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Fisco, entro marzo testo riforma in Cdm: ecco tutte le ipotesi sul tavolo

Dopo una bozza di testo partirà il confronto con i professionisti e le categorie, a seguire tavolo politico e valutazione dell’esecutivo

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2' di lettura

Il testo della riforma fiscale alla quale sta lavorando il viceministro all’Economia con delega al fisco Maurizio Leo sarà pronto per essere presentato al Consiglio dei ministri «a febbraio e marzo». L’anticipazione arriva dallo stesso viceministro durante un convegno promosso dall’Associazione nazionale commercialisti. «Sto lavorando alla riforma fiscale in collaborazione con l’agenzia delle Entrate e il Dipartimento delle finanze del Mef», ha detto Leo. Dopo aver redatto una bozza di testo partirà il confronto con i professionisti e le categorie, poi due passaggi successivi: al tavolo politico e infine in valutazione ai membri dell’esecutivo.

Razionalizzazione degli interpelli

La legge delega come anticipato da Leo sarà strutturata in quattro parti. Una prima «riguarderà i principi», con un armonizzazione dei principi Ue, internazionali e lo Statuto dei contribuenti. In questa parte sarà prevista un «razionalizzazione degli interpelli». La seconda parte riguarderà i tributi.

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I procedimenti

Il cuore della riforma sarà quella dei procedimenti. «Ce ne sono quattro», ha proseguito Leo. Il primo è il procedimento dichiarativo. «Per il quale prevedo una semplificazione del calendario degli adempimenti e del meccanismo dei versamenti. Il secondo procedimento riguarda l’accertamento che cambierà con la riforma». In particolare il viceministro prevede per le imprese di minori dimensioni un «concordato preventivo biennale». Il terzo procedimento sul quale la riforma interverrà sarà quella della riscossione. Infine l’ultimo procedimento sarà il contenzioso tributario.

Testi unici

L’ultima parte della riforma riguarderà i Testi unici per arrivare poi alla stesura del Codice tributario.

Il “modello duale”

Qualche altro dettaglio, almeno nell’impostazione generale, era stato anticipato dal viceministro in varie occasioni. Sull’Irpef dovrebbe essere confermato il “modello duale” già discusso e in parte attuato, distinguendo i redditi da lavoro, soggetti a una progressività, da quelli da investimento in capitale e immobili, per i quali varrà un’imposta proporzionale.

Verso tre aliquote

Per le aliquote si è parlato di un «addolcimento». Con la prospettiva di ridurle anche a tre, «ferma restando la necessità di individuare le dovute coperture, senza scostamenti di bilancio». Un altro caposaldo sarà l’introduzione del quoziente familiare, richiamato dalla stessa presidente del Consiglio Giorgia Meloni a fine anno.

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