IL GIUDIZIO DELL’AGENZIA

Fitch conferma il rating dell’Italia a BBB

Fitch ha confermato il rating dell’Italia a BBB, con outlook negativo. Il precedente giudizio dell’agenzia risale al 22 febbraio scorso, quando aveva confermato il rating BBB, due gradini al di sopra del junk


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2' di lettura

Fitch ha confermato il rating dell’Italia a BBB, con outlook negativo. L’outlook negativo dell’Italia riflette “l’alto livello del debito pubblico”, una crescita debole e “la crescente incertezza” legata all’attuale dinamica politica. Fitch prevede per l’Italia un Pil in crescita quest’anno dello 0,1%, in rallentamento rispetto al +0,9% del 2018. Lo afferma l'agenzia di rating in una nota, stimando per il 2020 una crescita dello 0,5%. Per il 2021 è atteso invece un pil in aumento dello 0,4 per cento. Sul fronte del debito pubblico, Fitch prevede salga al 134,7% del Pil nel 2021 dal 132,2% del 2018.

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Se in Italia «dovessero esserci elezioni anticipate - prosegue Fitch - ci sono potenziali vantaggi moderati per la sostenibilità del debito nel medio termine nel caso in cui il nuovo governo sia più stabile e abbia un orizzonte più lungo»” sul fronte del bilancio e porti avanti «politiche a sostegno della crescita. Al contrario ci sono rischi al ribasso se il futuro governo dovesse optare per un disimpegno dalle regole di bilancio della Ue e se si assumesse rischi sul fronte della stabilità dei mercati finanziari».

Il precedente giudizio dell’agenzia risale al 22 febbraio scorso, quando aveva confermato il rating BBB, due gradini al di sopra del junk, la «serie B» dei rating nella quale sono relegati i debitori considerati meno affidabili e lasciando l’outlook negativo.
Il giudizio rifletteva da un lato il livello molto alto del debito pubblico e l’assenza di riforme per un aggiustamento del deficit. Pesano anche una qualità degli attivi bancari ancora debole e un tasso di crescita troppo basso.

Rischio di elezioni anticipate
Nella «pagella» dello scorso febbraio, l’agenzia era stata profetica, lasciando preasgire la rottura dell’alleanza M5S-Lega. «Le tensioni nella coalizione di governo - aveva scritto - e la possibilità di elezioni anticipate aggiungono incertezza sulle politiche economiche e di bilancio. Le differenze ideologiche tra il Movimento Cinque Stelle e la Lega probabilmente aumenteranno queste tensioni. Non ci aspettiamo che il governo italiano duri l'intero mandato e vediamo un aumento delle probabilità di elezioni anticipate dalla seconda metà di quest'anno».

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Tagliate le stime di crescita
Sempre in febbraio, Fitch aveva inoltre rivisto al ribasso le sue previsioni economiche per l’Italia: stima per il 2019 una crescita dello 0,3% del Pil (da +1,2% previsto in agosto) e dello 0,6% nel 2020. L’agenzia prevedeva un aumento del deficit al 2,3% del Pil nel 2019, contro il 2% stimato dal governo italiano, e al 2,7% nel 2020, partendo dal presupposto che non scatteranno le clausole di salvaguardia con l’aumento dell’Iva.

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Occhi puntati sul verdetto S&P a fine ottobre
Un giudizio molto atteso è quello di S&P, che arriverà il 25 ottobre, ovvero quando saranno già delineate le misure che rientreranno nella prossima manovra. Entro il 15 di quel mese, infatti, il governo dovrà trasmettere alla Commissione Ue il Documento programmatico di bilancio (Dpb) sul quale il 30 novembre Bruxelles esprimerà il parere finale. Allo stato attuale per S&P l’Italia ha un rating BBB, con outlook negativo.

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