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Fiom: 167 euro di aumento per il 2023 negli stabilimenti ex Fca

Presentate le piattaforme per il rinnovo del contratto specifico di lavoro (Ccsl) dei gruppi Stellantis, Cnhi, Iveco e Ferrari, in scadenza a fine anno

di Giorgio Pogliotti

(Imagoeconomica)

2' di lettura

Un'erogazione straordinaria “una tantum” di una mensilità, utilizzando anche i bonus normativi di welfare, per il recupero immediato del potere di acquisto delle lavoratrici e dei lavoratori e stabilire aumenti della paga base: 8,8% per il 2023, 5% per il 2024 (167 euro medi mensili per 2023, 93 euro medi mensili per il 2024) con adeguamento nel caso in cui l'inflazione risultasse superiore. E’ la richiesta economica della Fiom-Cgil nelle piattaforme per il rinnovo del contratto specifico di lavoro (Ccsl) dei gruppi Stellantis, Cnhi, Iveco e Ferrari, in scadenza a fine anno che chiede anche una quota di integrazione del salario in caso di utilizzo di ammortizzatori sociali..

L’obiettivo è ritornare al contratto nazionale dei metalmeccanici
La Fiom, non firmataria dell’attuale Ccsl, ha scelto di presentare quattro piattaforme con un filo conduttore unico: la riunificazione delle condizioni contrattuali dei 68mila metalmeccanici dipendenti dei quattro gruppi.
Nella presentazione delle tre piattaforme all’assemblea dei delegati, il segretario generale della Fiom, Michele Di Palma ha spiegato come «il progetto industriale che teneva insieme Stellantis, Cnhi, Iveco e Ferrari sul quale si è giustificata l'uscita di Fiat dal sistema di Confindustria e la forzatura del sistema di regole contrattuali non c'è più», infatti «non c'è alcuna condivisione industriale, neanche più di carattere amministrativo, tra le aziende. È in tale contesto che si inquadra la scelta di Marelli di tornare all'applicazione del Ccnl».

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Il leader De Palma: se esclusi dai tavoli pronti allo sciopero
«Le ragioni per le quali ci poteva essere un contratto specifico fuori dal contratto nazionale dei metalmeccanici non ci sono più - ha detto iI segretario generale della Fiom-Cgil, Michele De Palma -. Il nostro obiettivo è riportare i lavoratori e le lavoratrici nel contratto nazionale dei metalmeccanici. Noi puntiamo al confronto il più democratico possibile, ma se qualcuno pensa di escluderci dalle trattative, in qualsiasi modo, allora metteremo in campo tutte le iniziative necessarie, anche lo sciopero, per ottenere un vero tavolo. E questo riguarda tutti: Stellantis, Iveco, CnhI, Ferrari».

Proposto un nuovo sistema premiale
La Fiom chiede anche di stabilire un nuovo sistema premiale per valorizzare l'impegno dei lavoratori e la redistribuzione dei profitti, riconoscendo una quota fissa e una variabile supiù indici. Sono richieste, inoltre, un nuovo sistema di inquadramento, tutele per le donne vittime di violenza di genere, sul lavoro agile, misure per la salute e sicurezza, il diritto individuale alla formazione, una sperimentazione della riduzione strutturale dell'orario di lavoro, il coinvolgimento dei delegati attraverso la contrattazione di sito e il ritorno alle Rsu.

Da Fim, Uilm, Fismic, Uglm e Aqcfr chiesto aumento di 153 euro
Vale la pena ricordare che alla presenza di oltre 500 delegati Fim-Cisl, Uilm, Fismic, Uglm e Aqcfr hanno già presentato una piattaforma per il rinnovo del quadriennio 2023-2026 del Ccsl dei gruppi Stellantis, Cnhi, Iveco e Ferrari, chiedendo per la parte economica un aumento dell'8,4% della paga base nel 2023 - pari a un incremento medio mensile di circa 153 euro-, del 4,5% nel 2024 e del 2,5% nel 2025, con un miglioramento dei premi variabili e altri emolumenti, quali l'indennità di funzione direttiva, l'elemento economico sul ciclo continuo e le maggiorazioni al sabato.

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