Legge di bilancio

Fisco, sul taglio di Irpef e Irap da 8 miliardi confronto in Parlamento. Le posizioni dei partiti

Nel testo della manovra il Governo conferma il fondo ma il dettaglio dell’intervento arriverà con un sucessivo emendamento. Pd e M5S spingono per un sostegno ai redditi medio-bassi, il centrodestra e Iv chiedono un intervento a favore delle impres

Ecco la manovra 2022 da 30 miliardi: taglio delle tasse, pensioni, proroga dei bonus

4' di lettura

La legge di bilancio rinvia il nodo delle tasse: la destinazione degli otto miliardi all’anno dal 2022 per il taglio dell’Irpef e dell’Irap si deciderà nell’iter parlamentare. Le posizioni dei partiti di maggioranza sul tema sono divergenti e tempo per un accordo non c’era. Ora il confronto si sposta in Parlamento . Le posizioni partenza sono queste: da una parte il Partito democatico (e Leu) spingono per un intervento sui redditi bassi; il M5s chiede di agire sui redditi medi; il centrodestra al governo (Forza Italia e Lega) e Italia viva vogliono che si agisca anche lato imprese, a partire da un taglio dell’Irap. Spetterà al Governo trovare una sintesi da tradurre in un emendamento alla manovra.

Il Pd: «Più soldi in busta paga»

Per il Partito democratico gli 8 miliardi di taglio tasse andrebbero usati per il taglio del cuneo fiscale e per un intervento sull’Irpef. «La grande priorità è ridurre le tasse sul lavoro per spingere i contratti a tempo indeterminato. E anche aiutare le persone ad avere più soldi in busta paga» ha detto il segretario democratico Enrico Letta. Il responsabile economico del partito Antonio Misiani, ha spiegato che i democratici mirano a tutelare soprattutto famiglie e lavoratori con redditi medio-bassi, «anche perché sono i più minacciati dall’inflazione». Di qui la proposta di intervenire sull’Irpef per queste fasce di reddito e «sul cuneo fiscale per rendere più pesanti le buste paga». Per quanto riguarda le imprese il Pd pensa invece alla cancellazione del contributo Cuaf, vale a dire il contributo per gli assegni al nucleo familiare che «oggi è a carico delle imprese».

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M5S: intervento sui redditi medi

«Un intervento sull’Irpef per aiutare i redditi medi» la priorità indicata dal M5s per l’utilizzo degli 8 miliardi di euro per il taglio delle tasse nella manovra. La posizione è stata espressa dal senatore del Movimento 5 Stelle Daniele Pesco, presidente della commissione Bilancio di Palazzo Madama. «Sull’Irpef, se non si riuscirà a intervenire sulle aliquote, sarà necessaria una redistribuzione. E si deve avere anche un occhio di riguardo per i redditi più bassi - sottolinea Pesco -. E poi va fatto molto per gli autonomi: bisogna capire se la soglia dei 65mila euro per la forfettaria è da rivedere, perché è troppo penalizzante. Molti hanno difficoltà a superare i 65mila euro, allora dobbiamo trovare un sistema per farli crescere in libertà» E per le imprese? «Va fatta una serie di interventi fiscali» ha spiegato il il senatore «e sull’Irap bisogna partire almeno con una riduzione. E comunque - conclude Pesco - questo è un inizio, perché poi c’è la delega fiscale».

Salvini: attenzione a lavoro autonomo, taglio Irap

«Se guardi il mondo che ha sofferto di più è il lavoro autonomo: quindi penso a taglio Irap, alzare tetto flat tax» è la posizione espressa da Matteo Salvini. Il lader della Lega nei giorni scorsi aveva fatto sapere di lavorare «sul fronte flat tax, autonomi e partite iva e stiamo provando a convincere gli alleati di governo che il 30 novembre non può essere un giorno infernale perchè si accumulano scadenze e secondo noi è sbagliato chiedere un acconto del 50% delle tasse su quello che forse guadagnerai nel 2022.

«La Lega - ha detto il responsabile Economia del partito, Alberto Bagnai - vuole quello che ha sempre detto, cioè interventi di razionalizzazione sull’Irpef, ma in questa fase il problema da affrontare nella Legge di Bilancio è di evitare che le imprese si trovino in crisi di liquidità in occasione delle scadenze fiscali; penso alla scadenza del 30 ottobre delle cartelle esattoriali, per cui occorre pensare a una rottamazione quater” che richiede un decreto sull’aspetto del rinvio della scadenza, e delle risorse da inserire nella Legge di Bilancio».

Forza Italia: taglio tasse concentrato su cuneo

«Per Forza Italia gli 8 miliardi, che riteniamo siano ancora pochi, andrebbero concentrati sul cuneo fiscale» ha spiegato il senatore Massimo Ferro, responsabile economia di Fi. «Pensiamo che queste risorse andrebbero pensate, al di là delle tecnicalità, in favore delle imprese e dei lavoratori. Questo significherebbe più capacità per le imprese di investire, e più capacità per le famiglie di spandere, dando un aiuto ai consumi».

Italia viva: taglio tasse su Irap e su scaglione Irpef

Gli otto miliardi per il taglio delle tasse vanno concentrati sull’Irap per le società di persone e per un primo intervento sull’aliquota del 38% dell’Irpef. È la proposta di Italia Viva, illustrata da Luigi Marattin, presidente della Commissione Finanze della Camera. «Metodologicamente - osserva Marattin - qualunque sia la scelta, è importante che derivi da un percorso decisionale rapido ma condiviso tra Governo e Parlamento nell’ambito di questa sessione di bilancio». Per quanto invece riguarda il merito, Iv indica innanzi tutto un intervento di «3 miliardi per abolire l’Irap alle società di persone, ditte individuali, società di professionisti con autonoma organizzazione, autonomi non forfettari (perché i forfettari già non la pagano). A questo, si dovrebbe affiancare a parità di gettito - cioè alzando l’Ires - anche l’abolizione dell’Irap per le società di capitali».

Il secondo intervento, spiega Marattin, dovrebbe essere di «5 miliardi per un primo modulo della riforma Irpef (che non può certo dirsi conclusa con questo intervento in legge di bilancio). Negli ultimi 6 anni abbiamo avuto 16 miliardi di euro - fa notare Marattin - quasi tutti concentrati sulla fascia di reddito 8-28.000 euro. Quindi noi proponiamo che questi 5 miliardi vadano a ridurre l’aliquota del 38%, che inizia a gravare sui redditi eccedenti i 28mila euro. Ovviamente, non come intervento spot, ma come primo passo per un complessivo ridisegno dell’Irpef da operare in sede di attuazione della delega fiscale».

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