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Firenze, il piano dell’aeroporto fermato di nuovo. Quei 30 anni di burocrazia

Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso di Toscana Aeroporti: stop al potenziamento con una nuova pista e terminal

di Silvia Pieraccini

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(ANSA)

Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso di Toscana Aeroporti: stop al potenziamento con una nuova pista e terminal


2' di lettura

Il potenziamento dell’aeroporto di Firenze con una nuova pista e un nuovo terminal torna, dopo anni di battaglie, alla casella di partenza. Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso di Toscana Aeroporti (e dei ministeri dell'Ambiente e dei Beni culturali, Enac, Comune di Firenze, Città metropolitana, Regione Toscana) contro la decisione del Tar Toscana che nel maggio scorso aveva annullato il decreto di valutazione d'impatto ambientale (Via) relativo al masterplan di potenziamento dello scalo fiorentino.

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Dal Tar al Consiglio di Stato

Il Consiglio di Stato ha respinto sia l’appello principale che quelli incidentali affermando la «manifesta irragionevolezza del giudizio positivo della Commissione Via, e quindi del decreto che lo recepisce». Il nodo è rappresentato dalle (tante) prescrizioni cui era stata subordinata la compatibilità ambientale dell’opera, definite dal Tar «sproporzionate, poco chiare, di difficile interpretazione e di incerta realizzazione». Il Consiglio di Stato ha confermato questa visione, sentenziando che le prescrizioni devono «attenere a 'condizioni' per la realizzazione del progetto o a misure per il monitoraggio», tali da far identificare tempestivamente gli impatti ambientali significativi e da far adottare le opportune misure correttive.
«Appare quindi condivisibile la considerazione del Tar - scrive il Consiglio di Stato - secondo cui le scelte progettuali, relative ad aspetti qualificanti del progetto, devono essere verificate in sede di Via, e non già in sede di verifica di ottemperanza alle prescrizioni». Esultano il Comune di Sesto Fiorentino e gli altri Comuni della Piana fiorentina che, insieme agli ambientalisti, sono contrari alla nuova pista. Toscana Aeroporti, gestore degli scali di Firenze e Pisa (quotata a Milano e controllata al 62% dalla Corporation America Italia del magnate argentino Eduardo Eurnekian) «prende atto» della sentenza e annuncia che «verificherà le condizioni e le azioni da intraprendere insieme agli enti competenti, in primis Enac, per portare avanti il progetto» considerato necessario per rispondere alle criticità dello scalo.

L’attesa infinita
La nuova pista dell’aeroporto di Firenze è un’opera attesa da più di 30 anni, visto che il primo progetto di pista parallela all'autostrada risale al 1987 e, insieme con la costruzione di un nuovo terminal, attiverebbe ora un investimento vicino a 400 milioni e 10mila posti di lavoro tra diretti e indiretti. L'iter autorizzativo è durato quattro anni, prima dello stop del Tar. Il progetto poggia su un piano finanziario di Toscana Aeroporti che prevede 150 milioni di finanziamenti pubblici, già stanziati. Ma la vicenda di Firenze avrà anche un impatto sull'altro scalo gestito da Toscana Aeroporti: quello di Pisa. Qui la società aveva in programma 37 milioni di investimenti per ampliare il terminal, la pista secondaria e le aree di stazionamento, che ora è in bilico.

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