l’analisi

Fisco, il pericolo di effetti distorsivi

di Maria Carla De Cesari


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1' di lettura

Il rischio che si moltiplichino “artificiosamente” le partite Iva, valorizzando il premio fiscale, è stato sottolineato più volte. Con i dati resi noti ieri dal ministero dell’Economia sull’andamento delle nuove partite Iva nel primo trimestre si ha una prima, provvisoria, conferma.

L’obiettivo di ridurre le tasse sul lavoro è sacrosanto ma i modi in cui è stata congegnata la flat tax (per il 2019, il 15% di imposta sostitutiva fino a 65mila euro di ricavi o compensi, quindi solo per il lavoro autonomo) possono alimentare effetti distorsivi nel mercato del lavoro: incentivo drogato al passaggio da dipendente ad autonomo (nonostante ci siano alcuni limiti), concorrenza falsata tra autonomi forfettari e non.

Da ultimo, la disuguaglianza tra contribuenti in base all’origine del reddito, almeno in attesa di una riforma complessiva.

Elsa Fornero, l’autrice della riforma delle pensioni “lacrime e sangue”, combatté con ostinazione la proliferazione delle false partite Iva.

Oggi, paradossalmente, quel rischio non sembra più mettere in allarme il legislatore.

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