Alberghiero

Firenze, la tenuta di Castelfalfi ceduta da Tui alla famiglia indiana Lohia

Il gruppo Tui ha ceduto il resort di Montaione – 1.100 ettari – alla Incorp Holdings, con sede nei Paesi Bassi e appartenente ad uno dei principali gruppi industriali asiatici della chimica. Ma in Toscana sono diverse le operazioni che riguardano passaggi di proprietà nell’hospitality in questa fase di lenta uscita dalla pandermia

di Silvia Pieraccini

3' di lettura

A Firenze quel matrimonio, a distanza di otto anni, se lo ricordano ancora. Aloke Lohia, magnate indiano della chimica (possiede la multinazionale tailandese Indorama Ventures, leader mondiale nel Pet e fibre di poliestere), nel 2013 spese circa otto milioni di euro per organizzare la festa di nozze della figlia Aradhana, durata quattro giorni con 900 invitati tra Palazzo Pitti, Palazzo Corsini, piazza Ognissanti e il Chianti. Ora la famiglia Lohia – che nel 2010 ha acquisito la fabbrica sarda Ottana Polimeri (poi dismessa) e nel 2019 si è comprata la biellese Sinterama, leader mondiale nella produzione di interni in poliestere per automobili – fa il primo grande investimento immobiliare-turistico nell’amata Toscana, attraverso Incorp Holdings.

La tenuta

La scelta è caduta sulla tenuta di Castelfalfi nel comune di Montaione, nella campagna al confine tra le province di Firenze e Pisa, un borgo da cartolina di 1.100 ettari con un hotel cinque stelle da 120 camere, un hotel quattro stelle, case coloniche, campo da golf e club house, attività agricole. A vendere (per una cifra che non è stata resa nota) è stato il colosso tedesco dei viaggi Tui, che dopo aver investito all'interno della tenuta più di 180 milioni di euro per ristrutturare edifici e costruirne di nuovi, ora annuncia di voler abbandonare lo sviluppo immobiliare e la gestione del real estate per rifocalizzarsi sul core business.Il passaggio di mano degli hotel di Castelfalfi segue quello di altri alberghi fiorentini acquisiti negli ultimi mesi da fondi d’investimento: tutte operazioni non legate alla crisi del turismo innescata dalla pandemia, ma frutto di situazioni e volontà precedenti al Covid.

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Il fondo londinese

Il fondo londinese Pygmalion Capital Advisers Llp ha acquisito proprietà e gestione dei due hotel di Firenze a marchio Hilton, il Florence Metropole (212 camere in un palazzo di 15 piani) nel quartiere di San Bartolo a Cintoia e il Garden Inn (121 camere) nel quartiere di Novoli. Per concludere l’affare, Pygmalion ha dato vita a un nuovo fondo d'investimento alternativo immobiliare di tipo chiuso riservato multicomparto «con il quale – informa una nota – saranno effettuate ulteriori operazioni della medesima tipologia».

A vendere è la società fiorentina Millenaria, che fa capo alle famiglie Bagnoli e Maestrelli e che aveva un accordo di franchising con la catena americana. Nell'operazione sono intervenute anche due banche nell'ambito di una strategia di workout (l'accordo tra un debitore, che non è in grado di rimborsare il prestito immobiliare al creditore, e un finanziatore). I due hotel continueranno ad avere il brand Hilton.

Nh Anglo American cambierà insegna

Sempre un fondo alternativo immobiliare, Star II, gestito da Castello Sgr, ha acquisito di recente l’hotel fiorentino Nh Anglo American (115 camere), che sarà ristrutturato e cambierà insegna, mentre Eurazeo Patrimoine, braccio di Eurazeo specializzato nel settore immobiliare, ha comprato nei mesi scorsi dalla Immofin di Aldo Grassi l'hotel quattro stelle Londra, vicino alla stazione di Santa Maria Novella, anch’esso bisognoso di restyling.

Nelle ultime settimane il colosso americano Hines ha affittato Palazzo Minerbetti, asset di proprietà in via Tornabuoni a Firenze, dove a Settembre 2021 aprirà l'hotel “Il Tornabuoni”, struttura di lusso a cinque stelle della collezione AG Hotels, brand di AG Group di Andrea Girolami.
L'immobile fa parte del fondo immobiliare Hines European Core Fund ed è stato acquistato nel 2016.

Il settore hotel scommette sulla ripartenza post-covid e nel frattempo si è adeguato alle nuove esigenze della clientela. In Italia cercano investitori, come Belmond, e gestori.

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