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Letta, Conte e Salvini: serve un forte taglio del cuneo fiscale. Bonomi: fatelo lunedì

Il segretario del Pd: mettiamo il grosso delle risorse del bilancio sulla riduzione del costo del lavoro. Il leader della Lega sul superbonus: la parola data va mantenuta

Salari, Bonomi: con taglio cuneo 16 mld in busta paga +1.223 euro

5' di lettura

Un intervento choc sul cuneo fiscale. Le forze che sostengono la maggioranza si ritrovano d’accordo per un intervento radicale sul costo del lavoro. La convergenza è andata in scena a Rapallo dove è in corso i. l 51° convegno Giovani di Confindustria. Per primo arriva la proposta dal segretario del Pd, Enrico Letta. «Propongo da qui - ha detto l’ex premier - un patto tra governo e parti sociali: mettiamo il grosso delle risorse del bilancio sulla riduzione del costo del lavoro». D’accordo Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle («deve essere incisivo»). Sull’idea di un intervento si è detto d’accordo il leader della Lega Matteo Salvini ma aggiunge la pace fiscale. «Serve un concordato fiscale, un patto fiscale tra cittadini, Equitalia e Agenzia delle Entrate - ha detto il leader della Lega a margine del convegno - perché ci sono 15 milioni di italiani in ostaggio dell’Agenzia delle Entrate e di Equitalia che dopo due anni di pandemia e con una guerra in corso non ce la fanno».

«Tutti qui hanno affermato che sono d’accordo sul taglio del cuneo fiscale, ed io sono contento. E quindi lunedì mi aspetto che questa cosa venga fatta». Il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, lo sottolinea chiudendo il convegno dei Giovani Imprenditori a Rapallo dove, tra ieri ed oggi, sono intervenuti sei leader di partito.

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Bonomi errori negli ultimi anni, da reddito a quota 100

Chiudendo il convegno il leader degli industriali ha detto: «Avevamo chiesto una legge di bilancio che avesse una stella polare: la crescita. Purtroppo così non è stato e credo che abbiamo commesso degli errori come Paese e li abbiamo commessi negli ultimi anni perché se guardiamo quali sono stati gli interventi di finanza pubblica negli ultimi tre anni sono stati interventi che non hanno avuto come stella polare la crescita».

Bonomi ha accennato quindi al reddito di cittadinanza: «Lo abbiamo sempre detto, come strumento di contrasto alla povertà è fondamentale, corretto, giusto, ma non abbiamo mai condiviso le politiche attive del lavoro in quel provvedimento ritenendole fin dall’inizio fallimentari». E «oggi ci troviamo che il ministro del lavoro deve trovare lavoro ai famosi navigator che erano stati presi per trovare lavoro a chi il lavoro non ce l’aveva. Una apoteosi. Peccato che quella manovra c’è già costata 20 miliardi e ci costerà 10 miliardi anche per quest’anno».

Poi, quota 100: «Al 2028 ci costerà 30 miliardi di spesa previdenziale aggiuntiva ma non è tanto per la spesa quanto perché non ha ottenuto quell’effetto che ci aspettavamo, l’effetto di un prepensionato e quattro nuovi lavoratori. L’effetto è stato di 0,4». Poi, «i bonus edilizi giustamente sono andati a intervenire su un settore che erano decenni che stava soffrendo ma le cui risorse sono state prese sottraendole ai pochi strumenti di politica industriale che aveva questo paese: è stata depotenziata industria 4.0, è stato cancellato il patent box, e gli effetti distorti di questo provvedimento oggi sono su tutti i giornali: truffe».

Bonomi incontra i leader politici, priorità cuneo e energia

Il convegno dei Giovani Imprenditori di Confindustria è anche l’occasione per uno scambio di idee riservato tra il presidente di Confindustria e i leader dei partiti intervenuti. Carlo Bonomi ha ricevuto personalmente Giorgia Meloni e Antonio Tajani venerdì 24 giugno, Enrico Letta, Matteo Salvini, Matteo Renzi (Giuseppe Conte è invece intervenuto in videocollegamento) sabato 25 giugno: con tutti c’è stato il tempo per una breve chiacchierata in una sala riservata. Sul tavolo, da quanto trapela, tra un caffè e la semplice cortesia di ospitalità, ci sarebbe stato spazio anche per un veloce confronto sui temi caldi del pressing di Confindustria su Governo e politica, a partire proprio dalla proposta per un taglio del cuneo contributivo da 16 miliardi che vada per due terzi a vantaggio dei salari dei lavoratori e per un terzo ad alleggerire il costo del lavoro per le imprese. E sull’emergenza energia, per l’impatto dell’impennata di costi su imprese e crescita, e per il tema di come garantire le forniture del gas e come contenerne il prezzo con un price cap o con una piattaforma di mercato regolamentata a livello europeo.

