Editoriali

Fisco, tagli e investimenti per la ripresa

di Antonio Patuelli

(Comugnero Silvana - stock.adobe.com)

2' di lettura

La Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza (Nadef), appena approvata dal governo, è solida e si basa su diverse condivisibili strategie.

Tra i principali obiettivi, vi è quello di rendere la crescita economica e sociale duratura e strutturale, con misure espansive e con riforme fiscali, proseguendo massicciamente le vaccinazioni anti Covid anche come presupposto per la ripresa.

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Il quadro tendenziale della finanza pubblica indicato dalla Nadef prevede un miglioramento, cioè una riduzione, rispetto agli indicatori fortemente cresciuti nel 2020 e nel 2021, del deficit pubblico per il 2022 e anche del debito pubblico, ambedue rispetto al Prodotto interno lordo che è previsto in cospicua crescita.

Si tratta di un equilibrio complesso, che conferma certamente la sostenibilità del debito della Repubblica Italiana, e che presuppone innanzitutto una robusta e prolungata crescita.

Nel prossimo triennio, il rapporto debito pubblico\Pil dovrebbe scendere di circa dieci punti percentuali, arrivando al 143,3 % del Pil nel 2024, una cifra che, seppur ridotta rispetto agli anni precedenti, comunque sarà ancora assai rilevante. Anche in cifra assoluta il debito pubblico italiano rallenterà la sua corsa, ma continuerà ad aumentare: nel 2024 il debito pubblico italiano, cresciuto nei decenni anche prima dell’emergenza Covid, è previsto quasi raggiungere addirittura i 3mila miliardi di euro, una cifra colossale.

Insomma, più che mai nei prossimi anni, non si dovrà dimenticare che fra i presupposti del rafforzamento e del prolungamento della ripresa in Italia vi è innanzitutto l’euro che (a differenza della vecchia lira) garantisce tassi sempre bassissimi che rallentano la crescita del debito della Repubblica. Inoltre, per il risanamento della finanza pubblica, sarà indispensabile il contenimento delle spese correnti e la crescita del Pil anche superiore alle attese.

Per ciò, oltre alla tempestiva ed efficiente utilizzazione dei fondi europei per gli investimenti, l’Italia deve maggiormente attrarre gli investimenti nazionali, europei e internazionali per rendere più cospicua e prolungata la ripresa dello sviluppo e dell’occupazione.

Determinanti saranno pure i numerosi provvedimenti “collegati” alla manovra di bilancio 2022-2024 che dovranno essere varati, fra i quali innanzitutto la riforma fiscale, per rendere più eque e competitive le aliquote su lavoro e capitali rispetto alle medie europee e, conseguentemente, anche per favorire le libere e responsabili scelte dei risparmiatori verso investimenti della liquidità, possibilmente maggiormente in attività produttive.

Presidente Associazione Bancaria Italiana

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