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Firriato con il Cnr riscopre le varietà dal genoma antico

In arrivo sul mercato il Signum Aetnae, ottenuto da vitigni pre fillossera


2' di lettura

L’ultimo nato si chiama Signum Etnae: 3.500 bottiglie pronte ad arrivare sul mercato proprio in questi mesi. È il vino prodotto sull’Etna da Firriato, l’azienda che fa capo alla famiglia Di Gaetano, ed è un vino speciale perché ottenuto da vitigni prefillossera, ovvero piantati sull’Etna prima che si diffondesse la Fillossera, quella che è stata definita l’apocalisse della vite.  Signum Aetenae, che uscirà dalla cantina a 65-70 euro a bottiglia, è figlio di un progetto di ricerca e produzione di Firriato in collaborazione con il Cnr: «Siamo tra i pochi ad avere fatto uno studio su piante che hanno almeno 150 anni - dice Federico Lombardo di Monte Jato, Ceo di Firriato -. Abbiamo fatto un lavoro di datazione con il Cnr con uno studio sul Dna delle piante prefillosera e abbiamo per esempio scoperto che in quel vigneto, su 2,5 ettari, ci sono 8 fenotipi di Dna sconosciuti alla vitivinicoltura mondiale».

Il lavoro sui vitigni prefillossera si inquadra in un progetto complessivo di rafforzamento di Firriato sull’Etna dove è presente dagli anni Novanta (la prima annata di Etna rosso è del 1994): oggi l’azienda ha circa 80 ettari di terreno di cui 50 vitati e destinati a diventare 77 distribuiti in nove contrade sul versante nord del Vulcano. Tre anni fa Firriato ha pianificato un investimento di 12 milioni destinato, oltre all’acquisto di terreni anche alla costruzione di una nuova cantina che è stata inaugurata recentemente in Contrada Verdella. La cantina ha un potenziale produttivo di 800mila bottiglie ed è stata costruita all’interno di una colata lavica. Sull’Etna Firriato produce 350 mila bottiglie l’anno su un totale in tutta la regione di 4,5 milioni di bottiglie e un fatturato complessivo di venti milioni di cui metà all’estero e il resto in Italia «soprattutto in Sicilia» dice con una punta di orgoglio Lombardo.

Sull’Etna la Firriato produce 50mila bottiglie di spumante, 110mila di bianco: uno di questi, il Cavanera Ripa di Scorciavacca 2017, ha ottenuto i Tre bicchieri dalla Guida del Gambero Rosso: «Questo premio avvalora e rafforza la scelta produttiva dell’azienda - sottolinea Lombardo - che vede, per Firriato, l'apice della piramide della qualità, oltre che sui vini rossi, anche per i bianchi dell'Etna, ancora troppo sacrificati dalla personalità dei grandi vini di tradizione di questo territorio. Puntare anche sul Carricante non toglie al Nerello Mascalese la capacità di rappresentare l'altra metà del cielo. Il Carricante rappresenta per Firriato il nerbo di una visione dell'Etna che vede, come scelta di fondo, quella di impiantare, nei nuovi vigneti, ancor più questa varietà. La nostra azienda ha da sempre creduto nelle potenzialità del Carricante come ”emblema” dell'Etna. La sua coltivazione è pressoché limitata al solo territorio etneo, dove trova il suo habitat naturale».

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