Letta: su tetto del gas bicchiere mezzo vuoto

Parlando di retribuzioni e lavoro Letta ha sottolineato che «esiste un’importante parte che non ce la fa: è un interesse di tutti aiutarla. Ma non confondere questa scelta con le politiche lavorative che devono essere incentivanti». Il segretario del Pd ha parlato anche di Pnrr: a noi dell’Europa meridionale «ci considerano meno credibili perché abbiamo un debito alto e per come come usiamo i fondi europei» e invece «ora abbiamo il più grande investimento di lungo periodo per l’Italia. Abbiamo parlato fin troppo di Pnrr. Ora utilizziamo bene quei fondi, altrimenti i nord europei faranno quello che hanno fatto ieri».

Quanto all questione energetica Letta ha riconosciuto che «sul tetto del gas oggi il bicchiere è mezzo vuoto perché il tema di fondo è la necessità di una decisione comune, forte, europea. La questione del tetto del gas rimane tutta aperta, ci sono le condizioni però non bisogna perdere tempo quindi dobbiamo continuare il pressing molto positivo che Draghi ha portato avanti sui Paesi del Nord Europa e bisogna convincere i tedeschi soprattutto che questa volta intervenire dopo, come fatto in passato, sarebbe un errore. Bisogna intervenire preventivamente. Noi sosteniamo la linea di Draghi».

Conte: taglio cuneo fiscale incisivo

Il taglio del cuneo fiscale, per Conte, deve essere «incisivo»: «È l’unica soluzione adesso per contrastare la perdita del reale potere d’acquisto del ceto medio, dobbiamo intervenire con un’incisiva riduzione del cuneo fiscale» ha affermato il presidente del Movimento 5 stelle, parlando in collegamento con il convegno dei Giovani imprenditori in corso a Rapallo. L’ex premier ha risposto alla domanda sull’impatto per il governo della scissione del M5S con l’uscita di Luigi Di Maio: «Per quanto ci riguarda il governo continuerà ad essere sostenuto in modo leale e corretto guardando negli occhi sia i componenti del governo sia il paese. Noi continueremo a fare il nostro lavoro, e confidiamo che il governo possa rendersi conto della gravità della situazione, ma soprattutto si renda conto che questa è una fase di emergenza perché la guerra sta portando una grave recessione economica. L’ho detto a Draghi all’inzio di febbraio che più del problema del riarmo doveva starci a cuore il sostegno a famiglie e imprese».

Salvini: sul superbonus la parola data va mantenuta

«Sul bonus 110%: non puoi approvare una legge, finanziarla, e poi a metà strada dire alle imprese che i soldi non ci sono più. La parola data va mantenuta altrimenti rischiano di fallire migliaia di imprese» a dirlo è stato il leader della Lega Salvini a margine del convegno dei Giovani di Confindustria in corso a Rapallo commentando la bocciatura da parte della Corte dei Conti dei bonus varati dal Governo. «Per me la priorità è il lavoro e sono qui a parlare di lavoro, di aumento degli stipendi e delle pensioni, di blocco del prezzo della benzina, della luce e del gas. Lascio a Letta le polemiche, gli abbracci con Conte, lo ius soli, il ddl Zan, la legge elettorale. Per la Lega la priorità adesso e nei prossimi mesi è il lavoro».

Renzi: Salvini e Conte hanno distrutto economia

«Tutti parlano, quando è toccato a noi lo abbiamo fatto. Quando noi siamo stati al governo sono arrivati gli 80 euro, è arrivata l’abolizione Irap oltre ad altre misure per il taglio del costo del lavoro. Sarebbe interessante chiedere a tutti quelli che fanno promesse cosa hanno fatto prima: Salvini con quota 100 ha distrutto un pezzo di economia, Conte l’ha distrutta tutta con il reddito di cittadinanza» è stato il commento di Matteo Renzi, a margine del convegno a Rapallo.

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