Il libro blu dell’Adm

Fisco, Minenna: «Serve un testo unico per un’authority al passo coi tempi. Nell’anno del Covid gettito da oltre 62 miliardi»

Il contributo maggiore arriva dalle accise su prodotti energetici e alcolici (29 mld), seguito dai tabacchi (14 mld). In forte calo la raccolta dei giochi per la chiusura dei punti fisici

di Nicoletta Cottone

(AdobeStock)

4' di lettura

«Anche in un anno particolare come quello della pandemia, raccolta di oltre 60 miliardi di euro di gettito erariale». Lo ha detto il direttore generale dell'Adm Marcello Minenna, presentando i dati del “Libro Blu 2020” dell’Agenzia, il report annuale che illustra i risultati operativi conseguiti dall’Agenzia delleaccise, dogane e monopoli (Adm) e delle azioni messe in campo negli ambiti di competenza. Il presidete della Camera Roberto Fico ha chiesto a Governo e Parlamento di valutare «una riforma organica di giochi e scommesse».

Nelle casse dello Stato oltre 62 miliardi

Lo scorso anno l'Asm ha riscosso e versato alle casse dello Stato 62,39 miliardi. Solo dalle accise sui prodotti energetici e sugli alcolici sono arrivati 29,1 miliardi. Cifra che va sommata al contributo che giunge dalle accise e dall’Iva sui tabacchi: 14,06 miliardi. Il contributo all’Erario da attribuire al settore dei giochi è invece pari a 7,24 miliardi di euro. A queste voci si aggiungono infine i diritti doganali, per un valore di 11,9 miliardi di euro (tra dazi e l’Iva sulle importazioni).

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Minenna: «Serve un testo unico, nella logica di modernità e semplificazione»

L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli «si sta misurando con la Brexit, la guerra dei dazi, la via della Seta, la logistica. Quello che era vero nel 2000 oggi è completamente falsificato. Serve un’evoluzione organizzativo verso un modello di autorità che sia al passo coi tempi», ha detto Marcello Minenna, direttore generale dell’Adm, nel concludere la presentazione del ’Libro Blu 2020’. «Noi - ha ricordato - siamo regolati da oltre 3.500 norme. Serve razionalizzazione, semplificazione, un testo unico. Avere regole chiare è il primo strumento di vigilanza. L’agenzia ha reagito con forte dinamismo e con la capacità di innovare le procedure, ma serve mettere mano all’ordinamento in logica modernità e semplificazione».

Ruolo nevralgico per la tutela della salute

«Quando, il 31 gennaio 2020, sono stato nominato direttore generale dell'Agenzia delle Accise, dogane e monopoli sapevo di iniziare una sfida importante per il Paese; non potevo immaginare il ruolo nevralgico che l'Agenzia avrebbe rivestito per la tutela della salute, la sicurezza dei cittadini e il contrasto ai gravi reati in materia di traffico di merci e di valuta derivati dell'emergenza pandemica», ha sottolineato Minenna.

In lieve aumento il gettito del comparto tabacchi

Nel 2020 il gettito del comparto dei tabacchi registra un lieve incremento rispetto al 2019, attestandosi a 14,06 miliardi di euro. Nel libro blu si legge che il 90,12% delle accise e l’84,78% dell'Iva è generato dal consumo di sigarette. L'imposta di consumo, pari allo 0,43% del gettito totale, deriva dalla fiscalità su accessori ai prodotti da fumo e prodotti liquidi da inalazione.

Giochi, in forte calo la raccolta

Nel 2020, tutti i valori del settore Giochi hanno registrato una forte diminuzione rispetto al 2019, calo legato soprattutto alla situazione di emergenza sanitaria da Covid-19: -20,05% per la raccolta, -17,24% per le vincite, -33,23% per la spesa e -36,27% per l'Erario. A pagare maggiormente è stata la riduzione della Raccolta del gioco fisico, pari a -47,2%, dovuta principalmente alla chiusura dei punti gioco sul territorio per un arco temporale di circa 5 mesi durante l'emergenza sanitaria. Conseguentemente, la raccolta del gioco a distanza è aumentata del 35,25% rispetto al 2019, con un incremento di oltre il 30% del numero dei conti di gioco aperti durante l'anno. Tuttavia, il netto spostamento dei volumi di gioco dal canale fisico a quello telematico, non è riuscito a controbilanciare la contrazione della raccolta in valore assoluto, determinando una forte riduzione del gettito erariale.

Tra aprile e dicembre 2020 sdoganati 7,75 mld beni contro virus

Nel corso del 2020, l’agenzia, in un contesto economico-produttivo di particolare criticità, ha svolto un ruolo cruciale per il presidio della legalità e della sicurezza nel commercio internazionale, garantendo la celerità delle operazioni doganali dei cosiddetti ’beni Covid-19’, beni necessari per il contrasto alla diffusione del Covid-19. L’ Adm ha adottato ogni azione utile allo sdoganamento diretto e celere di tali beni. Nel periodo compreso tra aprile e dicembre 2020, si legge nel Libro blu, l'Agenzia ha sdoganato 7,75 miliardi di beni Covid-19 per un valore complessivo di 3,10 miliardi di euro. In particolare sdoganate 3.760.371.860 mascherine, 3.895.910.993 guanti, 54.760.408 igienizzanti, 35.038.581 dispositivi per la protezione del volto, 946.321 dispositivi per la protezione del corpo e 4.775 strumenti di terapia intensiva. Interessante il dato della provenienza: il 45.10% dei beni, per valore delle merci, proveniva dalla Cina; il 29.72% dalla Svizzera, il 9.73% dagli Usa, il 3.98% dalla Malesia, il 2.49% dalla Turchia, l’1.15% dall’India, l’1.12% dal Regno Unito e lo 0.77% dal Vietnam.

Requisiti 53 milioni beni contro virus

Nel corso del 2020, l’agenzia, come disposto dal Commissario Straordinario all'emergenza, si è adoperata per l'acquisizione di presidi sanitari utili a fronteggiare l'emergenza sanitaria, requisendo più di 53 milioni di beni Covid-19 destinanti a soggetti pubblici e a strutture ospedaliere.

Sequestrate oltre 6.800 tonnellate materiali, oltre 95% nei porti

Nel corso del 2020 l’attività di contrasto del fenomeno del traffico transfrontaliero di rifiuti, falsamente dichiarati come materie prime, ha portato l’Agenzia delle dogane al sequestro di 6.873,78 tonnellate di materiale su un totale di 7.312,758 tonnellate (94 per cento). Nel ’Libro Blu 2020’ dell’Adm si legge che il 95,74% dei rifiuti è stato intercettato nei porti, appena lo 0,92% alla frontiera, mentre una percentuale minima dello 0,12% ha riguardato gli aeroporti. Il restante, pari al 3,21%, ha riguardato dogane interne non collocate in prossimità di porti, aeroporti e valichi di frontiera. Registrate 541 schede di sequestro principalmente sulle rotte che hanno coinvolto i porti di Genova, Salerno e Gioia Tauro, bloccando alcune importanti catene di smaltimento illecito. Nella maggior parte dei casi le esportazioni illecite di rifiuti avvengono tramite l'utilizzo di voci di copertura per eludere o aggirare i controlli presso gli spazi doganali nazionali. Posti sotto sequestro 22,96 milioni di beni Covid-19, soprattutto mascherine e guanti, destinati a soggetti pubblici e a strutture ospedaliere, anche grazie all'impiego dei laboratori chimici.


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