STRATEGIE POST COVID

The Student Hotel: Firenze rinasce con giovani e smart worker

L’Hotel Florence Lavagnini aperto nel 2018 e ricavato in un palazzo storico di fine ‘800 è una struttura ibrida che cambia pelle a seconda dei clienti e offre tanti spazi per lavoro e svago in sicurezza anche per chi abita in città

di Gianni Rusconi

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La piscina con terrazza panoramica

L’Hotel Florence Lavagnini aperto nel 2018 e ricavato in un palazzo storico di fine ‘800 è una struttura ibrida che cambia pelle a seconda dei clienti e offre tanti spazi per lavoro e svago in sicurezza anche per chi abita in città


5' di lettura

La città è quasi vuota, con molti fiorentini al mare o in campagna e poca gente per le vie del centro; le fitte comitive di stranieri che di norma la affollano in queste periodo non ci sono. Firenze, stando agli ultimi dati raccolti dalla Regione Toscana, sta perdendo fra il 60% e l'80% delle presenze turistiche rispetto allo stesso periodo del 2019 e nonostante qualche segnale incoraggiante (con i viaggiatori in arrivo da Paesi Bassi, Germania e Francia) il bilancio stimato di fine anno difficilmente sarà più positivo. L'assenza di americani e asiatici pesa e per molti italiani la vacanza di prossimità in Toscana è nei borghi, negli agriturismi (in Maremma diverse strutture hanno prenotazioni fino a ottobre) e sulla costa, dove la copertura delle strutture ricettive è mediamente dell'80%. La macchina della promozione è al lavoro e il portale funziona da collettore per tutta la filiera del turismo. Firenze, in questa fase di ripresa, vuole giocare da punto di attrazione guardando oltre le sue mura: il turista (soprattutto) straniero che arriva in città deve essere indotto a visitare il resto del territorio, attraverso percorsi mirati e il coinvolgimento degli operatori locali. E l'utilizzo del digitale, a partire dalle app per prenotare le visite ai musei e dai dati per capire in tempo reale i flussi dei visitatori, diventa ancora più strategico.

Boutique hotel per tutti i viaggiatori: dai businessman
alle famiglie

Per affrontare la Fase 3 dell'emergenza Covid servono anche idee innovative e una di queste è sicuramente The Student Hotel Florence Lavagnini, struttura aperta nel 2018 e ricavata in un palazzo storico di fine ‘800 (quando era adibito a foresteria per i funzionari del Regno di Sardegna) di 20mila metri quadri, a due passi dalla Fortezza da Basso e poco distante dalla stazione di Santa Maria Novella. La sua peculiarità principale? Quella di offrire a una clientela internazionale (gli ospiti stranieri sono di norma il 50% del totale) una destinazione unica che comprende soggiorno per vacanzieri e business travel, residenza per studenti, spazi di co-living e co-working aperti anche a chi non alloggia nella struttura e nove negozi indipendenti, dal coiffeur a un concept store riservato a realtà fiorentine e toscane. Non è un ostello, come tiene a precisare il suo giovane Hotel Manager, Salvatore Marmolaro (31 anni), “ma una struttura a 4 stelle con una natura ibrida e multifunzione, che punta a una miscellanea di persone fra loro diverse, a cui offrire un'ampia gamma di servizi. Il nostro ospite target è chiunque abbia uno spirito studentesco, curioso e aperto”. Nel “mood” di The Student Hotel, il cui manifesto (dipinto a caratteri cubitali su una facciata dell'edificio) è “Everybody should like everybody”, si entra in fretta: arredi di design, colori vivaci, scritte e citazioni ovunque, elementi della storia fiorentina sparsi qua e là, opere di street art che campeggiano su pareti esterne ed interne (c'è pure Greta Thunberg in versione Superman) e altalene nell'androne di ingresso o tavoli da ping pong.

