ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùil nuovo decreto

Fisco, sospensione per tasse e pignoramenti su conti e stipendi

Allo studio la proroga della sospensione per due mesi di Iva, ritenute e contributi. Congelati avvisi bonari e accertamenti. Si lavora ad un nuovo sblocco dei pagamenti della Pa

di Marco Mobili e Gianni Trovati

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Allo studio la proroga della sospensione per due mesi di Iva, ritenute e contributi. Congelati avvisi bonari e accertamenti. Si lavora ad un nuovo sblocco dei pagamenti della Pa


3' di lettura

Stop ai versamenti di Iva, ritenute e contributi per aprile e maggio. Con uno sguardo anche su giugno, conti permettendo. Blocco dei pignoramenti dei conti correnti e del quinto dello stipendio, di avvisi bonari e accertamenti. Deroga in arrivo anche sui termini del bonus prima casa per non perdere l’agevolazione su Iva e imposta di registro. E, come richiesto da maggioranza e opposizioni, sempre più possibile lo slittamento al 2021 di sugar e plastic tax.

Il nuovo stop al fisco è un capitolo centrale per il sostegno alla liquidità delle imprese a cui sta lavorando il governo. Ma allo stesso obiettivo risponde l’idea di una nuova misura sblocca-debiti, per liberare almeno una parte delle fatture che le aziende fornitrici della Pa attendono ancora di vedersi liquidare.

La traccia dello sblocca-debiti del 2013
La traccia seguita è quella dello sblocca-debiti del 2013: un’iniezione di liquidità agli enti pubblici, sanità ed enti territoriali in primis, per consentire di pagare almeno una quota dei debiti commerciali incagliati. Le vecchie fatture valgono in complesso 37 miliardi, dicono le ultime stime Mef, ma in questo bacino quelle scadute si attesterebbero poco sotto i 30.

Il problema è quello del finanziamento. Il meccanismo potrebbe non incidere sull’indebitamento netto se il prestito fatto agli enti non amplia la loro capacità di spesa totale. In pratica, dovrebbe essere accompagnato da un obbligo di accantonamento equivalente. Il nodo, tuttavia, resta quello delle risorse, perché anche senza aumentare l’indebitamento ci sarebbe il bisogno di emettere titoli per raccogliere la liquidità necessaria ad alimentare la macchina.

Il pacchetto di stop a versamenti e adempimenti
Tornando al fisco, è ricco il pacchetto di sospensioni di versamenti e adempimenti cui sta lavorando il Governo per il prossimo decreto e che potrebbe essere già anticipato da un provvedimento a sé nel weekend o subito dopo con il piano per la liquidità alle imprese.

Non si vuole replicare la corsa allo stop di pagamenti arrivato di fatto a termini già scaduti con il Dl 17 marzo n. 18. Il decreto aprile rischia di arrivare tardi rispetto al termine del 16 aprile, scadenza per i versamenti di tasse e contributi visto che lo scostamento dal deficit per le nuove risorse non è stato ancora deciso e soprattutto non è stata ancora chiesta l’autorizzazione alle Camere.

Intanto si studiano platee e tempi per lo stop a tasse e contributi. Lo scenario rispetto alla metà di marzo con il blocco dei pagamenti fiscali e contributivi del mese scorso è completamente cambiato e la chiusura di imprese e attività riguarda ormai tutta Italia. E, ascoltando il grido di allarme lanciato da Confindustria e dal mondo delle partite Iva, la scelta di sospendere i versamenti per le filiere più colpite dall’epidemia o per volumi d’affari fino a 2 milioni di euro, come fatto con il decreto “cura Italia”, non è più replicabile.

Sospensione per le partite Iva
Per questo non si guarda più alle filiere e si lavora a una sospensione per le partite Iva e le imprese con volume di affari fino a 10 milioni e un calo del fatturato di almeno il 25 o il 33%. Percentuale quest’ultima che sarà comunque definita una volta messo a punto il quadro di intervento complessivo e la platea di partite Iva ammesse alla sospensione.

Questa volta lo stop ai pagamenti, che riguarderà anche i trimestrali Iva, sarà di almeno due mesi e quindi per aprile e maggio. Con uno sguardo anche a giugno, dove però sarà necessario tener conto dell’autotassazione.

Tra le sospensioni non considerate nel Dl di marzo da recuperare con il nuovo decreto si studia lo stop dei pignoramenti di conti correnti e degli stipendi, i prignoramenti presso terzi che rappresentano il principale strumento di riscossione coattiva di Entrate-Riscossione.

Per approfondire
Le novità allo studio nel decreto aprile
Il governo valuta se bloccare plastic e sugar tax

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