Motor valley

Flash Battery porta oltralpe le batterie al litio made in Reggio

L’azienda emiliana, player di riferimento del settore, ha traslocato nel nuovo sito di Sant’Ilario D’Enza. Con un investimento da 7,5 milioni punta a quintuplicare la capacità produttiva

di Ilaria Vesentini

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L’azienda emiliana, player di riferimento del settore, ha traslocato nel nuovo sito di Sant’Ilario D’Enza. Con un investimento da 7,5 milioni punta a quintuplicare la capacità produttiva


3' di lettura

«Non abbiamo mai chiuso per le vacanze estive, abbiamo sfruttato la prima settimana di agosto per trasferirci nel nuovo stabilimento realizzato a Sant’Ilario d’Enza e dalla seconda settimana siamo partiti a pieno regime con la produzione». Mauro Righi è l’azionista di riferimento e il ceo della giovane azienda emiliana Flash Battery che in appena otto anni si è affermata come player di riferimento in Italia nella costruzione di batterie al litio, tanto da aver deciso un investimento da 7,5 milioni di euro – su un fatturato 2019 di 14 milioni di euro - per quintuplicare la capacità produttiva.

«È una scommessa che contiamo di vincere nel giro di pochi anni, arrivando già nel 2021 a 20 milioni di euro di giro d’affari e una crescita sempre più sostenuta anche sui mercati esteri, che oggi pesano circa il 30% del totale ma già nei prossimi dodici mesi prevediamo saliranno al 40%. La domanda di mezzi elettrici – non solo veicoli leggeri ma cingolati per il settore construction e macchine per l’agricoltura green - sta crescendo infatti esponenzialmente, a dispetto della crisi del settore automotive, e la produzione europea non è già oggi in grado di soddisfare la domanda», sottolinea Righi, che dal 1° agosto ha cambiato nome all’azienda fondata nel 2012 come Kaitek Srl, partendo da un garage di casa come molte storie imprenditoriali di successo sbocciate nella motor valley emiliana.

La nuova ragione sociale Flash Battery è anche il marchio con cui sono conosciute le batterie al litio “made in Reggio”, le più vendute in Italia e le più veloci a ricaricarsi, oltre che customizzate in base alle esigenze di ogni singolo cliente. «L’obiettivo è rafforzare l’identità della nostra impresa, evidenziando il suo segmento d’attività e una delle caratteristiche chiave, la velocità di ricarica, che rappresenta un fattore di competitività essenziale tanto per l’industria dei veicoli elettrici quanto per quella significativa parte di manifattura che sta progressivamente convertendo all’elettrico l’attività produttiva», aggiunge il ceo. Che dopo tre mesi al ralenti per l’emergenza Covid ha chiuso luglio con il record storico di fatturato mensile e in settembre avrà già recuperato in toto il terreno perso, e prevede di chiudere l’anno in linea con il precedente.

«La pandemia ha rallentato leggermente l’attività, ma non i percorsi di ampliamento e rafforzamento che abbiamo messo in atto non solo sul fronte produttivo, con il nuovo stabilimento ecosostenibile e plastic free realizzato in tempo record (meno di un anno) ma in ambito R&S, progettazione, marketing e internazionalizzazione. In queste aree stiamo assumendo altre cinque figure professionali che porteranno i nostri organici a 60 unità entro dicembre. Ma la nuova sede è studiata per ospitare 150 persone», sottolinea Righi, poco più che trentenne come l’età media dei lavoratori di Flash Battery. E su 60 dipendenti 20 sono dedicati proprio alla ricerca e sviluppo: una freschezza di talenti e di capacità innovativa che è valsa all’azienda per due edizioni consecutive (2019 e 2020) il premio di miglior impresa under 40 della Regione Emilia-Romagna.

Alla vigilia del trasferimento nella nuova sede, Righi ha inoltre siglato un importante accordo con Efa France, leader europeo nelle tecnologie per l’elettrificazione. «Stiamo lavorando molto con i system integrator transalpini non solo in Francia, ma in Germania e in Benelux; il Nord Europa sta investendo più di noi in elettrificazione. Quella con Efa è una partnership all’insegna dell’innovazione che ha ottime possibilità di espansione», conclude Righi, sangue imprenditoriale nelle vene (il padre produceva caricabatterie tradizionali, ma vendette l’azienda), un diploma di perito e una laurea in economia in tasca e un partner industriale come Elettric80 a fare da pilastro. L’azienda reggiana di tecnologie per l’automazione logistica (robot e veicoli a guida autonoma per la movimentazione merci, 270 milioni di ricavi per l'85% export e 970 dipendenti tra Viano e le sedi wroldwide dalla Thailandia al Brasile) è infatti sia azionista di minoranza di Flash Battery, con il 40% delle quote, sia cliente chiave, che assorbe due batterie su cinque prodotte a Sant’Ilario d’Enza.

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