tassa piatta, atto secondo

Fisco, Gusmeroli: «Parte l’esame della IrpefIresPlus, la nuova flat tax sul reddito incrementale»

La proposta di legge punta alla correzione del possibile effetto distorsivo dell’attuale regime forfetario. Contrasterebbe l’occultamento intenzionale di ricavi da parte di chi intende rimanere nel regime agevolato non superando la soglia dei 65mila euro

di Nicoletta Cottone

All'esame la IrpefIresPlus, la nuova flat tax sul reddito incrementale

La proposta di legge punta alla correzione del possibile effetto distorsivo dell’attuale regime forfetario. Contrasterebbe l’occultamento intenzionale di ricavi da parte di chi intende rimanere nel regime agevolato non superando la soglia dei 65mila euro


3' di lettura

Flat tax, atto secondo. É stata incardinata in commissione Finanze alla Camera la proposta di legge sulla flat tax sul reddito incrementale. Primo firmatario il leghista Alberto Gusmeroli, vicepresidente della commissione Finanze della Camera.

Secondo atto della flat tax, com’è nata l’idea della proposta di legge?

«Le parole d’ordine sono ridurre le tasse e semplificare. Faccio il commercialista da trenta anni e credo occorra un modo per traghettare l’attuale sistema complicato di tassazione verso uno più semplice. Sono partito da un assunto noto a tutti: il reddito sommerso, al di là delle stime, in Italia è altissimo. E basta pensare a un dato per capirlo: risulta che il 95% degli italiani avrebbe un reddito compreso fra zero e 50mila euro. Un dato irrealistico».

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Qual è l’obiettivo della nuova tassa piatta?

«Puntiamo alla correzione del possibile effetto distorsivo dell’attuale regime forfetario. Contrasterebbe l’occultamento intenzionale di ricavi da parte di chi intende rimanere nel regime agevolato non superando la soglia dei 65mila euro».

A chi si applica?

«Si applica a tutti, professionisti, artigiani, commercianti, piccole e medie imprese, compresi dipendenti e pensionati che hanno un secondo lavoro».

Cosa prevede la proposta di legge?

«Prevede una flat tax, con un’aliquota unica del 15% da applicare al reddito incrementale. In pratica sulla parte aggiuntiva di reddito prodotto rispetto all’anno precedente. In estrema sintesi, introduce una nuova tassa agevolata con aliquota al 15%, che ho chiamato come IrpefIresPlus. Nel dettaglio si tratta di una tassa da introdurre in via sperimentale per tre anni - o di più in base alle decisioni della commissione - che si applica sul maggior reddito conseguito rispetto al reddito dell’anno precedente rivalutato in base agli indici Istat sul costo della vita».

Può contribuire a diminuire l’evasione fiscale?

«Da anni si discute di lotta all’evasione e si è cercato di contrastarla in vari modi. Con un sistema di deduzioni fiscali che cerca di creare un conflitto di interesse fra chi deduce e chi emette la fattura. Tramite controlli incrociati, dallo spesometro alla fattura elettronica o con la legge ”manette agli evasori” degli anni Ottanta per incentivare la dichiarazione dei redditi posseduti. Lo scopo di questa proposta di legge è quello di far emergere il reddito imponibile per consentire, al termine di un triennio, l’applicazione della flat tax a tutti i contribuenti».

Come sarà applicata il primo anno?

«Per il primo anno di applicazione la condizione necessaria per utilizzare l’imposta sostitutiva è che il reddito rispetto al quale viene calcolato l’incremento di redditi conseguiti risulti già superiore a quello dell’anno
precedente. Questo per evitare che i contribuenti si adoperino per ridurre il loro reddito incrementale e garantirsi una maggiore applicazione dell’IrpefIresPlus. L’aliquota agevolata sostituisce tutte le tasse - dall’Irpef all’ Ires, fino alle addizionali - e si applica solo alla parte incrementale del reddito. Gli oneri deducibili e le detrazioni per l’incremento del reddito possono essere applicati all’imposta o utilizzati ai fini della compensazione o del rimborso, se il loro ammontare complessivo è superiore a quello dell’imposta dovuta».

E in seguito?

«Se per i due anni successivi la base imponibile supera il reddito dichiarato al lordo degli oneri deducibili dell’anno precedente (maggiorato della percentuale Istat dell’anno) di una percentuale del 10%, il reddito viene considerato conforme, comportando la non accertabilità fiscale, fatti salvi eventuali reati tributari per i quali scatta il procedimento penale. Questa è la vera novità che permetterebbe di far emergere il sommerso. Vogliamo stimolare la gente a dichiarare di più, rendendo interessante l’emersione. Un sistema semplice e a bassa tassazione. L’unico modo per far emergere il sommerso».

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