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Fiori e piante, la ministra Bellanova conferma lo sblocco delle vendite

Commercio non solo nella Gdo: i negozi per la vendita resteranno aperti. Settore da 100mila addetti per 27mila aziende e oltre 2,5 miliardi di fatturato

di Giorgio dell'Orefice e Silvia Marzialetti

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(AdobeStock)

Commercio non solo nella Gdo: i negozi per la vendita resteranno aperti. Settore da 100mila addetti per 27mila aziende e oltre 2,5 miliardi di fatturato


2' di lettura

Sono stati sbloccati il trasporto e la commercializzazione di fiori e piante. Un settore che in maniera inspiegabile era stato bloccato visto che al contempo restavano autorizzato il complesso delle attività agricole. Una misura, quella del blocco, che rischiava di mettere in ginocchio, per giunta all’inizio della primavera, un settore che a differenza di altri dell’agroalimentare non può contare né sulla possibilità di frigoconservazione dei prodotti né nello stoccaggio come per i prodotti alimentari destinati alla stagionatura o all’invecchiamento.
Pertanto lo stop al settore florovivaistico avrebbe comportato la destinazione di larghissime fette della produzione semplicemente al macero.

«Il grido di allarme che si è levato in questi giorni dal settore florovivaistico – ha commentato la ministra delle Politiche agricole, Teresa Bellanova – non è rimasto inascoltato. Semi, piante, piante da frutto, fiori ornamentali, piante in vaso, fertilizzanti, potranno essere prodotti, trasportati, commercializzati. E i negozi per la vendita resteranno aperti. Dovunque. Non solo nella grande distribuzione».

La ministra informata nella serata del 26 marzo della Faq pubblicata sul sito di Palazzo Chigi non aveva voluto commentare riservandosi una verifica questa mattina cosa che è puntualmente avvenuta: le attività florovivaistiche sono consentite ai sensi del Dpcm, articolo 1, comma 1, lettera f, del 22 marzo scorso.

«Per prodotti agricoli si intendono, e non poteva essere diversamente – ha aggiunto la Bellanova – anche le attività florovivaistiche, che rientrano nel raggio delle coltivazioni agricole. Un segmento rilevante, come testimoniano i numeri: 100mila addetti in 27mila aziende per oltre 2,5 miliardi di euro di fatturato oltre l'indotto, tra cui la parte relativa alla commercializzazione.Il lavoro congiunto svolto in questi giorni dai nostri uffici con quelli del ministero dello Sviluppo economico, e con il contributo importante delle Associazioni, mette in salvo un settore determinante per il nostro Paese, fondamentale per la nostra agricoltura. Le associazioni hanno temuto di dover mandare al macero tonnellate e tonnellate di merce. Non sarà così. Adesso possiamo concentrarci su come garantire al settore, anche nel prossimo Decreto legge, ulteriore tranquillità per imprese e lavoratori».

Esultano le associazioni. «Il Governo – spiega Agrinsieme, che riunisce Cia-Agricoltori italiani, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari – è venuto incontro alle nostre pressanti richieste per il settore florovivaistico, che in queste settimane di emergenza ha perso gran parte del fatturato annuale, a causa dello stop delle vendite in una stagione cruciale».
«Il chiarimento arrivato dal Governo dovrà ora essere puntualmente dettagliato, ma sicuramente permette già da subito di dare fiato al comparto, scongiurando così la totale perdita di produzione ed economica delle 27mila imprese florovivaistiche italiane».

«Non abbiamo risolto tutti i problemi, ma questa prima risposta va nella giusta direzione della tutela dei produttori italiani di fiori e piante», ammette il presidente di Cia-Agricoltori Italiani, Dino Scanavino. «Auspichiamo adesso un intervento ad hoc da parte del Governo per i produttori ed una reale valorizzazione di fiori e piante Made in Italy negli ipermercati e nei supermercati, dove ancora oggi è possibile notare in bella mostra prodotti provenienti da Olanda e altri paesi esteri».

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