A PALAZZO CHIGI

Pa, Draghi e Brunetta firmano la riforma: lo smart working nel contratto

Patto Governo-sindacati per il lavoro pubblico. L’intesa sottoscritta dal presidente del Consiglio Mario Draghi, insieme al ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, e ai segretari generali di Cgil, Cisl e Uil

di Nicola Barone

Ecco il Patto per l'innovazione del lavoro pubblico

5' di lettura

Un Patto per potenziare la Pubblica amministrazione, anche in vista dell’opportunità offerta dal Piano nazionale di ripresa e resilienza da 191,5 miliardi. È stato firmato oggi a Palazzo Chigi dal presidente del Consiglio Mario Draghi il “Patto per l'innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale”, insieme al ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, e ai segretari generali di Cgil, Cisl e Uil. «Un evento di grande importanza, ma è il primo passo», ha sottolineato il premier. «Molto, quasi tutto resta da fare. L’augurio è che sapremo tener fede alle promesse di questo piano. Nel corso delle consultazioni ho avuto modo di esprimere quanto io tenga a questo confronto e questo dialogo, oggi è la prima occasione di incontro».

Venerdì tavolo con sindacati per i rinnovi

«Questo Patto - ha spiegato dal canto suo Brunetta - inaugura una nuova stagione di relazioni sindacali e il negoziato che si apre per il rinnovo contrattuale avverrà in questo contesto. Venerdì convocherò tutte le confederazioni sindacali rappresentative del pubblico impiego con l’obiettivo di avviare il negoziato in tempi brevi. È per noi il migliore segno di ripartenza. Un buon contratto è un investimento nella fiducia reciproca, nella stabilità e nel carattere innovativo delle relazioni di lavoro».

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Il Patto per l'innovazione del lavoro nella Pubblica amministrazione

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Disciplina dello smart working per via contrattuale

Un elemento che caratterizza il piano, si legge in una nota di Palazzo Chigi, è «la flessibilità organizzativa delle Pubbliche amministrazioni e l’incremento della loro rapidità di azione come obiettivi fondamentali di un processo di rinnovamento che le parti si impegnano a perseguire, con particolare riferimento a tre dimensioni: il lavoro, l’organizzazione e la tecnologia». In particolare, «l’individuazione di una disciplina del lavoro agile (smart working) per via contrattuale è un elemento qualificante di questa strategia e va nella direzione auspicata dalle organizzazioni sindacali sin dall’inizio della crisi pandemica».

Secondo l’intesa sottoscritta, nei futuri contratti collettivi nazionali dovrà essere definita una disciplina normativa ed economica che garantisca condizioni di lavoro trasparenti, che favorisca la produttività e l’orientamento ai risultati, conciliando le esigenze delle lavoratrici e dei lavoratori con le esigenze organizzative delle pubbliche amministrazioni. Saranno quindi disciplinati aspetti di tutela dei diritti sindacali, delle relazioni sindacali e del rapporto di lavoro quali il diritto alla disconnessione, le fasce di reperibilità, il diritto alla formazione specifica, la protezione dei dati personali, il regime dei permessi e delle assenze.

Promossa la contrattazione decentrata

Il Governo emanerà all’Aran gli atti di indirizzo di propria competenza per il riavvio della stagione contrattuale. I rinnovi contrattuali relativi al triennio 2019-2021 interessano oltre 3 milioni di dipendenti pubblici e vedranno confluire l’elemento perequativo delle retribuzioni all’interno della retribuzione fondamentale. Il Governo, poi, individuerà le misure legislative utili a promuovere la contrattazione decentrata e a superare il sistema dei tetti ai trattamenti economici accessori.

Formazione e riqualificazione non più solo “costi”

Attraverso i contratti collettivi del triennio 2019-2021, si procederà alla successiva rivisitazione degli ordinamenti professionali del personale, ricorrendo a risorse aggiuntive con la legge di bilancio per il 2022 e adeguando la disciplina contrattuale ai fabbisogni di nuove professionalità e competenze. «È necessario, inoltre, valorizzare specifiche professionalità non dirigenziali dotate di competenze specialistiche ed estendere i sistemi di riconoscimento delle competenze acquisite negli anni, anche tramite opportune modifiche legislative. Il Governo si impegna a definire politiche formative di ampio respiro, con particolare riferimento al miglioramento delle competenze digitali e di specifiche competenze avanzate di carattere professionale. Formazione e riqualificazione assumeranno il rango di investimento strategico e non saranno più considerati come mera voce di costo.

