EDUCAZIONE FINANZIARIA

Fitd, il «forziere» a tutela del tuo conto corrente

di Marcello Frisone

(Marka)

2' di lettura

Per poter lavorare in Italia, le banche devono aderire al Fondo interbancario di tutela dei depositi (Fitd), cioè lo strumento che garantisce - in caso di liquidazione coatta amministrativa o di procedura di risoluzione di un istituto di credito - ogni depositante fino a un massimo di 100mila euro. Attenzione, però: la garanzia non copre tutto. Sono coperti i risparmi depositati sul conto corrente, quelli messi nei conti di deposito, i certificati di deposito nominativi,
i libretti di risparmio nominativi e gli assegni circolari. Non sono oggetto di garanzia, invece, i depositi al portatore e gli strumenti finanziari (obbligazioni e azioni) emessi dalla banca. La garanzia del Fitd, poi, copre sia le persone fisiche sia quelle giuridiche (aziende) tranne per banche, fondi, assicurazioni, enti pubblici e quei soggetti non compresi dalla normativa antiriciclaggio.

L'importo dei 100mila euro è riferito al totale dei rapporti ammessi a garanzia intrattenuti in banca dal singolo soggetto (in pratica per ogni codice fiscale). In caso di cointestazione del conto si applica il principio di proporzionalità e partecipa al totale la sola quota parte di pertinenza. Un esempio: se il signor Rossi ha presso la stessa banca un conto cointestato con la moglie per 80mila euro (40mila a testa) e un conto personale di 90mila euro sarà esposto per 130mila di cui 30mila euro non garantiti. La moglie, invece, ha 40mila euro totalmente garantiti.

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Le risorse del fondo vengono garantite dagli istituti di credito aderenti ma con un piccolo accorgimento: più le banche sono rischiose, maggiore deve essere il loro contributo. Ma arrivati a questo punto si pone la domanda se i denari messi a disposizione del Fitd siano sufficienti. Di sicuro le risorse sono sufficienti per l'eventuale “crisi” di banche di piccole e medie dimensioni. L'obiettivo è comunque quello di evitare questa situazione e di adottare interventi prima
che si attivi la garanzia del Fitd. In questa direzione va infatti lo “schema
volontario di intervento”
previsto dallo statuto del Fitd come strumento
preventivo per la soluzione delle crisi bancarie, con un'ulteriore dotazione finanziaria.

DOMANDE E RISPOSTE

Il conto «Banco Posta» è garantito dal Fondo interbancario di tutela dei depositi (Fitd)?
Banco Posta non partecipa al Fitd, dunque i suoi depositi non sono garantiti. Il fatto però che «Banco Posta» sia controllata dallo Stato italiano (totalmente prima della quotazione in Borsa di Poste Italiane, per la maggioranza successivamente) costituisce, di per sé, una garanzia implicita per i depositanti,
Europa permettendo.

E i conti delle Banche di credito cooperativo (Bcc) sono garantiti?

Sì, non dal Fitd ma dal Fondo di garanzia dei depositanti del credito cooperativo. Funziona regolarmente ed è riconosciuto e vigilato come il Fitd.

I conti di deposito online sono garantiti?
Sì, nei limiti complessivi dei 100mila euro per istituto e per depositante. Non è lo strumento oggetto di garanzia ma la banca. Il conto deposito online va cumulato, per la definizione dell'importo garantito di 100mila euro, con tutti
i rapporti oggetto di garanzia (i certificati di deposito nominativi, i libretti di risparmio nominativi e gli assegni circolari) stipulati con lo stesso istituto che è il vero “portatore” della garanzia del Fitd.

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