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Fiocchi di latte, tomini e «delattosati», ecco i formaggi emergenti

Accanto alle tipologie più tradizonali si affacciano nuovi tipi di prodotti per segmenti sempre più specifici di consumatori.

di Giorgio dell'Orefice

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Accanto alle tipologie più tradizonali si affacciano nuovi tipi di prodotti per segmenti sempre più specifici di consumatori.


3' di lettura

A chi non è più ragazzino fanno venire in mente calzettoni di lana alti fin sopra le ginocchia e la ginnastica aerobica: direttamente dagli anni ’80 il 2019 è stato l’anno del ritorno dei “fiocchi di latte”. Tra giugno 2018 e giugno 2019 le vendite di questo tipo di prodotto nella distribuzione italiana sono aumentate del 9,7% in quantità (a quota 5.600 tonnellate) e del 12,1% in valore (per un fatturato di 56 milioni di euro) rivelandosi uno dei prodotti con le migliori performance di tutto il mercato caseario italiano.

I vantaggi dei «fiocchi»
La riscoperta da parte degli italiani di questo latticino è legata ai suoi plus nutrizionali: si tratta infatti di un prodotto caratterizzato da un alto apporto proteico, un basso contenuto di carboidrati e grassi con meno di una caloria a grammo. «Con una porzione da 200 grammi – spiegano ad Assolatte – si copre il 48% dell’apporto giornaliero di proteine consigliato per un adulto, solo il 12% di quello di grassi e meno dell’1% di quello di carboidrati. Il tutto con solo il 10% delle calorie giornaliere».

Molto del nuovo appeal dei fiocchi di latte è legato al contenuto proteico. «Le loro proteine – aggiungono ad Assolatte – sono in grado di saziare controllando al tempo stesso i livelli di zucchero nel sangue. Caratteristiche che dipendono dal fatto che i fiocchi provengono dal siero di latte, hanno un elevato valore biologico e sono di facile digestione»

Infine, alla base di questo ritorno a più di trent’anni di distanza dal loro debutto sul mercato ci sono poi le nuove versioni aggiornate ai tempi. «Sono in commercio – concludono ad Assolatte – le versioni senza lattosio e quelle light che a parità di apporto proteico non arrivano a 70 calorie per 100 grammi».

Tomini, vendite in crescita del 6,5%
Alzi la mano chi non li ha mai visti nel banco frigo del supermercato e non si è lasciato tentare. Sono i tomini, i piccoli formaggi freschi “monoporzione”, un altro dei trend topic del settore lattiero caseario made in Italy 2019.

Secondo i dati di Assolatte quest’anno tra ipermercati, supermercati e negozi a libero servizio, gli italiani hanno messo nel carrello della spesa oltre 4.400 tonnellate di tomini per un giro d’affari che sfiora i 45 milioni di euro. Inoltre, nei 12 mesi rilevati da Assolatte i tomini hanno visto aumentare le proprie vendite del 6,5% in quantità e dell’8,1% in valore.

Un trend molto vivace soprattutto se confrontato con la sostanziale stabilità del mercato dei formaggi freschi. «I tomini – spiegano ad Assolatte – sono arrivati a pesare oggi il 2,2% dei volumi totali dell’intero settore lattiero caseario che conta 11 diversi segmenti dalla mozzarella alla crescenza, dalla ricotta ai formaggi spalmabili, dal mascarpone ai fiocchi di latte. In questo universo i tomini sono all’ottavo posto nella classifica delle quantità vendute davanti ad altre specialità dei formaggio made in Italy come la robiola e i formaggi di capra».

Frutto della tradizione casearia di varie zone d’Italia i tomini sono oggi prodotti soprattutto da industrie di medio grandi dimensioni ed è grazie ai loro investimenti in tecnologia, logistica e in particolare nella catena del freddo che sono oggi conosciuti in tutta Italia
anche lontano dalle loro zone d’origine.

Delottasati a quota 57 milioni
Arrivati sul mercato quasi in sordina, nell’arco di pochi anni sono diventati un segmento importante e sempre più presente nella spesa degli italiani. Sono i formaggi delattosati che pur privi di lattosio ripropongono il sapore, la consistenza e il piacere dei formaggi italiani. Ed è così che da nicchia del mercato oggi rappresentano vendite per 5.700 tonnellate con giro d'affari nella grande distribuzione italiana di 57 milioni di euro.

«L’assortimento di formaggi delattosati nei banchi frigo della distribuzione moderna italiana – spiegano ad Assolatte – è ampio e completo: dalla mozzarella al mascarpone, dal primo sale alla crescenza, dalla ricotta ai formaggi spalmabili».Il formaggio delattosato più acquistato dagli italiani resta la mozzarella, che rappresenta quasi un terzo di tutto il mercato. «In tutte le sue varianti di formato e confezione, la mozzarella delattosata continua a crescere – dicono da Assolatte – e mette a segno le migliori performance del 2019 con vendite aumentate del 5,2% a valore e del 7,2% a volume».

Al secondo posto si posizionano i formaggi spalmabili, che nei 12 mesi analizzati da Assolatte sono ulteriormente aumentati del 3,2% a valore e del 4,1% a volume.La “famiglia” dei formaggi morbidi e cremosi, come stracchino e crescenza, occupa il terzo posto e piace sempre di più, visto che, in un anno, gli italiani ne hanno comprato il 3,9% in più aumentando del 5,3% la spesa per l'acquisto.

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    Giorgio dell’OreficeVicecaposervizio

    Luogo: Roma

    Lingue parlate: italiano, inglese

    Argomenti: agricoltura, agroalimentare, made in Italy, vitinicoltura, olio

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