il turismo dello shopping

Firenze, Milano, Roma e Venezia: qui lo «shopping tourist» spende 2,6 miliardi

di Marzio Bartoloni

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(FOTOGRAMMA)


3' di lettura

È giovane, viaggia molto - anche per brevi “fughe” - e spende in media 112 euro al giorno, una cifra ben più alta di quella del turista medio. È lo “shopping tourist” che nel suo radar ha anche l’Italia per suoi i week end di acquisti, con Firenze, Milano, Venezia e Roma tra le mete più gettonate. Qui i turisti dello shopping spendono 2,6 miliardi di euro l’anno. Una stima, questa, contenuta nello «Shopping Tourism Italian Monitor», il rapporto di ricerca annuale a cura di Risposte Turismo presentato a Firenze per la seconda edizione di «Shopping Tourism - il forum italiano».

La cifra di 2,6 miliardi è stata ottenuta attraverso una proiezione dei valori di spesa in shopping per soggiorno registrati da un'indagine effettuata su un campione rappresentativo di 2.000 turisti (un terzo italiani e due terzi stranieri). Nella classifica della spesa procapite giornaliera degli “shopping tourist” che si muovono con lo shopping come motivazione di viaggio, Venezia è in testa con 238 euro, seguita da Firenze (120 euro), Milano (113 euro) e Roma (94 euro). Secondo l'indagine di Risposte Turismo, Milano è la prima destinazione al mondo associata allo shopping dai turisti che viaggiano in Italia, davanti a Parigi, Londra e New York. Nel capoluogo lombardo inoltre si concentra il 35% degli acquisti in Tax Free Shopping dei turisti extraeuropei. Nella top ten anche Roma (5°) e Firenze (8°).

Lo shopping tourist è un viaggiatore abituale (l'80% del campione intervistato ha effettuato nell'ultimo anno dai 2 ai 5 viaggi), giovane (il 55% del campione ha un'età compresa tra i 18 e i 35 anni), che preferisce soggiorni di breve durata (41% tra i 3 e i 5 giorni) organizzando le proprie vacanze in modo indipendente. La fetta maggiore della spesa, in termini di valore, è rappresentata dai gioielli (18%), seguiti da abbigliamento (16%), accessori e oggetti di design. arredamento. antiquariato e quadri (entrambe al 13%).

Lo shopping tourist “tipo”, nei propri viaggi, oltre a fare acquisti, è interessato principalmente all'arte e alla cultura (50%), al divertimento e agli eventi (22%) e all'enogastronomia (15%) ed è influenzato nella scelta della destinazione principalmente dagli sconti (32%), dai prodotti in vendita (25%), dai servizi a disposizione e dalla reputazione del luogo, a pari merito al terzo posto con il 13% di citazioni. «C’è una quota importante di domanda dei consumatori con buona propensione alla spesa, e quindi di fatto un potenziale ancora sul quale lavorare», ha spiegato Francesco di Cesare, presidente di Risposte Turismo, secondo cui «questo tipo di domanda si muove anche molto in ragione di iniziative di animazione territoriale». È il caso a esempio del formato del festival dello shopping che «è piuttosto diffuso in altre aree mondiali, non in Italia, ma è un appuntamento che gli shopping tourist mondiali cercano di frequentare».

Da gennaio 2018 a ottobre 2018 in Italia i turisti cinesi sono stati la prima nazionalità per il Tax free shopping, col 30% del mercato: secondo i dati di Global Blue, presentati sempre a Firenze in occasione di «Shopping Tourism - il forum italiano», nei primi dieci mesi dell'anno il mercato italiano del Tax free shopping si è concentrato principalmente a Milano (35%), Roma (19%), Firenze (10%) e Venezia (6%). «Il mercato del Tax free shopping ha evidenziato un rallentamento nei primi mesi del 2018 - ha spiegato Stefano Rizzi, country manager di Global Blue Italia - riconducibile principalmente al rafforzamento dell'euro rispetto alle altre valute. Dall'altra parte, però, vediamo che negli ultimi 7 anni il nostro settore in Europa ha raddoppiato i suoi volumi, un segnale di quanto continui a rappresentare una leva strategica fondamentale per l’attrattività del Paese».

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