LA SCADENZA DEL 28 SETTEMBRE

Fisco, sanzioni «soft» sul primo invio dello spesometro

di Federica Micardi

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(Sintesi Visiva)


2' di lettura

Mano leggera sul primo invio dello spesometro. A dirlo al Sole 24 Ore è il viceministro all’Economia, Luigi Casero, alle prese in questi giorni con le criticità emerse durante gli invii. «Siamo in contatto quasi quotidianamente con il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili, che è il nostro referente per la categoria su diversi temi fiscali. In questi giorni sullo spesometro in particolare – racconta Casero – proprio per essere informati in tempo reale sulle difficoltà di applicazione di questo nuovo strumento.

Grazie alle segnalazioni che ci hanno fatto abbiamo messo in atto correttivi, per esempio sugli errori bloccanti». Alla luce di queste difficoltà il Mef ha chiesto all’agenzia delle Entrate di considerare questo primo invio dello spesometro sperimentale. In pratica l’errore non doloso e non voluto verrà pesato tenendo conto del fatto che si tratta di una prima applicazione. L’invio “a regime” sarà, quindi, quello di marzo. Mef e Agenzia delle Entrate sono consapevoli delle difficoltà oggettive, in parte dovute a problemi tecnologici dello strumento; un esempio recente delle difficoltà di invio è stato il blocco dei server durante l’invio delle liquidazioni trimestrali Iva del 18 settembre.

La collaborazione tra Consiglio nazionale dei commercialisti e Mef riguarda diversi fronti. Un tema è la revisione legale, in particolare: la gestione del Registro, e su questo Casero si dice aperto a qualsiasi soluzione purché sia ottimale al sistema, e la formazione. «La revisione legale - spiega Casero - è una leva su cui intendiamo puntare per far salire il livello di qualità delle aziende».

Altra questione è la fatturazione elettronica: «Stiamo definendo le procedure e il ruolo che possono giocare i commercialisti - anticipa Casero - in questo processo di modernizzazione del sistema». Anche l’antiriciclaggio vede un costante scambio, tra professionisti - in particolare commercialisti, avvocati e notai - e il Mef. «C’è una volontà comune di definire norme di intervento - aggiunge Casero - per far sì che gli indirizzi contenuti nella norma non si traducano in meri passaggi burocratici. Quindi meno controlli sulla parte formale e più attenzione agli aspetti sostanziali».

Il Mef cerca, poi, di affrontare anche il problema split payment. «I tempi di rimborso saranno stati velocizzati di un mese - dice Casero - grazie all’efficientamento di alcune procedure di controllo in carico alla Ragioneria, ma contiamo di ridurli ulteriormente con la digitalizzazione».

Sul Pos il decreto in elaborazione prevederà l’esclusione dei professionisti associati che non hanno rapporto diretto con il pubblico. «La norma prevede l’obbligo del Pos - chiarisce Casero - se espressamente richiesto dal cliente, concetto che comunque sarà chiarito».

Tornando allo spesometro - il countdown è già cominciato - il successo di questa operazione, per il Mef, è legato alla partecipazione attiva di imprese e professionisti. A giorni arriverà un intervento focalizzato soprattutto sulle sanzioni. «Vogliamo che vengano effettuati gli invii - conclude Casero -, ma date le difficoltà emerse gli errori non dolosi saranno perdonati e stiamo intervenendo per contenere i casi di rifiuto».

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