riabilitazione

Fisioterapista tech per la sindrome post Covid

La macchina è in grado di mappare i parametri biomeccanici del paziente

di Raoul de Forcade

 Il robot fisioterapista

2' di lettura

Un sistema robotico è in grado di aiutare anche chi soffre di sindrome post Covid-19. Si tratta di Hunova, la macchina in grado simultaneamente di mappare i parametri biomeccanici di un paziente e di trattarlo sotto il profilo riabilitativo. Il robot è stato creato e realizzato dalla genovese Movendo Technology, partecipata da Dompé holdings, dal fondatore della società, Simone Ungaro e dall’Iit, Istituto italiano di tecnologia, di cui la società è una startup, ormai divenuta un’azienda di produzione.

Hunova è stata lanciata sul mercato nel 2017 dopo più di otto anni di studi clinici e cinque generazioni di prototipi. Ora, ricorda Ungaro, ce ne sono 120 installate nel mondo (Movendo ha sedi a Genova, Monaco di Baviera e Boston) e ammonta a 12mila il numero di pazienti valutati e trattati finora.

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Il robot, prosegue Ungaro, «viene usato in neurologia, geriatria, pediatria e medicina dello sport e ha dimostrato la sua efficacia in diverse patologie, dal più semplice trauma ortopedico, alle neurodegenerazioni più complesse, ai danni spinali. È in grado anche, con un test, di predire se un anziano è a rischio di cadute e di prescrivergli un piano di allenamento o riabilitazione personalizzato per prevenirle. In Germania, Generali sta collaborando con noi per utilizzare il sistema Hunova allo scopo di espandere le proposte di assicurazione, prevenzione e assistenza nei confronti degli anziani».

Ma la macchina funzione anche per curare i danni sul fisico lasciati dal Covid. «Stiamo lavorando in questo senso – dice Ungaro – con l’ospedale Sacco di Milano. Si sta manifestando, con sempre più casi, una sindrome post Covid che dà effetti soprattutto in ambito neuromotorio. Nella prima ondata di infezioni, sembrava che distrurbi colpissero il 10-11% dei guariti dal virus. Oggi pare che solo il 20% di chi ha avuto il Covid giunga a una guarigione completa a due mesi dalla malattia, mentre l’80% continua ad avere problemi. Hunova si sta mostrando utile sia per individuare la sindrome tramite esercizi motori con la macchina, sia sul versante diagnostico. Su un paziente, infatti, la fase uno è l’analisi del problema; la fase due consiste in una terapia personalizzata, e la fase tre sarà una diagnosi predittiva: raccogliendo sempre più dati, anche perché le 120 Hunova sparse nel mondo sono in grado di “parlarsi”, noi avremo la possibilità di stabilire, tramite calcoli statistici, quanto un paziente è compromesso e in che misura potrà recuperare».

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