architettura

Firme internazionali per l’innovativo quartiere mixed-use di Shenzen

di Paola Pierotti


default onloading pic

2' di lettura

Mix di firme internazionali per dare vita al nuovo quartiere denominato Shum Yip UpperHills Loft, appena ultimato nella città cinese di Shenzhen per conto della società Shenzhen Kezhigu Investment.

Un paio di grattacieli sono stati firmati dagli americani di Som, il podio con gli spazi commerciali è dello studio Arq, mentre la progettazione dell'intero comparto (105mila mq con edifici che raggiungono l’altezza massima di 14 piani e si alternano a strutture di 3-4 livelli) è dei cinesi Urbanus, ai quali è stato chiesto di definire un piano con case e uffici, da impostare sopra la copertura di un centro commerciale di 60mila mq.

È nato così un nuovo quartiere mixed use, adiacente al polo degli affari di Shenzhen, che connette due parchi urbani. P rendendo spunto dalla topografia, il concept dello studio cinese richiama l’immagine di una montagna, con un’alternanza di edifici collegati tra loro da percorsi pedonali che garantiscono la massima accessibilità ai negozi, alle case e alle strutture per il tempo libero (compreso un teatro e una sala da ballo).

Il masterplan si caratterizza per quattro macro-aree: un blocco residenziale con appartamenti collegati a cortili privati per favorire la socializzazione tra gli abitanti; un polo che include un hotel, un edificio per uffici e un teatro per eventi culturali; un sistema direzionale con edifici alti 3-4 piani, che danno vita ad un centro-servizi concepito come una sorta di villaggio; e ancora, un centro espositivo.

«La ricca variazione spaziale», così descritta dagli stessi architetti, è l’elemento che connota il nuovo insediamento, con spazi a scala umana, nonostante le volumetrie del progetto e la densità.

Attenzione ai materiali che, anche per evitare la monotonia del sistema, variano nei diversi ’distretti’ del progetto: la maglia grigia che connota l’edificio principale dei loft, scelta anche per ottimizzare il comfort, si alterna a involucri rivestiti in ceramica dalla trama ruvida pensata per dialogare con la natura. Caratteristica del progetto sono anche i percorsi in quota che collegano le diverse piattaforme per uffici o residenziali, esplicitando un nuovo modello di edificio multidimensionale.

La progettazione è iniziata negli anni 2012-2013 e il cantiere si è concluso da poco, con prime aperture già nel 2018. Per quanto riguarda l’hotellerie due presenze che dimostrano l’eccellenza in un complesso urbano mixed use e di altissimo profilo: qui si è insediato anche l’hotel della catena di lusso internazionale, Mandarin Oriental e il primo Muji Hotel.

Un quartiere ibrido, ma anche edifici che si distinguono per l’alto livello di contaminazione, nel Muji Hotel ad esempio sono inseriti tra i servizi una palestra, un ristorante, una sala riunioni, un store e anche una una biblioteca disponibile 24 ore su 24.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...