L’AUDIZIONE DI RUFFINI

Fisco, stop alla moratoria: ecco tutti gli arretrati da pagare

Non ci sono “solo” i nove milioni di cartelle da notificare, ma anche l’obbligo di riattivare i versamenti fra 130 milioni di cartelle e vari atti già consegnati a 18 milioni di contribuenti

di Marco Mobili e Giovanni Parente

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Non ci sono “solo” i nove milioni di cartelle da notificare, ma anche l’obbligo di riattivare i versamenti fra 130 milioni di cartelle e vari atti già consegnati a 18 milioni di contribuenti


3' di lettura

Non c’è solo la raffica di nove milioni di cartelle congelate dall’8 marzo scorso e pronte a partire ma scaglionate dal 16 ottobre. Lo stop alla moratoria, che non è stata prorogata nell’approvazione al Senato del decreto agosto ora al voto blindato alla Camera, porta con sé ricadute anche sull’arretrato della riscossione. Ci sono infatti «circa 130 milioni di cartelle, avvisi di addebito e avvisi di accertamento esecutivo» che compongono il magazzino residuo ancora da recuperare.

Mentre «i contribuenti con debiti residui da riscuotere sono complessivamente circa 17,9 milioni, di cui 3 milioni sono persone giuridiche (società, fondazioni, enti, associazioni, eccetera) e i restanti 14,9 milioni rappresentati da persone fisiche, di cui quasi 2,5 milioni con una attività economica (artigiani, liberi professionisti eccetera)». A ricordare l’imponenza dei crediti da riscuotere è stato il direttore delle Entrate e presidente di Agenzia Riscossione (Ader), Ernesto Maria Ruffini, durante l’audizione in commissione Finanze al Senato.

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Circa 220 milioni di crediti non riscossi

Secondo i numeri diffusi da Ruffini, sono circa 220 milioni i singoli crediti ancora non riscossi per un valore di 987 miliardi di euro. Più nel dettaglio, sono 859mila i singoli crediti oltre 100 mila euro (lo 0,4% dei 220 milioni di crediti totali) che corrispondono a 626 miliardi di euro dei 987 miliardi di euro complessivi da riscuotere (il 63% dei carichi residui). Sono, invece, 47,5 milioni i crediti con un importo residuo tra mille euro e 100mila euro che corrispondono a 305 miliardi di euro di carico residuo. Infine sono 171 milioni i singoli crediti sotto i mille euro che corrispondono al 5,6% del carico residuo (55 miliardi di euro).

In ogni caso, il numero uno di Agenzia Riscossione ha rassicurato, dopo quanto già affermato dal ministro Gualtieri, che per la notifica delle cartelle ci sarà «una ripresa progressiva» in grado di diluire e smaltire tutti gli arretrati nei mesi a venire. Ma attenzione perché «riprenderà anche l’attività ordinaria che normalmente viene svolta». Anche in previsione delle cautele e delle limitazioni imposte dall’emergenza coronavirus, si andrà verso la conferma di un modello che predilige forme di dialogo e interazione a distanza con il contribuente. L’obiettivo è evitare file e assembramenti, per questo l’accesso agli uffici sarà solo su prenotazione con una modulazione in base alle scadenze degli atti per cui i contribuenti chiedono l’appuntamento. Ma allo studio c’è la possibilità di arrivare anche a sportello web.

L’obiettivo è di recuperare 6,4 miliardi di euro

Ader deve centrare l’obiettivo di recupero di 6,4 miliardi, di cui 2,4 dalle sanatorie (rottamazioni e saldo e tralcio). «Peraltro - ha spiegato Ruffini - l’obiettivo non tiene conto dell’ulteriore riduzione della previsione di incassi attesi a 6,2 miliardi di euro» previsto dal Dl agosto, che aveva esteso la moratoria fino al 15 ottobre. Ruffini è tornato a sensibilizzare i parlamentari sulla cancellazione dei crediti inesigibili: tema su cui qualche spiraglio si potrebbe aprire qualche spiraglio tra manovra e decreto fiscale collegato in arrivo.

A tenere banco sono stati anche i temi extra riscossione. In risposta alle sollecitazioni dei senatori, Ruffini ha segnalato che l’agenzia delle Entrate sta lavorando sulla cessione dei crediti per implementare il proprio portale e consentire un riscontro ai soggetti interessati sul proprio cassetto fiscale. Infine Ruffini non chiude le porte a priori a una piattaforma più ampia sempre in tema di cessione dei crediti ma bisognerà conciliare anche altre amministrazioni coinvolte.

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