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Fisco nuovo fronte nella maggioranza: cosa prevede la norma sul Catasto

Il Centrodestra teme una patrimoniale. Il Centrosinistra difende la norma. Il governo studia un modo per non aumentare le tasse

di Andrea Marini

Via alla riforma fiscale: le novità su catasto, Iva e taglio dell'Irpef

3' di lettura

La riforma del catasto, prevista dalla legge delega fiscale, si annuncia come uno dei prossimi principali punti di attrito nella maggioranza: il centrodestra chiede di cancellare e il centrosinistra di mantenere o rafforzare. Già dalle prossime settimane i partiti che sostengono il governo di Mario Draghi dovrà entrare nel merito della discussione sulla delega fiscale, che fin qui in commissione Finanze alla Camera ha visto solo le schermaglie iniziali con la presentazione degli emendamenti.

Cosa prevede l’articolo 6

L'articolo 6 della legge prevede la delega al Governo per l'adozione di norme per modificare il sistema di rilevazione catastale degli immobili, prevedendo nuovi strumenti da porre a disposizione dei comuni e all'Agenzia delle entrate, con l’obiettivo di facilitare l’individuazione e il corretto classamento degli immobili. La norma indica i principi e i criteri direttivi che dovranno essere utilizzati per l'integrazione delle informazioni presenti nel catasto dei fabbricati (da rendere disponibile dal 1° gennaio 2026). Tali informazioni non dovranno essere utilizzate per la determinazione della base imponibile dei tributi derivanti dalle risultanze catastali né per finalità fiscali.

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I principi e criteri direttivi

In particolare all'unità immobiliare andrà attribuito un valore patrimoniale e una rendita attualizzata, rilevati in base ai valori di mercato, anche attraverso meccanismi di adeguamento periodico. Per le unità immobiliari riconosciute di interesse storico o artistico sono, inoltre, da introdurre adeguate riduzioni del valore patrimoniale medio ordinario considerati i più gravosi oneri di manutenzione e conservazione. Tali informazioni non dovranno essere utilizzate per la determinazione della base imponibile dei tributi derivanti dalle risultanze catastali né, comunque, per finalità fiscali.

Nuovi strumenti per comuni ed agenzia delle Entrate

Occorrerà prevedere strumenti, a disposizione dei comuni e dell’agenzia delle Entrate, per facilitare e accelerare l’individuazione e,eventualmente, il corretto classamento delle seguenti categorie:
1)  gli immobili attualmente non censiti o che non rispettano la reale consistenza di fatto, la relativa destinazione d’uso ovvero la categoria catastale attribuita
2) i terreni edificabili accatastati come agricoli
3) gli immobili abusivi, individuando specifici incentivi e forme di valorizzazione delle attività di accertamento svolte dai comuni in questo ambito, nonché garantendo la trasparenza delle medesime attività
Poi bisognerà prevedere strumenti e modelli organizzativi che facilitino la condivisione dei dati e dei documenti, in via telematica, tra l’Agenzia delle entrate e i competenti uffici dei comuni nonché la loro coerenza ai fini dell'accatastamento delle unità immobiliari.

Cosa chiede la Ue

Alcuni documenti del Consiglio dell'Unione europea e di istituzioni internazionali hanno più volte invitato l’Italia a spostare la pressione fiscale dal lavoro, riducendo le agevolazioni fiscali e riformando i valori catastali non aggiornati nonché a contrastare l’evasione fiscale in particolare nella forma dell’omessa fatturazione, potenziando i pagamenti elettronici obbligatori (Raccomandazioni all'Italia 2019) e concentrare gli investimenti sulla transizione verde e digitale (Raccomandazioni 2020).

L’obiettivo del governo

Obiettivo non facile del governo sarà quello di attuare la riforma a invarianza di gettito che, secondo le intenzioni dei tecnici del ministero dell’Economia, dovrebbe tradursi in una redistribuzione del carico fiscale sulla casa adeguando le rendite ai valori di mercato ma senza far crescere l'importo complessivo delle tasse sul mattone. E senza toccare la prima casa. Anche perché la Lega ha già parlato di una “patrimoniale sulla casa”. Il premier Mario Draghi ha cercato di spiegare che con la revisione della rendita catastale è stata fatta «un’operazione di trasparenza per riequilibrare il carico fiscale. Ci sono tante persone che pagano troppo e tante che pagano meno di quello dovuto».

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