è alcun accordo corruttivo e non vi è prova alcuna che denaro sia pervenuto a Sashi Tyagi» (all'epoca dei fatti capo di Stato maggiore dell'aeronautica indiana). Così l'avvocato Ennio Amodio, difensore dell'ex amministratore delegato di Finmeccanica e prima di Agusta Westland, Giuseppe Orsi, ha commentato la sentenza. «Non vi è prova che i funzionari indiani abbiano in quale modo interferito nella gara», ha sottolineato Amodio, spiegando che con la sentenza «si riafferma così che quella fornitura altro non è stato che un successo dell'industria elicotterista italiana, che aveva offerto all'India una delle sue macchine di maggiore efficienza, tanto da essere acquistata anche dall'amministrazione statunitense per i viaggi del presidente Obama».

Orsi, insieme al suo successore alla guida di Agusta Westland, Bruno Spagnolini, era imputato per le accuse di corruzione internazionale e false fatturazioni in merito al presunto pagamento - attraverso intermediari - di una tangente a un funzionario pubblico indiano per far ottenere ad Agusta Westland una commessa da 556 milioni di euro per 12 elicotteri AW101 nel Paese asiatico.

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