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Fiume Po, un progetto contro le microplastiche

Saranno scandagliate e analizzate quattro aree del corso d’acqua a un costo ridotto (30mila euro). L’iniziativa è replicabile in tutta Italia

di Ilaria Vesentini

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(yohananegusse - stock.adobe.com)

Saranno scandagliate e analizzate quattro aree del corso d’acqua a un costo ridotto (30mila euro). L’iniziativa è replicabile in tutta Italia


2' di lettura

Conclusa in primavera la prima sperimentazione nel Grande Fiume per combattere il “marine litter” partendo dalla pesca di bottigliette, sacchetti e macroplastiche gettate nel corso d'acqua dolce più lungo d'Italia (il progetto Po d’aMare in partnership con Corepla), il Po torna sotto i riflettori per il secondo step di una iniziativa pilota, focalizzata questa volta sulle microplastiche e anticipatrice di una normativa che nel nostro Paese prevede campionamenti ancora solo nel mare e non nei fiumi.

Il campionamento delle acque
L’80% dei rifiuti marini, però, proviene dalla terra ferma e non da attività di pesca e navigazione e arriva in mare attraverso i corsi d’acqua e gli scarichi urbani, per la cattiva gestione di rifiuti urbani e industriali, la scarsa pulizia delle strade, smaltimenti illeciti. Protagonisti, sia del primo sia del secondo progetto, sono sempre l’Autorità di Bacino distrettuale del fiume Po e Aipo, l’Agenzia interregionale per il fiume Po, la struttura Daphne dell’Arpae Emilia-Romagna alleati questa volta con l’Università La Sapienza di Roma (il dipartimento di Ingegneria chimica, materiali, ambiente guidato da Silvia Serranti) per realizzare il primo campionamento e le prime analisi in Italia sulle microplastiche in acqua di fiume.

Quattro zone da scandagliare
Si chiama Manta River Project, «e permetterà di capire quanta microplastica c’è nel Grande Fiume, di che tipologia, da dove proviene, quindi chi inquina e come e dove intervenire», sottolinea il segretario dell’Autorità di bacino, Meuccio Berselli. I campionamenti sono già iniziati la scorsa settimana e prevedono di scandagliare quattro sezioni idrauliche diverse del Po: Monticelli d’Ongina, Pontelagoscuro, Boretto e il Delta. Un progetto pilota che mira, come il precedente, a fare scuola e ad essere replicato in tutti i principali fiumi dello Stivale, anche perché grazie alla collaborazione dei vari enti che hanno messo a disposizione a loro carico imbarcazioni e personale tecnico, ha un costo vivo davvero ridotto: «Parliamo di 30mila euro tra campionamenti e analisi di laboratorio», stima Borelli.

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    Ilaria Vesentinicorrispondente Emilia-Romagna

    Luogo: Bologna

    Lingue parlate: italiano, inglese e tedesco

    Argomenti: economia industriale, distretti, filiere

    Premi: L'Attendibile - Assolatte - 2013

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