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Firenze capitale della moda uomo, a giugno Pitti si veste di business (e lifestyle)

di Silvia Pieraccini


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2' di lettura

L’edizione estiva da una parte, e le difficoltà di mercato dall’altra, stimolano la creatività di Pitti Immagine, la società fiorentina che organizza Pitti Uomo e che l’ha fatta diventare un evento di riferimento a livello internazionale per la moda maschile.

Un evento che anche in questa 96edizione (11-14 giugno) mescola business - con 1.220 marchi per il 45% esteri che alla Fortezza da Basso di Firenze espongono le collezioni per la primavera-estate 2020 - e lifestyle-glamour con sfilate, presentazioni, mostre, a partire da quella sugli ultimi 30 anni della moda maschile (a Palazzo Pitti), pensata per festeggiare i 30 anni del brand Pitti Immagine e omaggiare la memoria di Marco Rivetti (presidente di Pitti Immagine dal 1987 al 1995) che ebbe l’intuizione di un salone-lifestyle focalizzato sulle nuove collezioni, ma non solo.

Ecco dunque che nel contenitore-Pitti di giugno entrano la presentazione della collezione uomo di Givenchy, disegnata da Clare Waight Keller, e dunque la scelta della maison del gruppo del lusso Lvmh di una sede fuori da Parigi; la prima collezione dell’artista americano Sterling Ruby col brand S.R. Studio. la.ca.; i festeggiamenti per i primi dieci anni di attività di Msgm, il brand fondato da Massimo Giorgetti; la collezione del designer siciliano Marco De Vincenzo; la sfilata organizzata da Carine Roitfeld e Andrea Panconesi al piazzale Michelangelo per celebrare i 90 anni del negozio LuisaViaRoma; e la sfilata della maison Salvatore Ferragamo che si è assicurata per la prima volta piazza della Signoria, dove il gruppo fiorentino ha appena restaurato la fontana del Nettuno con un investimento di 1,5 milioni.

La riconoscenza verso la città di Firenze, dove Salvatore Ferragamo padre dell’attuale presidente Ferruccio si fermò al ritorno da Hollywood nel 1927 accompagnato dalla fama di “calzolaio delle dive”, ha spinto a scegliere la città toscana e Pitti Uomo per la sfilata solo maschile, che segna l’abbandono di quella mista uomo-donna.

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