verso la manovra

Fisco, ripartono le semplificazioni: e-fattura ed esterometro sotto esame

La nota di aggiornamento al Def promette un collegato alla manovra su riordino e semplificazioni del sistema fiscale. Da Confindustria-Cndcec una serie di proposte per snellire gli adempimenti a carico di professionisti e imprese

di Marco Mobili e Giovanni Parente


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(Agf Creative)

3' di lettura

Se si chiede a un imprenditore e al suo consulente che cosa non funziona nel fisco italiano la risposta è una sola e coincidente: è troppo oneroso, complicato e non garantisce quella certezza delle regole necessaria per pianificare anche il minimo investimento. Partendo dal presupposto che allo stato attuale abbassare le tasse resta ancora una volta una promessa per il futuro, imprese e professionisti chiedono al Governo e Parlamento di riaprire almeno il cantiere delle semplificazioni fiscali per non aggiungere al carico di tasse anche gli oneri da adempimento. L’assist arriva anche dalla nota di aggiornamento al Def, in cui nella lista dei 22 disegni di legge da “collegare” alla prossima manovra ne è citato uno dedicato alla semplificazione e al riordino del sistema fiscale.

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Gli adempimenti Iva: dall’esterometro alla fattura elettronica
In questo scenario si inserisce il documento di oltre 100 pagine (sarà presentato mercoledì 9 ottobre a Roma dalle ore 15 presso a Sala del Refettorio di Palazzo San Macuto in via del Seminario 76) in cui Confindustria e Consiglio nazionale dei dottori commercialisti (Cndcec) hanno messo a punto un serie di misure che potrebbero essere adottate in tempi rapidi per facilitare la vita a chi vuole fare impresa in Italia e a chi è chiamato ad assisterli.

Il fronte dell’Iva e degli adempimenti legati alla fatturazione elettronica sono quelli più battuti. A partire dall’esterometro: la trasmissione dei dati delle operazioni con soggetti non residenti, oggi mensile, per i diretti interessati dovrebbe diventare annuale. Per l’e-fattura la proposta lanciata al Governo è quella di estendere a tutto il primo anno di applicazione la moratoria delle sanzioni e allo stesso tempo si chiede una maggiore flessibilità sul termine di emissione della fattura elettronica fissandolo al dodicesimo giorno del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione.

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Split payment da superare
Doppia mossa invece sullo split payment. A testimoniare che si tratta di una vera e propria anticipazione di liquidità da parte delle imprese sono i dati riportati nel rapporto sull’economia non osservata allegata alla Nadef: nel 2017 lo stock dei crediti d’imposta maturati dai contribuenti Iva ha toccato i 4,5 miliardi di euro trainato proprio dal meccanismo della scissione contabile. Con l’obbligo generalizzato della fattura elettronica si potrebbe, dunque, eliminare il meccanismo ritenuto «ridondante e di scarsa utilità». In attesa di ciò, le imprese e i professionisti chiedono il recupero integrale del credito Iva generato dal meccanismo, cancellando il limite di 700mila euro alle compensazioni di crediti e contributi.

Il reddito d’impresa
Per quanto riguarda il reddito d’impresa e l’Ires, le proposte di semplificazione vanno da una maggiore deducibilità degli interessi passivi dei beni merce a quella dei mezzi di trasporto e dei telefoni cellulari. Ma c’è anche la richiesta di rivedere l’opzione per il riallineamento delle divergenze fiscali e civilistiche con l’adozione dei principi contabili internazionali.

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Autotutela con obbligo di risposta in tempi certi
Nutrito poi il pacchetto relativo ad accertamento, contenzioso e istituti deflattivi. Confindustria e commercialisti chiedono di prevedere la possibilità di ravvedimento per i tributi locali anche oltre la scadenza per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno di commissione della violazione, di fatto allineando la disciplina a quella dei tributi erariali. Allo stesso tempo si punta a rafforzare lo strumento dell’autotutela, con cui il contribuente chiede in via amministrativa e precontenziosa l’annullamento di un atto di accertamento, con la proposta di introdurre un termine entro il quale il Fisco sia tenuto a pronunciarsi con un atto motivato.

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Le richieste di ritocchi sulle compensazioni
Proposti ritocchi anche sulle compensazioni, come l’innalzamento da 1.500 a 5mila euro dell’importo in base al quale la presenza di somme scadute e iscritte a ruolo non consente la compensazione e l’abolizione della sospensione di 30 giorni in cui l’agenzia delle Entrate può effettuare controlli sull’utilizzo di crediti in compensazione nel modello F24.

LA MOLE DI DOCUMENTI TELEMATICI

Gli invii e i documenti pervenuti all’Agenzia attraversi i canali Entratel e Fisconline (* dato aggiornato al 2 ottobre) (Fonte: statistiche agenzia delle Entrate)

LA MOLE DI DOCUMENTI TELEMATICI
L’INTERPRETAZIONE DELLE NORME

I documenti di interpretazione pubblicati dall’agenzia delle Entrate (* la pubblicazione sul sito istituzionale delle Entrate avviene per le risposte fornite dal 1° settembre 2018; ** dato aggiornato al 4 ottobre - Fonte: elab. su dati agenzia delle Entrate)

IL CONFRONTO

Il numero di versamenti di imposte e contributi e il tempo necessario per gli adempimenti per un'impresa di medie dimensioni. (* Il tempo necessario per preparare, archiviare e pagare (o trattenere) l'imposta sul reddito delle società, l'imposta sul valore aggiunto o sulle vendite e le imposte sul lavoro, comprese le imposte sui salari e i contributi sociali - Fonte: Paying taxes 2019 - Banca mondiale)

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