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Fino al 30 agosto bonus bebè senza decurtazione

Non perdono le prime tre mensilità le domande relative alle nascite dal 25 novembre al 1° giugno scorso, anche se presentate 90 giorni dopo l’evento

di Matteo Prioschi

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(Westend61-RF / AGF)

Non perdono le prime tre mensilità le domande relative alle nascite dal 25 novembre al 1° giugno scorso, anche se presentate 90 giorni dopo l’evento


3' di lettura

C’è tempo fino al 30 agosto per presentare la domanda di bonus bebè relativa a nascite, adozioni, affidamenti avvenuti dal 25 novembre 2019 al 1° giugno 2020, senza perdere le mensilità pregresse. Questo per effetto della sospensione dei termini introdotta dall’articolo 34 del decreto legge 18/2020.

Quasi allo scadere del tempo utile, Inps, con il messaggio 3104/2020, ha fornito questa importante indicazione che supera quanto comunicato in precedenza. È tuttavia lecito pensare che gli interessati abbiano già comunque fatto domanda e, di conseguenza, prossimamente avranno la piacevole sorpresa di vedersi accreditare un importo superiore a quello che avrebbero potuto supporre.

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La regola dei 90 giorni

Il decreto legge cura Italia ha stabilito che, per effetto dell’emergenza coronavirus, il decorso dei termini di decadenza relativi alle prestazioni previdenziali, assistenziali e assicurative erogate dall’Inps è sospeso di diritto dal 23 febbraio al 1° giugno di quest’anno.Il bonus bebè, o assegno di natalità, che dal 2020 ha regole parzialmente differenti dal passato, prevede un termine di 90 giorni dalla nascita/adozione/affido entro cui presentare la domanda. Se lo si rispetta, il contributo mensile (da 80 a 192 euro al mese) viene erogato retroattivamente, sin dall’evento; in caso contrario, decorre dal momento della richiesta e si perdono i mesi precedenti.

Le istruzioni precedenti

Per le nascite del 2020, l’importo del bonus è parametrato all’Isee minorenni, ma in assenza dello stesso, o se l’indicatore è superiore a 40mila euro, viene comunque erogato nel valore minimo, mentre in passato ciò non era possibile. Inps ha impiegato un po’ di tempo per recepire queste novità introdotte a fine 2019 dalla legge di bilancio 2020 e di conseguenza il via libera alla presentazione delle domande è arrivato l’11 marzo, con la pubblicazione del messaggio 1099/2020.In tale occasione l'istituto di previdenza ha precisato che, per gli eventi avvenuti dal 1° gennaio all’11 marzo di quest’anno, i 90 giorni si sarebbero dovuti contare proprio dall’11 marzo.

Gli effetti della sospensione

Ma il periodo di sospensione introdotto dal decreto cura Italia cambia tutto. Infatti l’11 agosto, con il messaggio 3104/2020 Inps ha stabilito che, per le nascite/adozioni/affidamenti avvenuti dal 23 febbraio al 1° giugno, i 90 giorni vanno conteggiati dal 2 giugno e scadono quindi il 30 agosto. Questo termine, inoltre, vale per le nascite avvenute nei 90 giorni antecedenti il 23 febbraio 2020, cioè a partire dal 25 novembre 2019 (per i nati l’anno scorso valgono requisiti e regole del decreto legge 119/2018). Per esempio, chi ha avuto un figlio nato a febbraio, e ha fatto domanda a giugno, oltre i 90 giorni, avrà il bonus sin dal primo mese e non perderà l'importo del primo trimestre.

Isee mancante o irregolare

L’istituto di previdenza ha anche diffuso degli esempi riguardanti gli effetti derivanti dalla presentazione di una domanda, riferita al 2020, senza Isee o se lo stesso ha omissioni o difformità rispetto a quanto risulta dai controlli sulla situazione patrimoniale. Da quest’anno, come già spiegato nella circolare 26/2020, anche senza indicatore della situazione economica equivalente viene erogato l'importo mensile minimo di 80 euro (96 euro se figlio oltre il primo). Questo perché l’assegno è diventato universale, mentre in passato era riconosciuto fino a un Isee minorenni di massimo 25mila euro.

Regolarizzazione successiva

Se l’indicatore viene fornito all’Inps successivamente alla richiesta di bonus, e dallo stesso deriva il diritto a un importo superiore a quello minimo, scatta l’integrazione del valore dal momento in cui viene presentato l’Isee.C’è poi l’ipotesi di Isee presentato prima della richiesta del bonus (magari per un’altra prestazione) ma con omissioni o difformità che vengono successivamente regolarizzate. In questo caso le conseguenze derivano dalla data di domanda del contributo: se è stata presentata nei 90 giorni si ottiene l’importo maggiorato sin dall’origine, in caso contrario solo da quando è stata fatta la richiesta.Infine, se l’Isee con omissioni o difformità è presentato dopo la domanda di bonus e regolarizzato in seguito, l’importo corretto viene erogato dal momento in cui è stato presentato l’Isee irregolare.

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