Le stanze flessibili che cambiano a seconda del tipo di ospite

La reception è il cuore di tutto e una figura dedicata (il “connector”) ha il compito a sviluppare concretamente il concetto di community. Un'ospitalità di nuova concezione, insomma, che non rinuncia ai numeri: 390 camere, impreziosite da accessori come il counter multimediale dei litri di acqua per stimolare comportamenti responsabili, e un modello flessibile e bilanciato che prevede soggiorni da una notte a sei o dodici mesi. I prezzi medi vanno dai 90 ai 110 euro per la doppia e dai 60 ai 70 euro per la singola. Circa 200 stanze sono destinate agli studenti universitari e una parte di queste vengono riconfigurate (per i turisti) alla fine del periodo di studio e all'inizio di quello di vacanza e viceversa; oggi la capienza non supera il 35/40% nel week end (comprendendo nel conto anche gli ospiti long stay) e scende al 20-25% in settimana.

Dalle bici “griffate” alla piscina con vista panoramica sulla città

I servizi dell'hotel sono pensati per accontentare le diverse esigenze degli ospiti, in una logica di spazi e strumenti comuni da condividere, dalla cucina per gli studenti (al momento chiusa) alla palestra fino alle biciclette a noleggio disegnate in esclusiva per TSH dall'olandese Van Moof. Il piano terra è un enorme spazio dove mangiare e bere (ristorante, bar e bistrot), lavorare in libertà (la connessione Wi-Fi è accessibile ovunque) e incontrare persone fra lounge e area giochi; il cortile è un'altra piazza aperta con caffetteria, dove di norma si tengono eventi di vario genere. Imperdibile, sul tetto, la piscina panoramica rivolta verso il centro di Firenze e la cupola del Brunelleschi, normalmente affollatissima in estate e ora godibilissima grazie al numero limitato di ospiti. A proposito di misure anti-Covid-19 (TSH non ha mai chiuso durante il lockdown per la presenza di studenti residenti). PacMan disegnati a pavimento segnalano le direzioni da prendere e le vie di entrata e uscita in tutti gli ambienti comuni.

Lo spazio per il co-working aperto anche all’esterno

Infine si possono affittare scrivanie (si parte da 99 euro al mese a postazione) o interi uffici, sale riunioni e auditorium da 75 posti. Un community manager facilita gli incontri fra i vari professionisti presenti mentre l'app TSHLife funge da hub per gestire la prenotazione dei vari servizi (pulizie extra delle camere compresa).

La ricetta del Ceo per il post Covid: ripartire dagli
ospiti “long term”

L'avventura di The Student Hotel in Italia ha visto il contributo decisivo di Invest in Tuscany, l'ufficio della presidenza della Regione che si occupa da un decennio di supportare le aziende multinazionali che vogliono investire (e aprire una propria sede) in Toscana. Un sodalizio che ha funzionato, tanto che i piani per l'Italia di Charlie MacGregor, 40enne scozzese e fondatore e Ceo di TSH, non si sono certo ridimensionati a causa della pandemia. Nella road map del gruppo olandese ci sono infatti le nuove property di Bologna (a ottobre), ancora Firenze (quartiere Belfiore prima e Manifattura Tabacchi poi) e quindi Roma, Torino, Milano (area Bicocca e Isola), Venezia e Napoli, per investimenti complessivi di 400 milioni di euro. L'obiettivo, sicuramente ambizioso, è di arrivare a 25mila camere in tutta Europa entro il 2024, partendo dalle circa 10mila attuali, suddivise in una trentina di location. Come? Il periodo, spiega McGregor, impone “di puntare su una forma di accommodation molto orientata agli studenti e ai remote worker. Con la fine della pandemia punteremo molto sugli ospiti long term, a cui saranno destinate più stanze e più spazi”. A Firenze arrivano ogni anno dall'estero circa 15mila studenti, e di questi ben 9mila sono americani: impossibile sapere se torneranno da settembre in poi, per questo TSH scommetterà anche sui giovani italiani.

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