ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùl’iniziativa giallo-verde

Fisco, nuovo step di semplificazioni: addio dati doppi e tempi più certi

di Valentina Maglione


Il Fisco non chiederà più i dati che già ha, come scontrini di farmaci o rette di asili nido

3' di lettura

Nullo l’avviso di accertamento senza invito al contraddittorio. No alle richieste del Fisco di dati già presenti nell’anagrafe tributaria. Obbligo per l’amministrazione di diffondere i modelli dichiarativi e le circolari almeno 60 giorni prima del termine dell’adempimento a cui si riferiscono. Pubblicazione online di tutte le delibere relative ai tributi locali. Sono questi i principali colpi inferti alla complessità del sistema fiscale dalla proposta di legge (atto Camera 1074) presentata da Carla Ruocco (M5S) e da Alberto Gusmeroli (Lega), rispettivamente presidente e vicepresidente della commissione Finanze della Camera.

DIECI ANNI DI INTERVENTI

Alcune tra le semplificazioni varate negli ultimi anni

DIECI ANNI DI INTERVENTI

Il testo, licenziato la settimana scorsa in commissione e da oggi all’ordine del giorno per l’esame dell’assemblea, dedica la prima parte alle misure di semplificazione fiscale per poi passare a occuparsi di settori diversi, dai canoni di affitto non percepiti agli incentivi per gli esercizi commerciali nei piccoli centri. Dopo mesi di parole sull’ipotesi di introdurre la flat tax, è comunque questa la prima mossa più concreta in ambito fiscale fatta dai giallo-verdi.

Gli interventi
Con questo progetto M5S e Lega si mettono in scia con gli esecutivi e le maggioranze che si sono succeduti negli ultimi anni: tutti hanno aperto il cantiere delle semplificazioni, mettendo a segno delle misure che hanno snellito alcuni adempimenti senza avere, però, l’ambizione di rivedere il sistema nel suo complesso.

Gli interventi ora all’esame dell’Aula della Camera sono comunque salutati dagli operatori con «apprezzamento», come ha scritto nei giorni scorsi in una nota Massimo Miani, presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti. Miani parla di misure «di sicura utilità per il sistema fiscale del nostro Paese». A partire, rileva, dall’invito al contraddittorio preventivo che il Fisco dal 1° luglio 2010 dovrà notificare prima di emettere un avviso di accertamento (anche se restano esclusi gli accertamenti parziali).

Non solo. I commercialisti apprezzano anche il tentativo di «sburocratizzare una serie di adempimenti», dice Gilberto Gelosa, consigliere delegato alla fiscalità. Gelosa pensa soprattutto alla possibilità per gli operatori di ricevere una delega unica, valida tre anni, a trasmettere alle Entrate più dichiarazioni e alla pubblicazione, dal 2020, sul sito del ministero dell’Economia di tutte le delibere che riguardano i tributi locali.

Nella proposta di legge trova spazio anche una norma che vieta all’amministrazione di chiedere ai contribuenti, in sede di controllo formale della dichiarazione dei redditi, informazioni reperibili nell’anagrafe tributaria. Sempre nell’ottica di migliorare la collaborazione tra Fisco e contribuente, si prevede che l’amministrazione finanziaria metta a disposizione modelli dichiarativi, istruzioni e circolari almeno 60 giorni prima della scadenza dell’adempimento.

Inoltre, al momento della proroga dei contratti di locazione, viene cancellato l’obbligo di confermare l’opzione per la cedolare secca; si tratta di un onere già attenuato a dicembre 2016, quando si era previsto che la dimenticanza non provocasse la perdita della “tassa piatta” ma fosse sanabile con una sanzione di 100 euro (50 se pagata in 30 giorni).

Le misure «uscite» e quelle in arrivo
La proposta di legge ha già perso per strada alcuni interventi contenuti nella versione iniziale. Si tratta, ad esempio, della riduzione delle sanzioni per gli errori di fatturazione elettronica commessi fino a fine anno, il primo della sua applicazione.
Altre misure potrebbero essere imbarcate nella proposta di legge durante il passaggio in Aula. Come la definizione di autonoma organizzazione e l’esenzione dall’Irap per le piccole partite Iva, finora bloccate dal costo, di poco superiore ai 100 milioni. E il riordino dei termini dell’assistenza fiscale, con un meccanismo che obblighi i Caf a liquidare i 730 nei 15 giorni successivi alla sua ricezione per evitare di allungare i termini per i rimborsi a dipendenti e pensionati.

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