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Fitto a sindacati e imprese: dialogo per modificare il Pnrr

Il ministro ha garantito «pieno coinvolgimento» delle parti sociali nel percorso che consentirà d’introdurre nuovi interventi nel Recovery. Verso un decreto legge per gli obiettivi 2022

di Giorgio Santilli

Incontro con le parti sociali.  Il ministro per gli Affari europei, la coesione e il Pnrr Raffaele Fitto

3' di lettura

«Dobbiamo evitare sovrapposizioni o, peggio, contrapposizioni tra il Pnrr e la programmazione dei fondi per la coesione, vecchia e nuova. Fra queste programmazioni stiamo creando un dialogo che non c’era». Ha esordito così il ministro per gli Affari europei, il Pnrr e ora anche il Sud, Raffaele Fitto, nel corso degli incontri che il 16 novembre ha avuto con i sindacati prima e con le rappresentanze delle imprese poi. Incontri nel corso dei quali Fitto ha messo a fuoco la strategia del governo sul Pnrr e sui fondi europei, garantendo alle parti sociali «un dialogo continuo e un livello di coinvolgimento totale» su questi temi, a partire dal percorso che porterà a modificare il Pnrr ma considerando anche misure specifiche di grande rilevanza come la riforma del codice appalti.

Le novità annunciate dal ministro

Fra le novità annunciate ieri dal ministro la probabile messa a punto di un «provvedimento» (dovrebbe essere un decreto legge) per facilitare il raggiungimento degli obiettivi Pnrr di fine anno, la volontà di intervenire sulla governance del Pnrr per dare maggiori certezze e stabilità ai funzionari che compongono le task force ministeriali, l’intenzione di mettere mano alla programmazione 2021-27 dei fondi di coesione, anche rivedendo l’accordo di partenariato «siglato sulla base di analisi del contesto economico risalenti al 2019 e quindi totalmente inattendibili rispetto alla situazione di oggi». Spiragli per il rifinanziamento nel 2023 delle compensazioni agli extracosti.

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La riprogrammazione dei fondi Ue di coesione

I primi segnali concreti del lavoro di Fitto dovrebbero arrivare però sulla riprogrammazione dei fondi Ue di coesione e sul fondo sviluppo e coesione (Fsc) 2014-2020 per cui Fitto attende entro il 21 novembre indicazioni precise da ministeri e Regioni sulle risorse non ancora impegnate. Il riferimento a un quadro unitario di programmazione impatta, nel breve periodo, soprattutto su questo versante.

Spazio a opere energetiche

Per quanto riguarda il Pnrr in senso stretto, Fitto ha confermato il disegno anticipato dal Sole 24 Ore il 10 novembre scorso: spazio a opere energetiche eliminando via via gli interventi che risulteranno irrealizzabili nei tempi previsti. Sempre in un dialogo serrato con la commissione e muovendosi all’interno del regolamento europeo. «Sul Pnrr non parleremo per opinioni, ma per numeri: questa è l’indicazione esplicita del premier», ha detto il ministro dando il segno dell’azione governativa.

Monitoraggio nel merito del singolo intervento

L’obiettivo di Palazzo Chigi resta quello di modificare il Pnrr creando spazi per «investimenti fondamentali a garantire una forte indipendenza strategica nell’energia», ma questo non avverrà con un’azione in blocco, bensì attraverso un monitoraggio «nel merito del singolo intervento».

Percorso facilitato dall’approvazione del Repower Eu

Questo percorso sarà facilitato - è la convinzione - dall’approvazione in sede Ue europea del Repower Eu, la leva «che consente di modificare il Pnrr». Per l’Italia questa partita è più complicata e al tempo stesso fondamentale perché il governo avrà a disposizione per il nuovo programma soltanto i 2,5 miliardi di quota italiana Ets, ma non intende, almeno per ora, fare ricorso alla possibilità, che pure dà lo schema di regolamento Ue, di spostare risorse oggi destinate alla Pac (agricoltura). La terza fonte di finanziamento del Repower Eu è la quota non ancora sottoscritta di debito (prestiti) previsto per il Recovery e per il Pnrr, ma, come è noto, questa quota residua per l’Italia è zero. Ecco dunque l’idea di Meloni e Fitto di recuperare risorse per il Repower, cancellando opere irrealizzabili del Pnrr d’intesa (non scontata) con la commissione.

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