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Fisco, 246 scadenze entro fine mese per centrare l’obiettivo di 8,4 miliardi di gettito

Inascoltata la richiesta di un’altra proroga di commercialisti e associazioni di categoria. Si potrà rinviare il secondo acconto di novembre ma con un calo di fatturato del 33%

di Marco Mobili e Giovanni Parente

Fisco: scadenze restano. Mef: "Si evita maxi-ingorgo"

Inascoltata la richiesta di un’altra proroga di commercialisti e associazioni di categoria. Si potrà rinviare il secondo acconto di novembre ma con un calo di fatturato del 33%


3' di lettura

Il dopo Ferragosto riserva a contribuenti e intermediari un carico di scadenze. Sono 246 gli appuntamenti in agenda entro la fine del mese. La quasi totalità (circa l’83%) si concentra il 20 agosto, giorno a partire dal quale termina la tregua concessa tradizionalmente per la pausa estiva. E soprattutto è il secondo appello (dopo che è già passata la scadenza del 20 luglio) entro cui 4,5 milioni di partite Iva, tra quelle soggette alle pagelle fiscali e quelle nel regime forfettario, devono completare i versamenti di saldo 2019 e primo acconto 2020 di imposte sui redditi e contributi con la maggiorazione dello 0,40 per cento.

La data è spartiacque, perché il Fisco si aspetta di completare l’incasso degli 8,4 miliardi di euro di imposte dovute da questi soggetti. Una cifra che è stata addotta come giustificazione al rifiuto di concedere un’ulteriore proroga di versamento (le date del 20 luglio e del 20 agosto sono, infatti, già il frutto di un differimento concesso dal Governo), nonostante il forte pressing di commercialisti e associazioni di categoria, che hanno sottolineato a più riprese l’esigenza di concedere più tempo per la carenza di liquidità di imprese e professionisti a causa del lockdown e della conseguente crisi economica. Alla fine le “concessioni” dell’Esecutivo nel decreto Agosto (Dl 104/2020) hanno riguardato solo i versamenti dei mesi di chiusura per coronavirus (per cui un 50% potrà essere spalmato su 24 rate a partire dal 16 gennaio 2021) e il secondo acconto 2020. In quest’ultimo caso (il cui costo è stato stimato in 2,2 miliardi dalla relazione tecnica al decreto Agosto), la platea potenzialmente interessata è la stessa delle scadenze del 20 luglio e del 20 agosto e potrà rinviare i versamenti di fine novembre al 30 aprile 2021 a condizione di aver riportato nella prima metà di quest’anno una contrazione di almeno il 33% di fatturato e corrispettivi rispetto al primo semestre del 2019.

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Non proprio regole e confronti semplici da mettere in pratica, considerando che eventuali errori spingono a future sanzioni da parte dell’amministrazione finanziaria. In più, con la considerazione che l’acconto rinviato a fine aprile 2021 cadrebbe appena due mesi prima della scadenza del saldo delle imposte 2020, in una sorta di vero e proprio stress test per le finanze dei contribuenti.

Resta il problema, quindi, di un calendario ancora troppo ingolfato che nel corso degli anni ha visto moltiplicarsi gli adempimenti soprattutto come risposta (del tutto legittima) alla necessità dell’amministrazione finanziaria di disporre di dati e informazioni per combattere la piaga ancora enorme dell’evasione fiscale, o meglio per giocare d’anticipo puntando anche sulla compliance e sugli alert in modo da spingere direttamente i contribuenti a dichiarare e versare di più.

L'EFFETTO LOCKDOWN

Il confronto tra le entrate tributarie nei primi sei mesi 2020 rispetto a quello 2019. Importi in milioni di euro (Fonte: elaborazione su dati entrate tributarie dipartimento Finanze - Mef)

L'EFFETTO LOCKDOWN

Sia ben chiaro: i 246 “impegni” da giovedì a fine mese non riguardano tutti i contribuenti, ma si tratta della somma complessiva degli adempimenti. Ma mettere ancora così sotto pressione, oltre a chi è chiamato a pagare (e prima o poi deve farlo), gli studi professionali e più in generale gli intermediari abilitati - dopo mesi in cui sono stati costretti per tante ragioni agli straordinari - deve necessariamente imporre una riflessione. Il dibattito sulla riforma fiscale (si veda anche Il Sole 24 Ore di lunedì 3 agosto) è partito; ma i tempi potrebbero essere molto lunghi. Forse troppo.

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