PROPOSTA FIORAMONTI

Il governo alle scuole: giustificate le assenze dei ragazzi che manifestano per il clima

Giustificare le assenze degli studenti che partecipano ai climate strike, gli scioperi sul clima lanciati dall’attivista svedese Greta Thunberg. È l’invito che il ministro dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti, ha diffuso con una circolare alle scuole italiane

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Lorenzo Fioramonti (Ansa)

Giustificare le assenze degli studenti che partecipano ai climate strike, gli scioperi sul clima lanciati dall’attivista svedese Greta Thunberg. È l’invito che il ministro dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti, ha diffuso con una circolare alle scuole italiane


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Giustificare le assenze degli studenti che partecipano ai climate strike, gli scioperi sul clima lanciati dall’attivista svedese Greta Thunberg. È l’invito che il ministro dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti, ha diffuso con una circolare alle scuole italiane. «In accordo con quanto richiesto da molte parti sociali e realtà associative impegnate nelle tematiche ambientali - ha scritto Fioramonti in un post su Facebook ho dato mandato di redigere una circolare che invitasse le scuole, pur nella loro autonomia, a considerare giustificate le assenze degli studenti occorse per la mobilitazione mondiale contro il cambiamento climatico».

«Mobilitazione fondamentale, servono cambiamenti»
L’annuncio di Fioramonti arriva in concomitanza con il summit dell’Onu sul clima e il clou delle proteste in tutto il mondo, capitanate dalla stessa Thunberg con un corteo nel cuore di New York. «In questa settimana dal 20 al 27 settembre, infatti, ragazzi e ragazze di ogni Paese stanno scendendo in piazza per rivendicare un'attenzione imprescindibile al loro futuro, che è minacciato dalla devastazione ambientale e da una concezione economica dello sviluppo ormai insostenibile - dice Fioramonti - L'importanza di questa mobilitazione è quindi fondamentale per numerosi aspetti, a partire dalla necessità improrogabile di un cambiamento rapido dei modelli socio-economici imperanti. È in gioco il bene più essenziale, cioè imparare a prenderci cura del nostro mondo».

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