Previdenza complementare e premialità

Nell’ambito dei nuovi contratti collettivi saranno adeguati i sistemi di partecipazione sindacale, valorizzando gli strumenti di partecipazione organizzativa e il ruolo della contrattazione integrativa. Le parti concordano sulla necessità di implementare gli istituti di welfare contrattuale, con riferimento al sostegno alla genitorialità e all’estensione al pubblico impiego di agevolazioni fiscali già riconosciute al settore privato, relative alla previdenza complementare e ai sistemi di premialità diretti al miglioramento dei servizi.

Cgil: è il momento della responsabilità di tutti

Siamo al«momento della responsabilità per tutti, di risolvere i problemi; quando parliamo di Pa parliamo anche di diritto alla salute e alla conoscenza come elementi importantissimi. Questo vuol dire far crescere il Paese e dare un messaggio di speranza e di fiducia. È il momento del fare», spiega il leader della Cgil Maurizio Landini. «La coesione sociale e la democrazia si rafforzano se le persone possono attraverso la loro intelligenza e il lavoro vivere dignitosamente, una prospettiva che dobbiamo dare ai giovani, alle donne e al Mezzogiorno». Piena condivisione e pieno sostegno della Cgil. «La scelta di investire sul lavoro, sull'innovazione del lavoro pubblico, sulla buona occupazione, sulla formazione sull'investimento per un miglior funzionamento di tutto il lavoro pubblico e quindi per migliorare i diritti dei cittadini e favorire il processo di funzionamento della macchina pubblica credo sia un obiettivo molto importante e che sia assolutamente importante il modo e il metodo con cui ci stiamo muovendo».

Cisl: segnale importante, ritrovata la concertazione

Di un «segnale importante per il Paese, frutto di una indispensabile ritrovata fase di concertazione e di condivisione responsabile degli obiettivi e degli strumenti per una efficace riforma della pubblica amministrazione» parlano in una nota congiunta il segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra e il segretario generale della Fp Cisl Maurizio Petriccioli. «La delicata fase di ricostruzione del Paese non può essere affrontata senza la stesura di un moderno piano industriale per la Pubblica amministrazione basato sulla necessaria digitalizzazione dei servizi, formazione, contrattazione, valorizzazione delle esperienze e delle competenze del personale in servizio, e con un nuovo piano di assunzioni in grado di snellire la burocrazia e semplificare la vita e le attività per i cittadini e per le imprese. Con il Patto abbiamo definito nuovi obiettivi condivisi che rispondono pienamente alle nostre rivendicazioni: garantire più sicurezza per chi ogni giorno eroga servizi pubblici fondamentali nel contrasto al covid-19; più assunzioni, per portare nella Pa il know how necessario a rispondere con efficacia ed efficienza alle sfide di un Paese industriale avanzato come l'Italia; più contrattazione e partecipazione dei lavoratori per modernizzare il lavoro pubblico, valorizzando l'innovazione organizzativa e le forme di lavoro agile».

Uil: nel Patto scelte strategiche per fondi Recovery

«In questo accordo sono previste delle scelte strategiche sugli investimenti, sulla digitalizzazione, sulla semplificazione amministrativa e di conseguenza sono previste cose che fino a ieri non c'erano. Investimenti in nuove assunzioni, nella formazione del personale, nel rinnovo dei contratti». Così il segretario generale della Uil Pierpaolo Bombardieri a margine della firma del Patto. «Tutte cose che servono a identificare la richiesta di fondi che si faranno su Next Generation Eu, uno degli asset strategici del nostro Paese. Per noi la Pa in quanto garante di diritti di cittadinanza è uno degli asset strategici. Questo accordo sottolinea la convergenza fra Cgil Cisl Uil e il Governo».

Accordo quadro, Brunetta: serve coesione sociale

Il “Patto per l’innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale” è teso a costruire un nuovo modello di lavoro improntato alla valorizzazione delle persone, alla crescita delle competenze, alla produttività e alla qualità dei servizi secondo quanto anticipato dal ministro della Pa. Martedì 9, in audizione alle commissioni Lavoro e Affari costituzionali di Camera e Senato, sono state illustrate le linee programmatiche della nuova stagione. Lì, anche in relazione al Pnrr, si è parlato della necessità di «cambiare subito il sistema di accesso e di reclutamento, nei prossimi due o tre mesi». E di favorire il ricambio generazionale, in una macchina dove l’età media dei dipendenti pubblici è di 50,7 anni. Il ministro assicura di voler non soltanto ripristinare il turn over ma di voler invertire la tendenza. «Dobbiamo far entrare tanti giovani bravi e di qualità. Deve essere un cambio di fase, di paradigma, un cambio delle regole».

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