PROVVEDIMENTO DELLE ENTRATE

Fisco, meno care le cartelle di pagamento versate in ritardo


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Dal 1° luglio il ritardo nel versamento delle cartelle di pagamento costerà un po’ di meno. Un provvedimento del direttore dell'Agenzia delle Entrate pubblicato oggi porta infatti dal 3,01% - stabilito dal precedente provvedimento del 10 maggio 2018 – al 2,68% il tasso annuo per gli interessi di mora dovuti in caso di versamento oltre i 60 giorni dalla notifica.

Che cosa sono gli interessi di mora
Chi riceve una cartella di pagamento e non effettua il versamento entro 60 giorni dalla notifica è tenuto a pagare gli interessi di mora. Secondo quanto prevede l’articolo 30 del Dpr n. 602/1973, gli interessi sono dovuti sulle somme iscritte a ruolo – esclusi gli importi relativi a sanzioni e interessi - e si calcolano sui giorni di effettivo ritardo. La misura degli interessi di mora viene determinata annualmente con un provvedimento del direttore dell'Agenzia delle Entrate, che tiene conto della media dei tassi bancari attivi stimati dalla Banca d'Italia.

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Dopo l'altalena degli anni scorsi, con gli interessi di mora un anno ridotti, un altro anno aumentati, è dal 1° ottobre 2013, con la misura fissata al 5,2233% annuo, che sono stati sempre ridotti, passando al 5,14% dal 1° maggio 2014, al 4,88% dal 15 maggio 2015, al 4,13% dal 15 maggio 2016, al 3,50% dal 15 maggio 2017, per ridursi al 3,01% a partire dal 15 maggio 2018.

Il nuovo tasso è dovuto da chi paga in ritardo le somme chieste con le cartelle di pagamento, che così diventeranno più “leggere”. Il provvedimento è previsto dall'articolo 30 del decreto sulla riscossione (Dpr 602/1973). Questa norma stabilisce che, decorso inutilmente il termine di 60 giorni dalla notifica della cartella, sulle somme iscritte a ruolo si applicano, a partire dalla data della notifica della cartella e fino alla data del pagamento, gli interessi di mora al tasso determinato annualmente con riguardo alla media dei tassi bancari attivi.

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