ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùNuove regole per le criptovalute

Fisco, Italia maglia nera per Iva non riscossa. Ue propone riforma, più digitale e contro frodi

La Commissione Ue propone nuove regole di trasparenza fiscale per tutti i fornitori di servizi che facilitano le transazioni in cripto-asset per i clienti residenti nell’Unione europea

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4' di lettura

La Commissione europea ha proposto oggi una serie di misure per modernizzare e migliorare il funzionamento del sistema dell’imposta sul valore aggiunto (Iva) della Ue per le imprese e renderlo più resistente alle frodi abbracciando e promuovendo la digitalizzazione. La proposta odierna mira anche ad affrontare le sfide nel settore dell’Iva sollevate dallo sviluppo dell’economia delle piattaforme.

Italia campione d’Europa, ma di evasione Iva

L’Italia, nonostante i grandi progressi degli ultimi anni è ancora campione d’Europa in termini assoluti per la mancata riscossione dell’Iva: nel 2020 il cosiddetto Tax Vat, ossia il divario tra l’Imposta dichiarata e quelka realmente versata nelle casse dello Stato è stato di 26,2 miliardi (20,8%). Si tratta di ben 12, 2 miliardi in più rispetto ai cugini Transalpini che seguono con 14 miliardi in valore assoluto (8%). C’è poi la Germania con 11,1 miliardi, pari al 4,8%. In termini percentuali l’Italia, secondo i dati resi noti dalla Commissione Europea è preceduta solo da Malta (24,1%) e dalla Romania (35,7%).La classifica, come detto, emerge dal rapporto sull’Iva pubblicato dalla Commissione europea. Nel 2019 lo scarto tra Iva riscossa e Iva attesa in Italia era stato di 31,08 miliardi (in termini assoluti, anche per quell’anno, il valore più alto) pari al 21,8%.

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Buco di 93 miliardi in Europa per l’Iva non riscossa

Complessivamente il buco per le casse dell’Unione europea sul solo fronte dell’Iva non riscossa ammonta nel 2020 a 93 miliardi di euro, sempre secondo gli ultimi dati sul divario dell’Iva pubblicati anch’essi oggi. Stime prudenti suggeriscono che un quarto delle entrate mancanti può essere attribuito direttamente alle frodi Iva legate al commercio intra-Ue. Queste perdite sono chiaramente dannose per le finanze pubbliche complessive in un momento in cui gli Stati membri stanno adeguando i bilanci per far fronte agli effetti sociali ed economici dei recenti picchi dei prezzi dell’energia e della guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina. Inoltre, il regime Iva nell’Ue può essere ancora gravoso per le imprese, in particolare per le Pmi, e per altre società che operano o stanno cercando di espandersi a livello transfrontaliero.

Gentiloni, priorità è contrasto evasione

Tra le priorità dell’Unione europea, dunque, c’è il recupero dell’evasione Iva. E questo passa anche attraverso il nuovo sistema di fatturazione elettronica, che, secondo il commissario Ue all’Economia, Paolo Gentiloni, «aiuterà gli Stati membri a recuperare fino a 11 miliardi di euro all’anno di entrate nei prossimi dieci anni: denaro che attualmente viene perso a causa della frode IVA». La proposta Ue introdurrà uno standard a livello di comunitario per la comunicazione in tempo reale delle forniture transfrontaliere, attraverso la fatturazione elettronica basata sulle transazioni. «Ciò significa, ha detto Gentiloni presentando in conferenza stampa la proposta, che ogni transazione di beni tra imprese all’interno dell’Ue dovrà essere accompagnata da una fattura elettronica, presentata alle autorità nazionali attraverso una banca dati a livello di Ue. In un colpo solo, consentirà agli Stati membri di contrastare le frodi fornendo loro le informazioni in tempo reale di cui hanno bisogno per agire su transazioni sospette. E condividendo queste informazioni, le autorità nazionali saranno in grado di cooperare in modo più efficiente».

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Più trasparenza su cripto-asset

La Commissione Ue propone nuove regole di trasparenza fiscale per tutti i fornitori di servizi che facilitano le transazioni in cripto-asset per i clienti residenti nell’Unione europea. Si tratta di integrare il regolamento sui mercati delle criptovalute (MiCA) e le norme antiriciclaggio. Attualmente le autorità fiscali non dispongono delle informazioni necessarie per monitorare i proventi ottenuti utilizzando cripto-asset, che possono essere facilmente scambiati oltre confine. Ciò limita fortemente la loro capacità di garantire che le tasse siano effettivamente pagate. Bruxelles prefigura una stretta in nome della trasparenza: tutti i fornitori di servizi di cripto-asset (in sostanza cripto-valute), indipendentemente dalle loro dimensioni o ubicazione, dovranno segnalare le transazioni dei clienti residenti nella Ue. La direttiva mira inoltre a stabilire un livello minimo comune di sanzioni per situazioni di grave non conformità, come la completa assenza di segnalazioni nonostante i solleciti amministrativi. Inoltre, la Commissione vuole estendere sia gli obblighi di segnalazione degli istituti finanziari alla moneta elettronica e alle valute digitali, sia l’ambito dello scambio automatico di informazioni per anticipare i ruling transfrontalieri utilizzati da persone facoltose.

Una sola registrazione Iva per tutta l’Unione, risparmi alle imprese per 8,7 miliardi in 10 anni

La Commissione europea, anche per contrastare forme di elusione di evasione Iva, intende introdurre un’unica registrazione Iva in tutta l’Unione. Basandosi sul modello di “sportello unico per l’Iva” già esistente per le società di acquisti online, la proposta odierna - scrive l’Esecutivo Ue in merito alla proposta delle nuove norme sull’Iva - consentirebbe alle imprese che vendono ai consumatori in un altro Stato membro di registrarsi una sola volta ai fini dell’Iva per l’intera Ue e di adempiere ai loro obblighi in materia di imposta sul valore aggiunto attraverso un unico portale online in un’unica lingua. Le stime mostrano che questa mossa potrebbe far risparmiare alle imprese, in particolare alle Pmi, circa 8,7 miliardi di euro in costi di registrazione e amministrativi in dieci anni. Ulteriori misure per migliorare la riscossione dell’Iva includono l’obbligo di “sportello unico per l’importazione” per alcune piattaforme che facilitano le vendite ai consumatori nell’Unione.

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