il giudizio

Fitch conferma rating Italia BBB-, outlook stabile

Lo scorso 28 aprile, Fitch, considerando le gravi ricadute della pandemia di coronavirus sull'economia, aveva deciso di abbassare il rating “Bbb” a “Bbb-”

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Lo scorso 28 aprile, Fitch, considerando le gravi ricadute della pandemia di coronavirus sull'economia, aveva deciso di abbassare il rating “Bbb” a “Bbb-”


2' di lettura

Fitch conferma il rating dell'Italia BBB-. L'outlook è stabile. «L'elevato debito e la debole crescita strutturale continueranno a pesare sul rating» del nostro Paese, afferma Fitch, sottolineando che «le recenti iniziative dell'Ue, incluso il Recovery Plan, potrebbero limitare l'atteso deterioramento dei conti pubblici italiani dal 2021». Fitch mette quindi in evidenza come l'economia italiana ha pagato un caro prezzo a causa della pandemia, anche se con la fine del lockdown il governo ha mosso gradualmente i primi passi per aiutare la normalizzazione dell'economia.

Lo scorso 28 aprile, Fitch, considerando le gravi ricadute della pandemia di coronavirus sull'economia, aveva deciso di abbassare il rating dell'Italia da “Bbb” a “Bbb-”, appena un gradino sopra il livello junk e allineandosi alla valutazione di Moody's (”Baa3”, ultimo scalino prima dei titoli “spazzatura”), mentre S&P è leggermente più ottimista (”Bbb” con outlook negativo).

In quell'occasione Fitch aveva confermato l'outlook a stabile, cosa che solitamente indica che non arriveranno a breve ulteriori tagli, ma nulla può essere dato per scontato, visto che in passato le sorprese non sono mancate. Pochi giorni fa Fitch ha aggiornato le previsioni economiche per il nostro Paese, lasciando invariate le stime sul Pil del 2020 e migliorando quelle per il 2021.

IL RATING DELL’ITALIA

La valutazione delle agenzie

IL RATING DELL’ITALIA

Infatti, nel Global Economic Outlook del 29 giugno, Fitch ha anticipato per l'Italia una contrazione del Pil del 9,5% nel 2020 (appunto invariato rispetto alla precedente stima del 26 maggio) e un rimbalzo a +4,4% nel 2021 (meglio rispetto al +4,2% precedente). Vero è che l'Italia marcerà comunque a un passo più lento rispetto all'Eurozona, per la quale l'agenzia attende un -8% rispetto quest'anno e un +4,5% il prossimo.

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